Indagine sul Garante della Privacy, perquisizioni della GdF per rimborsi e benefit

Perquisizioni al Garante della Privacy: indagato il presidente Stanzione per peculato e corruzione. Sotto esame rimborsi, auto di servizio e benefit

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Claudio Cafarelli

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Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La Guardia di Finanza ha avviato perquisizioni negli uffici del Garante per la Protezione dei Dati Personali nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Roma. L’inchiesta riguarda presunte irregolarità nella gestione di risorse pubbliche e nell’esercizio delle funzioni istituzionali dell’Autorità indipendente che vigila sull’applicazione della normativa in materia di tutela dei dati personali.

Indagati il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione e i componenti del collegio: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.. Le ipotesi di reato contestate dalla Procura sono peculato e corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Le ipotesi di peculato contestate

Secondo l’impostazione accusatoria, i magistrati ritengono che gli indagati, agendo in concorso tra loro, avrebbero avuto la disponibilità di denaro pubblico in ragione del loro incarico e se ne sarebbero appropriati attraverso la richiesta di rimborsi per spese ritenute estranee all’esercizio del mandato istituzionale. L’importo complessivo oggetto di contestazione è ancora in fase di quantificazione.

Le verifiche della Guardia di Finanza riguardano anche l’utilizzo di beni dell’Autorità. In particolare, viene ipotizzato un uso non conforme dell’auto di servizio, una Citroën C5X, che secondo l’accusa sarebbe stata impiegata per finalità non riconducibili alle funzioni ufficiali.

L’ipotesi di corruzione e il caso Ita Airways

Un secondo filone dell’indagine riguarda la presunta corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio. In base a quanto emerge dagli atti, agli indagati viene contestato di aver omesso un atto del proprio ufficio, limitandosi a irrogare una sanzione ritenuta meramente formale nei confronti di Ita Airways, nonostante il riscontro di irregolarità procedurali e documentali relative al trattamento dei dati personali.

Le contestazioni riguardano, in particolare, il monitoraggio delle comunicazioni e la gestione della documentazione connessa alla protezione dei dati. Nell’ambito di questo rapporto, viene evidenziato che il responsabile della protezione dei dati di Ita Airways negli anni 2022 e 2023 era l’avvocato Stefano Aterno, appartenente allo studio legale E-Lex, za, componente del collegio del Garante. Nello stesso studio risulta tuttora partner la moglie dello stesso Scorza. Secondo l’ipotesi accusatoria, a fronte di tali condotte gli indagati avrebbero ricevuto come utilità tessere “Volare” di classe executive, del valore di circa 6.000 euro ciascuna.

Gli accertamenti sui rimborsi e sull’abitazione del presidente

L’inchiesta si estende anche alla posizione personale del presidente Stanzione. Dalle indagini della Guardia di Finanza emerge che il presidente, residente a Salerno, avrebbe stipulato un contratto di locazione a Roma, in Piazza della Pigna, con un canone inizialmente indicato in 2.900 euro mensili e successivamente modificato, o in corso di modifica, a 3.700 euro mensili.

Secondo quanto riportato negli atti, tale circostanza viene ritenuta meritevole di ulteriori approfondimenti investigativi. Gli inquirenti stanno valutando la connessione tra questo contratto e un altro immobile situato nelle immediate vicinanze, nel quale risulta operare una struttura ricettiva nella forma di bed and breakfast riconducibile a una società facente capo alle figlie del presidente.

In questo contesto, gli investigatori stanno verificando l’eventuale esistenza di rapporti tra la gestione di tale struttura e i rimborsi erogati dall’Autorità, al fine di accertare se vi siano profili di incompatibilità o utilizzi impropri di fondi pubblici.