Diversi rapporti sulla ricchezza finanziaria degli italiani hanno mostrato che ci sono oltre mille miliardi di euro fermi sui conti correnti. In percentuale sono meno che in passato, ma si tratta comunque di una cifra enorme che potrebbe essere messa a rendita con vari strumenti, a seconda del rischio che si è disposti a correre.
Gli strumenti esistono, dai più incerti come le azioni fino ai semplici conti deposito. Spesso però manca l’educazione finanziaria per capire a cosa servano e quando vadano utilizzati.
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Come gli italiani potrebbero investire i 1.163 miliardi che hanno in banca
Il rapporto dell’Efama dimostra che l’Italia non è più tra i Paesi in cui si risparmia di più lasciando il denaro in banca. Questo però non significa che i soldi fermi sui conti italiani siano pochi. 1.163 miliardi sono il 37% della ricchezza finanziaria totale delle famiglie. Negli Usa questa percentuale è al 12%.
I modi di investire sono diversi, ma ogni strumento si adatta a esigenze e situazioni diverse. Il conto corrente rimane il “primo pilastro” della finanza personale, attorno a cui andrebbe costruita una strategia a seconda di quanto si vuole rischiare.
Le azioni sono sempre più attraenti
Oltre ai conti correnti, un recente rapporto di Fabi ha mostrato che sono le azioni a essere il principale mezzo di investimenti degli italiani. Una circostanza piuttosto strana, visto che si dovrebbe arrivare a investire in questi strumenti soltanto quando la propria situazione finanziaria è estremamente stabile e principalmente per progetti a lungo termine.
Le azioni sono lo strumento più rischioso sul mercato, tolte le speculazioni che però non fanno parte della gestione del risparmio. I guadagni potenziali sono maggiori, ma le garanzie sono relativamente poche. Anche gli strumenti sintetici, come gli Etf azionari che replicano interi indici nazionali o anche globali, non proteggono da crisi e improvvisi peggioramenti dei mercati finanziari.
L’eccezione italiana dei titoli di Stato
Un’altra stranezza nel modo in cui gli italiani risparmiano sono i titoli di Stato. Questi strumenti sono a medio rischio, ma la loro pericolosità cambia a seconda di quale Stato si sceglie. Spesso, i risparmiatori del nostro Paese optano per il debito italiano, una scelta che abbassa sensibilmente il rischio di non vedersi rimborsato il denaro investito.
Bot e Btp possono essere utilizzati in vari modi, come:
- proteggere i risparmi dall’inflazione;
- ottenere ricavi da somme accantonate per una spesa futura.
I fondi pensione e le nuove necessità
Una scelta che gli italiani non fanno molto spesso è quella di mettere il proprio denaro in fondi pensione. Questo accade per diverse ragioni:
- storicamente la pensione di Stato bastava per vivere con un buono stile di vita;
- la ricchezza è concentrata nelle fasce più anziane della popolazione, che non hanno interesse a usare questo strumento.
La previdenza integrativa, però, diventerà sempre più importante. Il sistema pensionistico non assicurerà più una rendita tale da poter mantenere stili di vita simili a quelli della propria carriera lavorativa. Integrare l’assegno previdenziale accumulando nel tempo una somma sarà sempre più cruciale.
Nemmeno i conti sono privi di rischi
Tra le ragioni per cui gli italiani tendono a tenere moltissimo denaro sui conti correnti c’è l’idea che i soldi in banca siano al riparo da qualsiasi tipo di rischio. Se i conti sono sicuramente lo strumento meno pericoloso, non è però corretto dire che il denaro al loro interno sia completamente al riparo.
Anche il conto corrente ha i suoi pericoli
Un recente rapporto di Bankitalia ha mostrato che, negli ultimi anni, l’inflazione ha eroso l’11% del valore del denaro nei conti correnti degli italiani. Questo è il principale problema della tendenza a tenere così tanto denaro in questi strumenti.
Il conto corrente serve per le spese correnti. È liquidità immediatamente disponibile per coprire le uscite di tutti i giorni. Già il denaro messo da parte “perché non si sa mai”, il fondo di emergenza, potrebbe essere depositato in altri strumenti a basso rischio.
Quando conviene il conto deposito
L’esempio classico è quello dei conti deposito. Negli anni prima della pandemia da Covid-19 e della guerra in Ucraina, questi strumenti avevano perso attrattività a causa dei tassi di interesse bassissimi imposti dalla Bce.
Per il fondo di emergenza sarebbe meglio sceglierne uno svincolabile, ma i conti deposito possono essere utilizzati anche per le spese prevedibili. In questo caso, se si è sicuri di non aver bisogno del denaro all’improvviso, si possono scegliere conti deposito vincolati, che hanno una resa maggiore.