Lazio, conti in rosso: ricavi in calo e perdita da 17 milioni, pesa l’Europa League

Bilancio negativo per Lazio Events: ricavi giù a 143,5 milioni e perdita di 17,1 milioni. Crollano le plusvalenze, cresce l’indebitamento

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Lazio Events è la holding attraverso cui Claudio Lotito controlla il 67% della Lazio. La società è detenuta dall’imprenditore tramite tre veicoli, Snam Lazio Sud, Linda e Bona Dea, e rappresenta la cassaforte finanziaria del gruppo biancoceleste. I conti della holding riflettono in larga parte l’andamento economico della società sportiva e, nell’ultimo esercizio, hanno registrato un deciso peggioramento.

Il bilancio consolidato chiuso a fine giugno e riferito alla stagione sportiva 2024/25 evidenzia infatti un passaggio da un risultato positivo a una perdita rilevante. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, il risultato finale è passato da un utile di 36,4 milioni di euro a una perdita di 17,1 milioni.

Ricavi in calo nella stagione 2024/25

Su base annua, il fatturato è sceso da 193,2 milioni a 143,5 milioni di euro. La causa principale è: la partecipazione all’Europa League, competizione meno remunerativa rispetto alla Champions League disputata nella stagione precedente.

Nel dettaglio, i ricavi da gare ammontano a 22,9 milioni di euro, mentre quelli da diritti televisivi raggiungono quota 94,4 milioni. Le sponsorizzazioni, la pubblicità e le royalties contribuiscono per 18,5 milioni, i proventi da diritti dei calciatori per 2,9 milioni e il merchandising per 2,3 milioni. A questi si aggiungono altri proventi per 4,9 milioni di euro.

È quindi un modello di ricavo fortemente dipendente dalla partecipazione alle competizioni internazionali e dalla loro redditività.

Il peso delle plusvalenze e il mercato dei calciatori

Un altro elemento centrale del bilancio è rappresentato dalle plusvalenze da cessione dei calciatori. In questo caso il confronto con l’esercizio precedente è particolarmente netto. Le plusvalenze sono scese da 41 milioni a 11,5 milioni di euro.

Nel dettaglio, 8,3 milioni derivano dalla cessione di Luis Alberto, 2,3 milioni da quella di Nicola Casale e 690 mila euro dal trasferimento di Ciro Immobile. Il ridimensionamento di questa voce ha inciso in modo rilevante sul risultato finale, soprattutto se messo a confronto con una campagna acquisti definita onerosa.

Nel corso della stagione, la Lazio ha infatti investito su diversi profili, tra cui Nicolò Rovella per 17 milioni di euro, Tijjani Noslin per 16,7 milioni e Reda Belahyane per 10,3 milioni.

I costi operativi sono scesi di 18,4 milioni di euro, attestandosi a 135,3 milioni. Si tratta di una riduzione significativa che, tuttavia, non è stata sufficiente a compensare il calo dei ricavi e delle plusvalenze.

L’indebitamento finanziario netto si attesta a 101,4 milioni di euro, in aumento di 28,2 milioni rispetto all’esercizio precedente. L’incremento è legato all’utilizzo più intenso delle linee di finanziamento autoliquidanti.

Le scelte di mercato e i vincoli regolamentari

Nella relazione sulla gestione viene spiegato che, durante la sessione estiva del calciomercato, la società non ha potuto effettuare operazioni di acquisto dei diritti alle prestazioni sportive a causa del blocco del mercato. Questo ha avuto un effetto diretto anche sulle cessioni.

“Considerando l’impossibilità nella sessione estiva del calciomercato di effettuare operazioni di acquisto dei diritti alle prestazioni sportive, le offerte di cessione ricevute non sono state finalizzate poiché non si sarebbe potuto procedere alla sostituzione dei calciatori”, si legge nel documento.

La società sottolinea inoltre che questa situazione non ha interrotto il programma di ringiovanimento della rosa, indicato come una delle azioni individuate dal management per garantire la continuità nel rispetto dei parametri FIGC e UEFA.

L’obiettivo della Lazio

La relazione individua alcune leve considerate strategiche per il ritorno all’equilibrio economico-finanziario. Tra queste vengono citati il possibile rilancio del trading dei diritti alle prestazioni sportive, la valorizzazione del differenziale tra le quotazioni di mercato della rosa e i valori di iscrizione in bilancio, il ritorno alle competizioni internazionali con i relativi introiti e la stipula di nuovi contratti di sponsorizzazione.