Google, anzi la società Alphabet, ha pianificato l’emissione di un bond con scadenza a 100 anni. Si tratta di un titolo molto raro, ma che dovrebbe finanziare la corsa dell’intelligenza artificiale. Gli addetti ai lavori chiamano questo tipo di obbligazione “Matusalemme” per via della lunghezza del titolo. In campo tecnologico sono molto rari, considerando che è un mercato che varia rapidamente a seconda delle innovazioni e di nuovi attori che scendono in pista, come la stessa intelligenza artificiale.
Ma la corsa agli investimenti per le IA sarà importante. Solo per il 2025 le grandi aziende tecnologiche potrebbero arrivare a investire fino a 700 miliardi di dollari in infrastrutture. Così dopo il bond a 50 anni dello scorso novembre, la prossima operazione di Alphabet è proprio il Matusalemme. È difficile immaginare come possa funzionare un’emissione di questa portata, ma al netto di un rischio evidente, quello temporale, ci sono anche dei vantaggi.
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Bond a 50 e 100 anni: la mossa di Google
Per finanziare la corsa all’intelligenza artificiale Alphabet, che controlla Google, ha collocato diversi bond con lunghe scadenze. Alcune anche lunghissime scadenze, come l’emissione del bond a 100 anni.
Sono state lanciate sette tranche con scadenze fra il 2029 e il 2066, raccogliendo 20 miliardi di dollari. Alphabet avrebbe poi incaricato nella giornata del 10 febbraio le banche Goldman Sachs, JPMorgan e Bank of America di collocare altri Bond in cinque tranche, questa volta dal valore di 5,5 miliardi.
Ultima, ma non per importanza anche mediatica che sta riscontrando, la tranche in sterline con scadenza a 100 anni. Si tratta di un collocamento di un bond centenario, definito anche “Matusalemme”, piuttosto raro soprattutto nel settore tecnologico.
Il bond Matusalemme
Un bond a 100 anni non si vedeva da quasi trent’anni per una società tech. Come ricordano i giornali di settore, l’ultimo fu collocato da Motorola nel 1997. Periodo nel quale era tra le prime 25 società per capitalizzazione di mercato e fatturato grazie a dispositivi come cellulari e cercapersone, mentre oggi è al 232º posto con un fatturato di soli 11 miliardi di dollari. Sta ancora onorando il suo debito, ma è un esempio di come il settore tecnologico sia molto competitivo.
Comunque il bond Matusalemme è suddiviso, con la parte in dollari in sette tranche con l’obbligazione più lunga a 40 anni in scadenza nel 2066. Il rendimento secondo le stime sarà allo 0,95% circa. La domanda però si è concentrata su quelle che sono le scadenze più brevi, come i titoli a tre anni con uno spread di 0,27% sui Treasury Usa.
Perché Google vuole raccogliere più soldi
I motivi dietro alla scelta di Alphabet sono stati dichiarati dalla stessa Google. Questa infatti nel 2026 ha dichiarato di voler raddoppiare la sua spesa in intelligenza artificiale, portandola alla cifra di 185 miliardi di dollari.
In liquidità Google detiene 126 miliardi, che non bastano per la spesa nell’intelligenza artificiale. È una società quotata in borsa da quasi 4000 miliardi di dollari e con oltre 73 miliardi di dollari di flusso di cassa libero all’anno, ma le servono più fondi.
È comunque una mossa rischiosa in apparenza, perché da una parte le aziende potrebbero non durare 100 anni, dall’altra le persone non vivono oltre questo periodo di tempo e quindi non sono solite apprezzare emissioni a così lungo periodo.
Esiste però un mercato per questi titoli, tanto che secondo quanto riportato da Bloomberg, l’obbligazione a 100 anni è stata sottoscritta in eccesso di quasi 10 volte. Tradotto significa che la domanda degli investitori ha superato di gran lunga l’offerta.
Esistono anche titoli perpetui, ma in genere i bond a lunghissimo termine spesso vengono rimborsati in anticipo.