Monete, banconote e inno: cosa cambia dopo la morte della Regina

Anche francobolli, bandiere e passaporti: la scomparsa di Elisabetta II e l'avvento di Carlo III porteranno sconvolgimenti grandi e meno grandi nel Regno Unito

Foto di QuiFinanza

QuiFinanza

Redazione

QuiFinanza, il canale verticale di Italiaonline dedicato al mondo dell’economia e della finanza: il sito di riferimento e di approfondimento per risparmiatori, professionisti e PMI.

Sembrava poter vivere in eterno, al punto che la sua presenza nelle nostre vite è stata data per “scontata” per generazioni. La morte della Regina Elisabetta (ecco quanto vale il suo immenso patrimonio) ha gettato un’ombra sul mondo intero, contribuendo ad alimentare il clima di incertezza sia a livello internazionale sia interno all’Inghilterra. Fin dalle questioni cosiddette minori.

Il Regno Unito si appresta a vivere grandi e piccoli cambiamenti, alcuni immediati e altri più graduali: dalle parole dell’inno nazionale alla moneta, dai francobolli ai passaporti.

Addio alla Regina Elisabetta, cosa succede ora

Gli inglesi hanno la fama di grandi organizzatori e la pianificazione delle fasi successive alla morte dell’amata sovrana non fa eccezione. Il programma messo a punto dalla istituzioni, chiamato “London Bridge”, si occupa della successione al trono ma anche di come organizzare il periodo di lutto, che dovrebbe durare ufficialmente sino alla celebrazione dei funerali.

Un’altra sezione del piano prevede poi la progressiva sostituzione di tutto ciò fa esplicito riferimento alla persona di Elisabetta II: effigi, simboli e sigilli che compaiono su oggetti di uso comune come monete, banconote, passaporti e francobolli. Senza dimenticare l’inno inglese.

Come cambieranno l’inno nazionale e le preghiere

Non dovendo seguire alcun iter burocratico o legale, a cambiare subito saranno le parole l’inno nazionale inglese.
Come universalmente noto, finora il canto recitava “God save the Queen”, ma ora al trono salirà un re. Titolo e frase principale diventeranno dunque “God save the King” e ogni riferimento alla Regina verrà declinato al maschile. Le altre parole dell’inno resteranno uguali, secondo il testo attuale che, anche il giorno dopo la scomparsa di Elisabetta II, sono rimaste uguali sul sito ufficiale:

God save our gracious Queen!
Long live our noble Queen!
God save the Queen!
Send her victorious,
Happy and glorious,
Long to reign over us,
God save the Queen.

Thy choicest gifts in store
On her be pleased to pour,
Long may she reign.
May she defend our laws,
And ever give us cause,
To sing with heart and voice,
God save the Queen.

L’avvento di un Re porterà alla modifica anche del contenuto delle preghiere finora dedicate espressamente alla Regina. Il monarca inglese è costituzionalmente “defender of the faith and supreme governor”, cioè “difensore della fede e governatore supremo” della Chiesa Anglicana. I testi delle orazioni dovranno dunque essere adattati al nuovo monarca tramite legge o mandato reale. L’ultima modifica in tal senso avvenne con la morte della regina madre. I sacerdoti possono anche modificare la preghiera “per uso temporaneo”, adattando all’istante nella pratica le invocazioni dedicate al sovrano, che vengono comunemente recitate nei servizi domenicali e nel canto serale.

Monete e banconote: per quanto quelle attuali resteranno valide?

Anche il denaro non è esente dalla “rivoluzione” innescata dalla scomparsa della Regina (un altro sconvolgimento ci fu con la Brexit e l’addio al sistema metrico: ne avevamo parlato qui). La Banca d’Inghilterra ha però rassicurato i cittadini sulla validità del corso delle sterline con l’effige di Elisabetta II. Dopo i funerali è atteso un comunicato esplicativo su come cambieranno banconote e monete. Attualmente in circolazione ci sono 4,5 miliardi di banconote con il volto della sovrana, per un valore totale di 80 miliardi di sterline.

Come riportato dal The Telegraph, dovranno passare diversi mesi prima che comincino a circolare le sterline marchiate con il volto di Carlo III. Il motivo è la complessità burocratica dell’iter di conio: la Zecca Reale è tenuta in prima istanza a sottoporre i progetti al Cancelliere dello Scacchiere, cioè il ministro dell’Economia, che dovranno poi devono essere approvate anche dal nuovo sovrano.

Per dare un’idea delle tempistiche: le monete con l’effige di Elisabetta II cominciarono a circolare solamente un anno dopo la sua ascesa al trono. Con ogni probabilità, il profilo di Carlo III nelle monete sarà rivolto verso sinistra, cioè nella direzione opposta rispetto a quello di sua madre sul denaro corrente. Anche in questo caso, come in molti altri in Gran Bretagna, il motivo va ricercato nella tradizione: l’alternanza nella direzione dei profili è una consuetudine antica, intrapresa stabilmente fin dal Settecento.

Vale la pena ricordare che Elisabetta II è stata la prima sovrana ad apparire sulle banconote del Regno, abitudine totalmente sconosciuta in precedenza. Il primo ritratto di Queen Elizabeth fu impresso sulla cartamoneta nel 1960, con un’immagine realizzata da Robert Austin.

Francobolli e cassette postali

Lo stesso destino riguarderà anche l’effige della regina presente su francobolli e onorificenze militari. Sempre il The Telegraph riferisce che Carlo III potrebbe addirittura aver già posato per i ritratti necessari alla creazione del modello.

Il mondo della comunicazione postale subirà cambiamenti anche per quanto riguarda le cassette per le lettere, che nonostante la digitalizzazione imperante sono ancora molto diffuse in tutto il Regno Unito. Le celebri colonnine rosse portano il sigillo reale, che nel caso di Elisabetta era costituito dalla corona di Sant’Edoardo e un monogramma con le lettere “E” e “R”, che stanno per Elizabeth e Regina II (alla latina). Carlo III ora dovrà diffondere il proprio monogramma, che corrisponderà a CRIII (Charles Rex III) e comparirà anche sui documenti ufficiali del Re e anche sugli elmetti della polizia.

Passaporti e bandiere

Il riferimento al Re, oltre che nell’inno, muta anche nell’etichetta di corte: non più “Her Majesty”, ma “His Majesty” quando ci si rivolge a Carlo III per la prima volta, dopodiché basta un “Sir”.

Per lo stesso motivo dovranno cambiare anche i passaporti britannici, sui quali comparirà la nuova scritta “His Majesty’s Passport Office”. Ma non è finita: Re Carlo dovrà adottare anche una propria bandiera personale. Sua madre ne scelse una appena ascesa al trono, nel 1960, con una “E” gialla circondata da una corona di rose su campo blu. Stratta di un vessillo che segue il monarca in ogni suo spostamento e apparizione pubblica.

Come cambiano i titoli reali

Nel vortice di questo passaggio epocale finiscono anche gli affari interni alla corte e alla famiglia reale. I titoli di alcuni membri del nucleo regnante sono già mutati: oltre a Carlo e Camilla, che ora sono Re e Regina consorte, cambia lo status anche per William e per Kate.

Dall’8 settembre il Duca di Cambridge, essendo salito al primo posto nella linea di successione, è automaticamente diventato Duca di Cornovaglia e Duca di Rothesay. Allo stesso modo, Kate Middleton è diventata anche Duchessa di Cornovaglia e Duchessa di Rothesay.