Da febbraio ad agosto 2026 le famiglie italiane stanno pagando un conto salato per luce e gas. Le tensioni internazionali e il conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran hanno portato l’indice dei prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili a registrarsi a +11,4%. In numeri significa un aggravio di 1,8 miliardi di euro sulle bollette.
L’impatto degli aumenti sul territorio analizzato da Confartigianato lascia il segno sui portafogli. A Roma le famiglie hanno pagato un extra del 9,5% sulle bollette, per un totale di 123 milioni di euro; a Milano il prezzo dell’energia è aumentato del 12,6%, mentre a Gorizia e Verona si sono registrati i rincari più intensi, rispettivamente del +15,6% e del +15,5%.
Luce e gas più care: in 6 mesi +1,8 miliardi
Secondo l’analisi di Confartigianato, presentata durante la 22ª edizione della convention annuale “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, le famiglie italiane hanno pagato 1,8 miliardi in più per luce e gas da quando è iniziato l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.
Nello specifico:
- per il gas +13,5%;
- per l’elettricità +10,1%.
Rincari che superano di gran lunga l’inflazione (fissata al 2,8%) dello stesso periodo, ovvero tra febbraio e agosto 2026.
Dove i rincari pesano di più
Secondo lo studio, tra febbraio e agosto le famiglie più colpite sono state quelle lombarde. Nella regione del Nord, infatti, l’aggravio complessivo è stato di 329 milioni di euro (+12,3%) in sei mesi per le forniture energetiche.
A seguire c’è il Veneto, dove la spesa complessiva extra è stata di 216 milioni di euro (+14,5%), mentre il terzo gradino del podio spetta al Lazio con una crescita di 166 milioni di euro.
Il resto della classifica regionale vede:
- l’Emilia-Romagna con 155 milioni di euro;
- il Piemonte con 144 milioni di euro;
- la Campania con 123 milioni di euro;
- la Toscana con 106 milioni di euro;
- la Puglia con 95 milioni di euro;
- la Sicilia con 91 milioni di euro;
- il Friuli-Venezia Giulia con 58 milioni di euro;
- la Liguria con 51 milioni di euro;
- il Trentino-Alto Adige con 47 milioni di euro;
- le Marche con 43 milioni di euro;
- la Calabria con 41 milioni di euro;
- la Sardegna con 35 milioni di euro;
- l’Abruzzo con 32 milioni di euro;
- l’Umbria con 25 milioni di euro;
- la Basilicata con 12 milioni di euro;
- il Molise con 7 milioni di euro;
- la Valle d’Aosta con 4 milioni di euro.
Se si guarda a livello provinciale, la classifica vede in testa Roma (con 123 milioni di euro e una crescita dei prezzi dell’energia sul territorio del 9,5%), seguita da Milano (con 116 milioni di euro di stangata e una crescita dei prezzi del 12,6%), poi Torino con 75 milioni di euro, Napoli con 63 milioni e Verona con 42 milioni.