Guadagni 50 euro se denunci il pezzotto, nuova strategia anti-pirateria: come funziona

LaLiga introduce un incentivo da 50 euro per segnalare il “pezzotto” in bar e ristoranti, come funziona la stretta contro la pirateria

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La lotta alla pirateria nel calcio entra in una nuova fase anche in Spagna. LaLiga, l’organizzatrice del massimo campionato di calcio spagnolo, ha annunciato l’avvio di un sistema di segnalazioni che prevede un incentivo economico per chi denuncia la trasmissione illegale delle partite all’interno di bar, ristoranti e agenzie di scommesse. L’obiettivo è contrastare l’uso del cosiddetto “pezzotto”, ovvero la visione non autorizzata delle gare attraverso abbonamenti irregolari o sistemi di streaming pirata.

La trasmissione delle partite nei locali pubblici

Come avviene anche in Italia, in Spagna gli esercizi commerciali possono trasmettere le partite di calcio solo se in possesso di un abbonamento specifico per uso pubblico. Si tratta di contratti più costosi rispetto a quelli destinati alle famiglie, proprio perché consentono la visione collettiva all’interno di locali aperti al pubblico. Nonostante questo, una parte degli esercenti utilizza abbonamenti domestici, più economici, oppure ricorre direttamente a sistemi illegali per mandare in onda le partite.

LaLiga stima che questa pratica generi un danno economico rilevante all’intero sistema calcistico e agli operatori che rispettano le regole. Da qui la decisione di coinvolgere direttamente i cittadini nel contrasto alla pirateria.

Il compenso da 50 euro per chi segnala

Il nuovo meccanismo prevede la possibilità di segnalare via Internet la visione illegale delle partite. Chi effettua la denuncia può scegliere se restare anonimo oppure fornire i propri dati. Nel primo caso la segnalazione viene comunque presa in considerazione, ma non dà diritto ad alcun compenso. Se invece il denunciante indica nome, cognome ed email, potrà ricevere 50 euro per ogni segnalazione ritenuta fondata.

Il pagamento non è automatico. LaLiga verifica preventivamente la correttezza della denuncia e procede al riconoscimento della somma solo dopo aver accertato l’effettiva irregolarità della trasmissione.

Le prove richieste per rendere valida la denuncia

Perché la segnalazione venga considerata credibile, è necessario allegare una serie di fotografie. In particolare, occorre documentare il televisore che trasmette la partita, l’interno del locale e anche l’esterno dell’edificio che ospita bar, ristorante o agenzia di scommesse. Questo consente di identificare con precisione il luogo della presunta violazione.

LaLiga specifica che non saranno accettate immagini che mostrino volti di clienti o altri dati sensibili. L’attenzione è concentrata esclusivamente sulla trasmissione della gara e sull’identificazione dell’esercizio commerciale.

Un ulteriore elemento di verifica riguarda il segnale grafico visibile sullo schermo. Una trasmissione è considerata regolare solo se compaiono determinate lettere identificative, in particolare la A o la B maiuscole, che certificano l’uso di un abbonamento valido per esercizi pubblici.

Il sistema consente di presentare fino a quattro denunce relative allo stesso esercizio commerciale. Questo significa che, se la trasmissione irregolare si ripete in giornate diverse, il denunciante può arrivare a ricevere fino a 200 euro complessivi. La possibilità è limitata proprio per evitare abusi, ma permette di intervenire nei casi in cui l’illecito sia sistematico.

Il precedente italiano

Cone riporta La Repubblica, in Italia iniziative simili non sono una novità. Già nel 2015 Sky aveva adottato un sistema interno che coinvolgeva i propri dipendenti, invitandoli a segnalare bar, ristoranti e hotel che trasmettevano partite senza abbonamento regolare. Anche in quel caso l’individuazione passava da un segnale grafico sullo schermo, un calice che certificava la regolarità della visione.

Quando il calice mancava, venivano raccolte prove fotografiche e inviate a un canale dedicato. Se l’irregolarità veniva confermata, era previsto un incentivo, sotto forma di buono carburante da 50 euro.