Spotify, confermato l’aumento dei prezzi: quanto pagheremo in più

In arrivo una mail da parte di Spotify, anche in Italia è previsto un netto aumento dei prezzi: ecco i nuovi abbonamenti per la piattaforma musicale

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Luca Incoronato

Giornalista pubblicista

Giornalista pubblicista ed esperto copywriter, ho accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter

Pessime notizie per gli utenti Spotify, dal momento che la piattaforma ha deciso di aggiornare di colpo il proprio sistema di tariffazione. Sono previsti aumenti per gli abbonamenti in un gran numero di mercati. Tra questi spazio anche per l’Italia.

Il processo di comunicazione, obbligatorio per fornire la chance agli utenti di cancellare la propria iscrizione, è già in atto. Ben presto chiunque possegga un account attivo riceverà una mail poco gradita. Di seguito spieghiamo nel dettaglio come cambierà lo scenario per quella che è di fatto la più famosa app musicale al mondo.

Spotify: nuovi abbonamenti

È bastato un post sul sito ufficiale di Spotify a scatenare l’ira degli utenti online in molte parti del mondo. Parliamo nello specifico di circa 200 milioni di abbonati, se si considera unicamente il servizio Premium.

Cifre da capogiro, considerando come esistano anche i pacchetti Duo e Family, che consentono d’avere più profili, a seconda delle esigenze. Gli aumenti non risparmiano neanche loro, sia chiaro. E se frequentate l’Università e pensate d’aver schivato questo proiettile, vi sbagliate: anche l’abbonamento Student subirà un aumento.

Quando questo tipo di notizie giungono, solitamente riguardano pochi mercati, a volte unicamente gli USA. Lentamente la notizia si concretizza anche da noi, magari a un anno di distanza. Stavolta, invece, il discorso è globale. Aspettatevi una mail in merito nei prossimi giorni. Al suo interno verrà spiegato il nuovo quadro della situazione, che è alquanto amara.

L’aumento minore riguarda gli abbonamenti singoli, ovvero il Premium Individual e lo Student. Nel primo caso si passa da 9,99 a 10,99 euro. Nel secondo, invece, da 4,99 a 5,99 euro. L’azienda ha invece deciso di aumentare di due euro gli altri pacchetti, passando da 12,99 a 14,99 euro per il Premium Duo, e da 15,99 a 17,99 euro per il Premium Family.

Curiosi di conoscere le motivazioni? Il mercato va evolvendosi e, al fine di continuare a innovare, è necessario che gli utenti facciano un sacrificio e paghino maggiormente per lo stesso servizio. Sarebbe interessante avere un riscontro concreto di come tutto ciò andrà ad aiutare i creator della piattaforma, che provano a vivere di musica anche in questo modo.

Il sistema Netflix

Il sistema di abbonamenti mensili per svariate tipologie di servizi è ormai la normalità. Basti pensare allo streaming, che in questo ambito è senza ombra di dubbio il settore trainante. Ciò comprende tanto il mondo del cinema e della televisione, quanto quello dello sport. Basti pensare alla lunga trattativa in atto per i diritti della Serie A.

Paghiamo abbonamenti mensili per ascoltare musica, come nel caso di Spotify appunto, ma anche per audiolibri e podcast. Paghiamo inoltre per restare informati, o meglio per sostenere il tipo di informazione che maggiormente rispecchia la nostra idea di etica professionale.

È comprensibile, dunque, come la notizia di un aumento da parte di una singola azienda abbia un’eco enorme in quasi tutto il mondo. Siamo ormai calati totalmente in questo nuovo modo di intendere i servizi, che garantisce l’illusione di un risparmio e soprattutto di una potenzialità economica che spesso non esistono.

Basterebbe sommare le tante mini quote che paghiamo per restare a bocca aperta, tanto a livello mensile quanto annuale. In quest’ottica siamo portati a ritenere l’aumento di pochi euro di Spotify qualcosa di oltraggioso per una manciata di minuti, forse un giorno, per poi rassegnarci all’idea che, in fondo, non c’è tanta differenza.