Nelle prime ore dall’apertura dei mercati dell’8 aprile lo spread tra Btp e Bund tedeschi è calato a 77 punti, dopo essere rimasto vicino a 90 per quasi tutta la durata della guerra in Medio Oriente. L’annuncio di una trattativa avanzata per il cessate il fuoco e di una tregua di due settimane tra Iran e Usa ha tranquillizzato i mercati obbligazionari.
Una notizia arrivata appena prima delle aste di inizio aprile. Il Tesoro può quindi sperare in rendimenti più bassi di Bot e Btp che metterà sul mercato, con una conseguente spesa sul debito che genereranno inferiore alle aspettative.
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Crolla lo spread, 77 punti dopo la tregua tra Iran e Usa
I mercati finanziari non attendevano altro che la notizia della riapertura dello stretto di Hormuz per far ripartire gli investimenti. Anche se la tregua è solo parziale e apparentemente fragile, con Israele che ha già annunciato che non fermerà le operazioni in Libano, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è subito ridotto a 77 punti dagli 88 dell’apertura di ieri 7 aprile.
Il calo dei rendimenti dei titoli è stato di esattamente due decimi di punto percentuale per quanto riguarda i Btp benchmark a 10 anni, mentre per i Bund si è limitato a 9 centesimi. Questo ha permesso un netto recupero da parte dei titoli di Stato italiani su quelli tedeschi.
L’Italia è particolarmente esposta alle fluttuazioni sui mercati obbligazionari, sia per l’entità del suo debito pubblico, sia nel caso specifico della guerra in Medio Oriente, per la sua dipendenza dall’estero in materia di energia.
I rendimenti dei titoli degli altri Paesi europei
Che le variazioni estreme dello spread italiano siano un’eccezione e non la regola lo dimostrano gli altri titoli di Stato dei grandi Paesi europei. La Spagna ha visto calare lo spread dei suoi Bonos di soli tre punti base, con una diminuzione dei rendimenti molto più simile a quella dei Bund tedeschi.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 2,93% | – |
| Btp italiani | 3,70% | 77 |
| Oat francesi | 3,57% | 63 |
| Bonos spagnoli | 3,39% | 46 |
Lo stesso vale per gli Oat francesi, il cui differenziale si è ridotto di sette punti base, arrivando a quota 63, con rendimenti del 3,57%. Sia Parigi, sia Madrid sono più protette dell’Italia dalle crisi energetiche grazie agli investimenti degli ultimi anni nel nucleare e nelle fonti rinnovabili.
Le prossime aste di Bot e Btp
Il crollo dei rendimenti dei titoli di Stato è un’ottima notizia per il Tesoro, che da domani 9 aprile metterà all’asta i primi titoli di Stato del mese. Uno spread alto avrebbe fatto aumentare la spesa sul debito legata a questi prodotti. Ora il Mef può sperare in emissioni più positive del previsto. Le prossime aste riguarderanno:
- il 9 aprile i Bot a 3 e 12 mesi, per un importo fino a 11 miliardi di euro;
- il 10 aprile i Btp a medio e lungo termine.
Ad aprile si terranno anche:
- il 24 l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 28 una nuova asta dei Bot;
- il 29 l’ultima asta del mese, sempre di Btp a medio e lungo termine.