Borse europee ottimiste ma in allerta a causa del fragile cessate il fuoco

Cosa è successo oggi e a cosa guardare la settimana prossima

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Redazione

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Chiusura positiva per Milano, Madrid e Amsterdam, mentre rimangono vicine alla parità Francoforte, Londra e Parigi. Oggi il sentiment degli investitori ha beneficiato dell’avanzare dei negoziati tra Russia e Ucraina e alle speranze che la tregua tra Iran e Stati Uniti regga in vista dei colloqui in Pakistan del fine settimana. Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sembra reggere in larga misura, sebbene continuino gli scontri tra Israele e la milizia libanese Hezbollah. In questo contesto, il prezzo del petrolio rimane a livelli incompatibili con un rapido allentamento delle pressioni inflazionistiche.

Il presidente statunitense Donald Trump continua ad alternare segnali di apertura a pressioni esplicite sull’Iran, esprimendo fiducia nei prossimi colloqui e al contempo avvertendo Teheran di non ostacolare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha dichiarato che la delegazione negoziale americana in partenza per il Pakistan non sarà ricettiva se l’Iran “cercherà di ingannare” gli Stati Uniti.

 

I dati macroeconomici

Negli Stati Uniti, a marzo, l’inflazione headline ha segnato variazioni di +0,9% m/m (come atteso) e di +3,3% a/a (rispetto a +3,4% atteso e +2,4% precedente), mentre quello core di +0,2% m/m (come a febbraio) e di +2,6% a/a (rispetto a +2,7% atteso e +2,5% precedente). Su base mensile la componente energia è salita di +10,9%, trainata da +21,2% messo a segno dalla benzina (variazione record dal 1967, che ha determinato quasi il 75% di quella dell’intero paniere), mentre la componente alimentare è rimasta complessivamente invariata.

In Italia, a febbraio, la produzione industriale è aumentata di +0,1% m/m, contro +0,5% atteso e -0,6% precedente. “Nel 1° trimestre 2026 la produzione industriale italiana è quindi in rotta per una contrazione, aggravata dal dato di marzo che sarà probabilmente negativo, ed anche per il trimestre in corso è difficile che riesca a fornire un contributo positivo alla crescita”, commenta Intesa Sanpaolo.

 

Gli indici europei oggi

Tra gli indici di Eurolandia ferma Francoforte, che segna un quasi nulla di fatto, trascurata Londra, che resta incollata sui livelli della vigilia, e nulla di fatto per Parigi, che passa di mano sulla parità.

Aumento per la Borsa di Milano, che mostra sul FTSE MIB un rialzo dello 0,59%, consolidando la serie di tre rialzi consecutivi, avviata mercoledì scorso; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share fa un piccolo salto in avanti dello 0,64%, portandosi a 50.045 punti. In denaro il FTSE Italia Mid Cap (+1,18%); sulla stessa tendenza, buona la prestazione del FTSE Italia Star (+1,09%).

 

I titoli italiani oggi

Tra i best performers di Milano, in evidenza Buzzi (+5,66%), Brunello Cucinelli (+5,25%), Prysmian (+3,63%) e STMicroelectronics (+3,47%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Avio, che ha chiuso a -5,42%. In perdita Leonardo, che scende del 5,27%. Calo deciso per ENI, che segna un -1,96%. Sotto pressione Fincantieri, con un forte ribasso dell’1,85%.

Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, Comer Industries (+7,36%), Alerion Clean Power (+7,02%), Reply (+5,55%) e Moltiply Group (+4,03%). Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su D’Amico, che ha terminato le contrattazioni a -5,54%. Pesante BFF Bank, che segna una discesa di ben -5,28 punti percentuali. Contrazione moderata per MARR, che soffre un calo dell’1,43%. Sottotono ENAV che mostra una limatura dell’1,28%.

 

I riflessi su banche centrali ed euro

Con il calo dei prezzi dell’energia, i mercati hanno rivisto al ribasso anche le previsioni sulle azioni delle banche centrali. Per la BCE, i mercati ora scontano un primo rialzo dei tassi entro giugno, seguito da un altro entro la fine dell’anno. Per la Fed, i mercati ora prevedono una probabilità leggermente maggiore di un taglio dei tassi il prossimo anno. Con l’aggiustamento dei mercati energetici e dei tassi, l’euro ha recuperato gran parte delle perdite subite durante la guerra contro il dollaro e attualmente si attesta vicino al livello di 1,17.

 

I dati della prossima settimana

La prossima settimana sarà piuttosto povera di dati macroeconomici. Martedì la Cina pubblicherà i dati sul commercio estero di marzo, che probabilmente mostreranno ancora una volta una solida crescita delle esportazioni. Giovedì la Cina pubblicherà sia il PIL del primo trimestre, sia i dati mensili su vendite al dettaglio, settore immobiliare, produzione industriale e investimenti. L’attenzione si concentrerà in particolare sui dati relativi al settore immobiliare e ai consumi, che si sono rivelati i punti deboli dell’economia. La crescita del PIL è prevista al 4,8% su base annua, in aumento rispetto al 4,5% del quarto trimestre, trainata dalla forte crescita delle esportazioni. Giovedì saranno pubblicati anche i dati sul PIL di febbraio del Regno Unito. Sono inoltre previsti, sempre giovedì, i dati definitivi sull’indice dei prezzi al consumo di marzo per l’area euro e i verbali della BCE.