Conte e Maldini per la Nazionale, quanto potrebbero guadagnare nell’Italia di Malagò

Antonio Conte è il favorito per la panchina e Paolo Maldini vicino al ruolo di direttore tecnico, ma in azzurro gli stipendi sono più bassi

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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La nuova avventura di Giovanni Malagò come presidente della Figc ha inizio con un compito molto importante. Siamo reduci dalla terza mancata qualificazione ai Mondiali consecutiva e viviamo in un clima di disillusione generale, per quanto riguarda il mondo del calcio nostrano. Ciò vale tanto per la Nazionale quanto per la Serie A.

È dunque necessario tracciare un percorso chiaro e ambizioso, ripartendo da due bandiere. Antonio Conte è il favorito per la panchina e Paolo Maldini sembra ormai a un passo dal ruolo di direttore tecnico. Una svolta apprezzata da molti, con l’ex tecnico del Napoli che di certo raccoglie maggiori consenti dalla massa rispetto a Mancini, considerando il tumultuoso addio post Europeo.

Resta però un nodo tutt’altro che banale da fronteggiare, quello degli ingaggi. Quando si parla di Nazionale, però, il discorso economico è generalmente secondario. I compensi sono di norma più bassi rispetto al mercato dei club e, infatti, si accetta per prestigio, orgoglio e, perché no, anche una migliore gestione vita-lavoro. Ecco lo scenario più probabile dinanzi a noi.

Le parole di Malagò e le mosse in arrivo

Il neopresidente ha già tracciato pubblicamente l’identikit dei suoi uomini ideali per i ruoli scoperti. Per la panchina vuole “un ct che non venga solo per soldi”, ma che mostri entusiasmo e disponibilità, senza chiudere a profili stranieri (“mai dire mai”).

Per la direzione tecnica, invece, la preferenza è specifica per un ex calciatore. Si mira dunque a far valere l’esperienza sul campo. I nomi sono svariati: “Mi sento con Maldini, ho incontrato Del Piero, ho abbracciato Baggio e ho sentito Buffon. Nulla però è deciso”.

La strategia è chiara: prima la scelta del direttore tecnico (o direttore di Club Italia) poi, a seguito di un confronto con il neo assunto, la selezione del commissario tecnico. Si mira a un profilo forte, d’impatto e prestigio, non solo un nome in grado di puntare alla crescita dei giovani.

Quanto potrebbe guadagnare Conte

Il tema economico riguarda soprattutto il ruolo del commissario tecnico. Il prossimo allenatore dell’Italia potrebbe essere Antonio Conte, che al Napoli ha percepito uno stipendio di circa 9 milioni a stagione.

Una cifra astronomica per le casse federali, di certo non pareggiabile. L’allenatore salentino, oggi svincolato, non ha però chiesto cifre del genere in passato, per quanto tutt’altro che basse. è stato infatti il più pagato di sempre dalla Figc, con 4,1 milioni di euro a stagione tra il 2014 e il 2016.

Una somma resa possibile dagli sponsor, su tutti Puma, dal momento che la Federazione si fermava a 1,6 milioni di euro. Un modello che potrebbe ripetersi anche oggi, pareggiando le cifre percepite in passato.

Quanto potrebbe guadagnare Maldini

L’idea di Paolo Maldini come direttore tecnico dell’Italia esalta tantissimi. Malagò sembra aver fatto la propria scelta e, sul fronte economico, non sembrano esserci scogli insormontabili. Come direttore tecnico del Milan percepiva una cifra vicina ai 2 milioni di euro a stagione più premi. In caso di assegnazione dell’incarico, però, la cifra garantita da Malagò sarebbe decisamente inferiore e ben al di sotto della soglia di 1 milione di euro.

Previsione sugli ingaggi

Sulla base dei precedenti, è possibile effettuare una stima. Il ritorno di Conte in azzurro implicherebbe un importante sacrificio da parte sua sotto l’aspetto economico. È però una sfida a dir poco affascinante, avendo dinanzi a sé la chance di riportare l’Italia al Mondiale (anche se prima toccherà ben figurare agli Europei).

Difficilmente la Figc riuscirà ad andare oltre i 4-5 milioni di euro complessivi, già raggiungibili grazie a un netto contributo degli sponsor. Per Maldini, invece, è ipotizzabile un compenso da direttore tecnico federale nell’ordine di “poche” centinaia di migliaia di euro. In entrambi i casi il messaggio di Malagò è chiaro: priorità al progetto, non al portafogli.