Hoepli, palazzo storico da 20 milioni in vendita agli americani: addio alla storica libreria

Fondo Usa pronto a comprare Palazzo Hoepli per circa 20 milioni. La libreria chiude ed entro la fine di giugno i locali dovranno essere svuotati

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Un fondo statunitense sarebbe in fase avanzata per l’acquisto di Palazzo Hoepli, edificio situato nel centro di Milano e sede della storica libreria. Il valore dell’operazione immobiliare si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro, anche se la cifra non è stata confermata ufficialmente. La trattativa coinvolge la fiduciaria collegata ai fratelli Barbara, Matteo e Giovanni Hoepli. Si tratta di un passaggio rilevante che riguarda non solo l’immobile, ma anche il futuro dell’attività commerciale ospitata al suo interno.

Quando chiuderà la libreria Hoepli

La negoziazione ha già prodotto una conseguenza concreta: è stata definita una data per la cessazione dell’attività della libreria. Il contratto di affitto scadrà il 30 aprile e non verrà rinnovato. Secondo quanto emerso, entro la fine di giugno i locali dovranno essere completamente svuotati. Si tratta di un passaggio operativo che segna un cambiamento significativo per uno spazio storico della città. La liquidatrice ha chiarito la situazione relativa alle manifestazioni di interesse ricevute. Le uniche offerte ufficiali riguardano la casa editrice e non la libreria. Alcuni investitori avrebbero comunque espresso la disponibilità a valutare l’acquisto dell’intero blocco societario. Le decisioni restano sospese in attesa dell’analisi dei bilanci.

Hoepli chiude, cosa succede ai lavoratori

Il futuro occupazionale resta incerto. Sono coinvolti 49 lavoratori della libreria, oltre agli altri dipendenti legati alla casa editrice. La situazione ha generato mobilitazione anche fuori dall’azienda. Una petizione online ha raccolto oltre 60mila firme, segno dell’attenzione pubblica verso la vicenda.

Sulla questione è intervenuto anche Antonio Porro, amministratore delegato di Mondadori, che ha confermato un interesse manifestato in passato per la casa editrice, precisando però che al momento non esistono sviluppi concreti o trattative in corso. Per superare le difficoltà legate ai rapporti tra i soci, è stata avanzata una proposta alternativa. Legacoop Lombardia ha suggerito ai sindacati la possibilità di un workers buyout.

Il piano prevede che circa 90 lavoratori, tra libreria e casa editrice, possano costituire una cooperativa per proseguire l’attività. L’operazione potrebbe essere sostenuta attraverso i finanziamenti previsti dalla legge Marcora. Secondo il presidente di Legacoop, Attilio Dadda, la libreria rappresenta un patrimonio della città e “richiede soluzioni non tradizionali per essere tutelata”.

Il Comune di Milano segue l’evoluzione della vicenda e valuta possibili strumenti di supporto. Tra questi, il bando “Negozi e Botteghe di Quartiere”, che potrebbe essere utilizzato per favorire un eventuale trasferimento o l’ammodernamento dell’attività. Al momento, però, la ricerca di spazi alternativi a canone calmierato non ha ancora prodotto risultati concreti.

La liquidazione di Hoepli

La liquidazione di Hoepli nascerebbe da problemi economici ma soprattutto profondi disaccordi sulla gestione dell’azienda tra i due rami della famiglia proprietaria. Le quote di Hoepli sono divise tra Ulrico Carlo Hoepli e i tre figli Giovanni, Matteo e Barbara; i fratelli Nava, figli di Bianca Maria Hoepli, zia di Ulrico. Ulrico e i figli hanno le quote di maggioranza, ma i fratelli Nava hanno diritto di voto e negli anni hanno contestato regolarmente sia la gestione dell’azienda da parte dei cugini, sia la distribuzione delle quote.