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La Borsa del 9 marzo, Piazza Affari chiude a -0,3% dopo il -2% di stamattina
Lunedì nero per i mercati. La guerra in Iran porta il petrolio a 110 dollari al barile, riunione di emergenza per il rilascio delle scorte
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Si riprende Piazza Affari
Il ritorno del petrolio sotto quota 100 dollari allenta la pressione sui mercati e regala un finale positivo alle Borse europee.
La seduta era però partita in forte difficoltà: nelle prime ore Piazza Affari aveva ceduto oltre il 2%, mentre il greggio volava a +20%. La svolta è arrivata poco dopo l'apertura di Wall Street, quando le quotazioni del greggio hanno invertito la rotta. Gli indici americani restano comunque in territorio negativo, seppur in recupero (S&P 500 -0,3%).
In chiusura, le piazze europee mostrano un quadro misto: Milano archivia la seduta a -0,29% sopra i 44.000 punti, Francoforte -0,6%, Londra -0,2%, Parigi -1%, Madrid -0,7% e Amsterdam +0,2%. A Piazza Affari brillano i titoli petroliferi — Saipem +4,8%, Eni +2,3%, Tenaris +0,6% — e il comparto difesa con Leonardo in grande spolvero a +6,6%. In fondo al listino si distinguono invece Cucinelli (-3,8%), Stellantis (-3%) e Hera (-2,9%).
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Milano lima le perdite
Le Borse europee viaggiano in deciso calo a metà seduta, pur avendo ridotto le perdite dopo i minimi dell’avvio. Gli investitori restano in attesa della riunione dei ministri delle Finanze del G7, che potrebbe sancire un rilascio coordinato di parte delle riserve strategiche di petrolio per contenere lo shock energetico legato alla crisi in Iran.
A Milano il Ftse Mib arretra dell’1,45%; in Europa Francoforte perde l’1,57%, Parigi l’1,98%, Londra l’1,2% e Amsterdam lo 0,89%. Negative anche le prospettive di Wall Street, con i future sull’S&P 500 in calo dell’1,08% e quelli sul Nasdaq dell’1,14%.
Sul listino milanese le vendite colpiscono soprattutto Prysmian (-5,19%), Azimut (-3,85%), Ferrari (-3,25%) e Stellantis (-3%). Debole anche il comparto bancario: UniCredit cede il 2,69% e Banco Bpm il 2,4%. In controtendenza Leonardo (+4,06%), sostenuta dal comparto difesa, mentre Nexi (+3,91%) risale dopo la promozione degli analisti di Morgan Stanley. Il petrolio sopra i 100 dollari al barile spinge i titoli del settore energetico, con Saipem a +2,01% ed Eni a +0,46%.
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Spread in crescita a 84 punti
I rendimenti dei titoli di Stato nell'eurozona registrano un netto rialzo, trascinati dalle forti tensioni sui mercati internazionali legate alla guerra in Medio Oriente. Il BTp decennale di riferimento, con scadenza 1° febbraio 2036, sale al 3,75%, rispetto al 3,63% della chiusura di venerdì, mentre il Bund tedesco si mantiene ancora sotto la soglia del 3%. In questo contesto si allarga anche lo spread tra i due titoli, che raggiunge gli 84 punti base, in deciso aumento rispetto ai 77 punti registrati a fine settimana.
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Giù i bancari e Prysmian
Sul fronte dei ribassi, Prysmian è il titolo più penalizzato con una flessione del 5,21% a 93,94 euro. Pesanti anche i bancari: Unicredit cede il 4,30% a 63,28 euro, seguita da Banca Popolare di Sondrio a -4,27% con un valore di 14,915 euro. In rosso anche Banca Monte dei Paschi di Siena, che perde il 4,16% scendendo a 6,866 euro, e Mediobanca, in calo del 4,01% a 15,09 euro.
Nome Valore Var % Prysmian 93,94 -5,21% Unicredit 63,28 -4,30% Banca Popolare di Sondrio 14,915 -4,27% Banca Monte dei Paschi di Siena 6,866 -4,16% Mediobanca 15,09 -4,01% Stmicroelectronics 26,095 -3,85% Intesa Sanpaolo 5,008 -3,77% Banco BPM 11,03 -3,75% BPER Banca 10,365 -3,58% Telecom Italia 0,5656 -3,38% -
Si salvano solo in tre a Piazza Affari
Solo tre i titoli in evidenza questa mattina. Nexi guida i rialzi con un progresso del 2,41% a 2,852 euro. Bene anche Lottomatica Group, che avanza dello 0,80% portandosi a 25,12 euro. Più cauto il movimento di Eni, che segna un +0,19% a 20,565 euro.
Nome Valore Var % Nexi 2,852 +2,41% Lottomatica Group 25,12 +0,80% Eni 20,565 +0,19% -
Tracollo delle Borse europee
Pessimo inizio per Francoforte, che apre in calo del 2,51%. Anche Londra non se la cava bene, con un -1,29% all’apertura. Parigi registra un netto calo dello 0,11%, mentre Milano apre in ribasso del 2,87%.
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Plenitude verso maggiore autonomia
A Piazza Affari, Plenitude, la società di Eni attiva nel settore delle energie rinnovabili e nella vendita di luce e gas, potrebbe essere destinata a una maggiore autonomia. Secondo indiscrezioni, Eni avrebbe incaricato Mediobanca di valutare l’operazione, che potrebbe concretizzarsi attraverso un cambiamento nella governance che comporterebbe la perdita del controllo da parte di Eni, oppure attraverso una riduzione della sua quota sotto il 50%.
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Si punta ad un rilascio delle riserve di petrolio
Lunedì 9 marzo, i futures sullo Eurostoxx 600 hanno subito un calo significativo del 1,9%, in seguito all’entrata della guerra tra Stati Uniti e Iran nella seconda settimana e all’impennata dei prezzi del petrolio, che hanno superato il 20% nelle ultime ore, stabilizzandosi intorno ai 110 dollari al barile. Il Nikkei, fortemente dipendente dal petrolio del Golfo, ha registrato un crollo in Asia del 5,1%.
I ministri delle Finanze del G7 si riuniranno lunedì per discutere un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve strategiche, coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). L’obiettivo è contrastare l’impennata dei prezzi del petrolio dovuta al conflitto nel Golfo.