Ferretti ha chiuso il primo trimestre con ricavi netti pari a 302,1 milioni di euro, in calo dell’8% rispetto ai 328,5 milioni del primo trimestre 2025. La flessione è attribuita principalmente ai ritardi nella raccolta ordini dal Medio Oriente e al conseguente impatto sulla generazione dei ricavi.
L’EBITDA adjusted si è attestato a 48,7 milioni di euro (-7,2% sul Q1 2025), con un margine al 16,1%, in aumento di 10 punti base rispetto al 16,0% dello stesso periodo dell’anno precedente. Il miglioramento della marginalità è stato sostenuto dal mix del portafoglio ordini, con maggiore contribuzione dei segmenti a più alta redditività, e dalla disciplina sui costi. L’utile netto è risultato pari a 21,0 milioni di euro, contro i 23,9 milioni del Q1 2025.
La posizione finanziaria netta è scesa a 18,4 milioni di euro, dai 111,0 milioni del 31 dicembre 2025, riflettendo il minore livello di anticipi incassati e un assorbimento stagionale di capitale circolante. Gli investimenti in immobilizzazioni del trimestre sono stati pari a 12,9 milioni.
L’andamento degli ordini
La raccolta ordini si è fermata a 179,6 milioni di euro, in netto rallentamento rispetto ai 270,6 milioni del primo trimestre 2025, a causa dell’incertezza geopolitica che ha rallentato la firma dei contratti e le consegne nell’area MEA. Il segmento Composite yachts ha registrato una crescita del 7,3% a 96,1 milioni, mentre il Made-to-measure è sceso a 83,5 milioni (-42,1%). Nel periodo non sono stati raccolti ordini nel segmento Super yachts, dove le negoziazioni restano comunque in corso con prima finestra di consegna nel 2029. Il Gruppo segnala che le negoziazioni in essere ammontano oggi a circa 630 milioni, contro i 360 milioni del 16 maggio 2025.
Per area geografica, l’Europa ha raggiunto 99,1 milioni (+28,2%), l’area MEA 53,0 milioni (-33,9%), APAC 14,2 milioni (+35,2%) e AMAS 13,3 milioni (-87,0%).
Il portafoglio ordini al 31 marzo 2026 si è attestato a 1.717,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 1.715,7 milioni di fine 2025. Il Net Backlog è pari a 722,3 milioni (da 828,6 milioni al 31 dicembre 2025), con circa 470 milioni attesi tradursi in ricavi entro il 2026, in aumento rispetto ai circa 415 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
L’Ad: “Contrentrati su disciplina, eccellenza e creazione valore”
“Il primo trimestre ha riflesso un contesto commerciale meno dinamico e una conversione degli ordini più lenta di quanto atteso, in particolare sulla raccolta ordini”, ha commentato l’Amministratore Delegato Stassi Anastassov, aggiungendo “affrontiamo questa fase con realismo, disciplina e focalizzazione sull’esecuzione. La fiducia non va mai confusa con autocompiacimento”.
“I fondamentali del business restano pienamente solidi. – ha proseguito l’Ad – I nostri brand sono fortemente posizionati, i margini si confermano resilienti e la qualità e la visibilità del portafoglio ordini rappresentano una base operativa robusta su cui continuare a costruire. Oltre 400 milioni di euro di Net Backlog sono già attesi convertirsi in ricavi nel 2026, offrendo una visibilità significativa sull’evoluzione dell’esercizio. In questo contesto, non ci concentriamo su reazioni di breve termine, ma su disciplina esecutiva, eccellenza operativa e creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. Ribadiamo la nostra piena fiducia nella solidità, nel posizionamento e nel potenziale di lungo termine dell’ecosistema del Gruppo Ferretti.”
La Guidance 2026
La Società ha presentato la guidance per l’esercizio 2026, segnalando una stima di ricavi netti in un range tra 1.250 e 1.265 milioni di euro ed un margine di EBITDA adjusted tra il 16,2% e il 16,6% e capex compresi tra 70,0 e 75,0 milioni.
L’OPA di KKCG Maritime
Nel trimestre si è svolta l’offerta pubblica volontaria parziale promossa da KKCG Maritime, che si è conclusa con un risultato significativo. L’OPA, avviata il 16 marzo e chiusa il 13 aprile 2026, ha raccolto adesioni pari al 56,8% degli strumenti oggetto di offerta, corrispondenti a circa 29,6 milioni di azioni. Il corrispettivo è stato rilanciato da 3,50 a 3,90 euro per azione, ma il CdA lo ha giudicato non congruo né equo per gli azionisti indipendenti. L’operazione valuta Ferretti circa 1,32 miliardi e si è intrecciata con lo scontro di governance con il socio cinese Weichai (39%), conclusosi con l’assemblea del 14 maggio che ha visto la vittoria della lista presentata da Weichai e il conseguente rinnovo del consiglio di amministrazione.