Spread Btp-Bund si impenna a 63 punti, rendimenti in risalita sui titoli italiani

Le tensioni internazionali scuotono i titoli tedeschi e italiani, con lo spread tra Btp e Bund che risale oltre i 60 punti e si distanzia dagli altri Paesi europei

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Apertura difficile per lo spread tra Btp e Bund tedeschi. Le tensioni internazionali e la posizione ambigua dell’Italia sulla Groenlandia fanno rialzare il differenziale, con i rendimenti dei titoli di Stato che superano per crescita anche gli interessi sui Bund. Lo spread è arrivato in mattinata a 63 punti base ,cinque in più rispetto alla chiusura.

Una conseguenza che sembra aver avuto effetto soltanto sui titoli italiani e tedeschi. In Francia e in Spagna infatti gli aumenti di rendimento dovuti all’instabilità geopolitica sono stati minori rispetto a quanto accaduto in Italia, anche per la maggiore esposizione del nostro Paese a eventuali dazi.

Spread Btp-Bund in risalita

Nella mattinata del 20 gennaio lo spread si è riportato quasi immediatamente sopra i 60 punti dopo alcuni giorni in cui si era mantenuto sotto questa soglia. Il differenziale con i Bund tedeschi si è spinto fino a 63, erodendo quasi tutti i progressi fatti dall’inizio dell’anno. Ora nel 2026 il calo dello spread è limitato al 3,80%.

Il problema è stato un improvviso aumento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Il Btp benchmark a 10 anni è tornato sopra il 3,50% di interessi, a una media di 3,51%. Un’impennata anche più rapida di quella dei Bund tedeschi, che ora pagano il 2,89%.

La tensione sui titoli di Stato di Roma e Berlino arriva dopo le continue minacce di Donald Trump contro l’Europa. Il presidente degli Stati Uniti non ha escluso un’invasione militare della Groenlandia se la nazione del Regno di Danimarca non gli sarà consegnata. Ha minacciato dazi prima al 10%, poi al 25%, arrivando al 200% parlando della Francia.

Spagna e Francia limitano i danni

Nonostante queste minacce, gli Oat francesi hanno retto bene in apertura. I titoli di Stato di Parigi hanno limitato l’aumento del rendimento e ora sono quasi alla pari con quelli italiani. Lo spread con i Bund si è ridotto a 65 punti base, uno dei risultati migliori in tempi recenti, aiutato dalle decisioni del governo, che ha deciso di far passare la legge di bilancio in Parlamento forzando l’utilizzo dell’articolo 49,3 della costituzione.

Rendimenti all’apertura del 20 gennaio
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,89%
Btp italiani 3,51% 63
Oat francesi 3,54% 65
Bonos spagnoli 3,26% 37

Allo stesso modo anche la Spagna non ha risentito delle minacce di Trump. Il Paese, meno esposto di Germania e Italia ai dazi, continua a registrare ottimi dati economici e questo aiuta anche i titoli di debito sui mercati. Lo spread tra Bonos e Bund è rimasto calato a 37 punti base, con un rendimento del 3,26%

Le prossime aste dei Btp e dei Bot

I titoli di Stato italiani rimangono nonostante tutto solidi e apprezzati dal mercato anche in un momento di instabilità delle relazioni atlantiche come quello attuale. In attesa degli sviluppi da Davos, dove Trump interverrà e potrebbe chiarire ulteriormente la posizione americana su Gaza e sulla Groenlandia, i risultati dello spread sono di conforto per le prossime aste dei Bot e dei Btp, tra fine gennaio e inizio febbraio:

  • l’asta Btp short – Btp€i del 27 gennaio;
  • l’asta dei Bot del 28 gennaio;
  • l’asta medio-lungo termine del 29 gennaio;
  • l’asta Bot dell’11 febbraio;
  • l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio.

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