Prende il via la giostra dei rumors relativi alle nomine al vertice delle partecipate pubbliche, in una stagione che vedrà un numero record di scadenze e rinnovi in capo alle società statali o semi-statali: si parla di 842 nomine a capo di 155 società controllate e partecipate dal MEF: mai così tante in una sola tornata.
Leonardo verso cambio della guardia
Fra le società più in vista c’è il colosso italiano della difesa Leonardo. Fra le cause del mancato rinnovo dell’attuale Ceo Roberto Cingolani, che proprio il Governo Meloni aveva nominato nel 2022, vi sarebbero motivazioni squisitamente politiche ed un un atteggiamento troppo filo-europeista, mentre per il Fatto Quotidiano vi sarebbe tensioni con Palazzo Chigi – si parla addirittura di “gelo” – ed un mancato allineamento strategico su alcuni dossier, come quello dello scudo aereo.
In sua sostituzione, varie fonti di stampa indicano fra i candidati più probabili alla carica di Ceo l’attuale numero uno di MBDA Italia Lorenzo Mariani, forte di una lunga militanza nel Gruppo e dopo aver ricoperto fino al 2025 il ruolo di co-direttore al fianco di Cingolani, ma secondo il Corriere della Sera sarebbe in lizza anche il CEO di Fincantieri Piergiorgio Folgiero, in carica dal 2022 alla guida della società attiva nella cantieristica navale, dove era stato riconfermato proprio dall’attuale Governo. Fra i papabili si fanno anche i nomi del Ceo di Ferrovie dello Stato Stefano Donnarumma e del numero uno di Rheinmetall Italia Alessandro Ercolani. Una decisione definitiva dovrebbe essere presa entro questa settimana.
Il titolo soffre in Borsa
“Alla luce della performance degli ultimi anni e sapendo che era stato nominato dall’attuale governo, la decisione del cambio rappresenterebbe una sorpresa“, affermano gli esperti di Equita, mentre per gli analisti di Websim un cambio della guardia “creerebbe inoltre una fase di incertezza strategica in un momento di forti tensioni geopolitiche”.
Infatti, le azioni Leonardo oggi stanno soffrendo in Borsa: il titolo è il peggiore del FTSE MIB con una perdita del 7,4% a 57,65 euro per azione. Un movimento repentino, scattato al diffondersi delle voci relative al mancato rinnovo di Cingolani, dal momento che la società in questi ultimi 2-3 anni ha raggiunto una capitalizzazione record, anche in risposta all’aumento delle spese per la difesa dei governi europei. Da inizio anno, Leonardo ha guadagnato oltre il 17%, mentre la performance rispetto allo stesso periodo del 2025 fa segnare un +43%.
Una goccia nel mare: 842 incarichi vicini a scadenza
Il giro di poltrone quest’anno segna un nuovo record ed è ben più ampio di quel che riguarda la big italiana della difesa. Stando all’ultimo rapporto del centro studi Comar, nei prossimi mesi saranno rinnovati 118 Consigli d’amministrazione e 96 Collegi sindacali per un totale di 842 incarichi in 155 Società partecipate dal Ministero Economia Finanze.
Un impegno che quest’anno è particolarmente significativo, perché si concludono i mandati triennali di molte Società quotate come Banca MPS, Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane, Terna. In scadenza anche diverse società non quotate come Amco, Consap, Equitalia Giustizia, Infratel, IPZS, PagoPa, Ram, RFI, Trenitalia, Sogesid, Sogin, Sport e Salute, Stretto di Messina, Sviluppo lavoro Italia, Techno Sky, Valvitalia, e numerose controllate di grandi gruppi come Autostrade dello Stato, Eni, Enel, Invitalia, Leonardo, Poste, Sace, GSE (AU, GME e RSE) e Rai (Rai Com, Rai Cinema, Rai Way).
Le Società per cui è previsto il rinnovo nel 2026 esprimono ricavi per 206 miliardi di euro, utili per 16,5 miliardi, con 288.120 Dipendenti; al 2 aprile, la loro capitalizzazione in Borsa era superiore ai 282,6 miliardi di euro.