Benzina sporca, il caro prezzi fa esplodere la truffa del carburante allungato

Col caro carburante torna la truffa della benzina sporca, allungata con acqua e impurità: i meccanici segnalano +25-30% di casi e riparazioni

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Serbatoio pieno ma auto e scooter si fermano, di colpo, lasciando i guidatori in seri guai, costretti a raggiungere un’officina e, di fatto, a spendere fino a diverse migliaia di euro. È l’effetto della cosiddetta “benzina sporca”. Parliamo di carburante allungato con acqua e diverse impurità.

Un fenomeno purtroppo in forte crescita, come raccontato da un’inchiesta condotta da Adnkronos. Il tutto coincide con l’impennata dei prezzi alla pompa, che ha trasformato le cifre del pieno nel 2026. A Roma la situazione è diventata così frequente da spingere la Guardia di Finanza a controlli a tappeto nei distributori.

Doppio il rischio per chi guida, con la truffa economica da un lato e il costo delle riparazioni dall’altro. Spieghiamo di seguito cos’è la benzina sporca, che guasti provoca e cos’è emerso dai controlli.

Cos’è la benzina sporca: che danni provoca alle auto

Il carburante allungato, ovvero alterato, è tornato di moda e sta provocando enormi danni. Una truffa tutt’altro che nuova, ma che di fatto ha rifatto capolino in massa. La sostanza viene mescolata con acqua, sedimenti, sabbia o altre impurità, con segnalazioni esplose in parallelo al caro prezzi.

Con benzina e diesel che hanno ormai toccato e superato quota 2 euro, i meccanici segnalano un aumento del 25-30% dei casi di veicoli arrivati in officina con carburante contaminato. Alcuni parlano anche del numero più alto mai visto in decenni di lavoro.

Il problema è di certo economico ma si divide in due tronconi. Da un lato c’è quello d’aver pagato un bel po’ per del carburante dannoso. Dall’altra c’è il sorteggio dei danni potenziali provocati:

  • perdita di potenza;
  • spegnimenti improvvisi;
  • guasti al motore.

Nei casi più seri, la riparazione può costare diverse migliaia di euro.

Controlli della Guardia di Finanza

Sul fronte dei controlli, la Guardia di Finanza ha avviato una serie di verifiche nei distributori di Roma. I militari hanno controllato documentazione e tracciabilità, ricorrendo alle cosiddette “steccate“. Aste di metallo immerse nei serbatoi e trattate con una pasta speciale che cambia colore a contatto con acqua o altri liquidi, rivelando così eventuali contaminazioni.

I campioni vengono poi inviati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per le analisi. Secondo quanto emerso, buona parte del prodotto adulterato arriverebbe dall’Est Europa. In alcuni casi i gestori sarebbero perfettamente consapevoli, con doppia contabilità e documenti falsificati. In altri, invece, il carburante sarebbe stato acquistato all’insaputa.

Che fare in caso di danni

Se si va a caccia del prezzo più basso nelle vicinanze di casa e si trovano cifre troppo belle per essere vere, sarebbe forse il caso di conservare lo scontrino. È bene avere tutte le prove del caso per poter agire contro il distributore in questione.

Le associazioni dei consumatori suggeriscono di inviare una richiesta scritta al gestore per il rimborso e l’eventuale risarcimento dei danni, e di segnalare il caso alle autorità competenti. Di questi tempi, però, sarebbe il caso di conservare ogni prova per un po’, pagando magari in digitale per avere traccia di tutti i movimenti in modo facile. In presenza di guasti documentati, è possibile valutare un’azione legale. Sul piano penale, il fenomeno può configurare frode in commercio e violazioni di natura fiscale, ed è proprio su questo che si concentrano le indagini.