Nuovo Btp Green in arrivo, lo Stato affida l’emissione alle banche

Lo Stato emetterà, attraverso la mediazione di alcune grandi banche, un nuovo Btp Green della durata di 12 anni, con scadenza a ottobre 2038

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato di aver avviato il processo per l’emissione sindacata di un nuovo Btp Green, della durata di 12 anni, con scadenza a ottobre 2038. Si tratta della prima tranche di un nuovo titolo di Stato, che sarà affidata nel prossimo futuro a un gruppo di grandi banche.

Non ci sarà una normale asta, come quelle che si tengono due volte al mese. L’emissione avverrà in modo diverso e quando le condizioni di mercato saranno favorevoli, anche visto l’aumento dei rendimenti registrato recentemente dai titoli di Stato di tutta Europa.

Il Tesoro emetterà un nuovo Btp Green

Lo Stato ha emesso questo Btp Green per finanziare “interventi a favore dell’efficienza energetica degli edifici e della categoria dei trasporti”, in particolare le infrastrutture ferroviarie. Non ci sarà però, come anticipato, nessuna asta straordinaria. L’emissione è sindacata, come specifica il comunicato diffuso dal Ministero dell’Economia.

Il Btp avrà come data di scadenza il 3 ottobre 2038, e quindi una durata di 12 anni. Le cedole, e quindi i rendimenti, saranno determinati al momento della collocazione. L’emissione si svolgerà nel prossimo futuro, a seconda delle esigenze e delle opportunità di mercato, quindi tenendo in considerazione metriche come lo spread e i rendimenti.

Cosa significa che l’emissione sarà sindacata

Lo Stato può emettere titoli di debito in due modi. O li mette all’asta, sondando pubblicamente la domanda degli investitori, oppure affida ad alcune banche specializzate il compito di trovare investitori interessati in determinati prodotti. Questa seconda metodologia si chiama emissione sindacata, e viene utilizzata principalmente:

  • per titoli a lunghissima scadenza;
  • per titoli particolari, come appunto i Btp Green.

Le banche coinvolte nell’emissione

Di questa particolare emissione si occuperanno sei grandi banche internazionali:

  • Barclays;
  • Bnp Paribas;
  • Deutsche Bank;
  • Intesa Sanpaolo;
  • Jp Morgan;
  • Société Générale.

Il loro coinvolgimento non ha però nessun legame con la clientela retail di questi istituti. Il loro compito è quello di trovare gli investitori istituzionali interessati al prodotto offerto dallo Stato, in modo da favorirne il collocamento sul mercato.

Cos’è un Btp Green

Il Btp Green è un titolo di Stato che viene emesso soltanto con lo scopo di raccogliere fondi per finanziare interventi che hanno un impatto positivo sull’ambiente, in particolare sulla riduzione delle emissioni di gas che contribuiscono al surriscaldamento del pianeta.

Lo Stato sarà quindi obbligato a utilizzare i fondi raccolti durante l’emissione del Btp Green in scadenza a ottobre 2038 per questi fini, come ha spiegato anche il comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Cosa cambia per chi investe

Chi investe ha quindi la sicurezza che il proprio denaro sarà utilizzato per progetti sostenibili. Si tratta di un modo per controllare i propri investimenti e il modo in cui vengono impiegati, cosa impossibile con un normale Btp.

Non c’è, però, alcuna variazione dal punto di vista pratico o economico. I Btp Green, come tutti gli altri Btp, hanno una cedola e un prezzo di mercato che ne determineranno i rendimenti.

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