Superbonus 2023, come funziona la nuova cessione del credito

Modificati i criteri della cessione del credito per il superbonus e i bonus edilizi, con i passaggi che da 4 diventano 5

Il Dl Aiuti quater approvato ieri in via definitiva alla Camera riforma i criteri per l’accesso ai bonus edilizi e quindi anche del superbonus che, oltre ad essere ridotto dal 110% al 90% (salvo determinate condizioni che abbiamo spiegato qui), riceve delle modifiche anche per quanto riguarda la cessione del credito.

Superbonus 2023, come funziona la nuova cessione del credito

Nel caso di interventi realizzati usufruendo dei bonus edilizi, il contribuente che sceglie la detrazione fiscale viene rimborsato delle spese effettuate per i lavori in dichiarazione dei redditi, pagando meno tasse nei cinque anni successivi. Tramite la cessione del credito il contribuente può invece cedere il beneficio fiscale a un terzo soggetto ricevendo così da subito la liquidità necessaria a iniziare i lavori.

Un meccanismo pensato per sostenere il ricorso al superbonus che nel Decreto Rilancio, con il quale è stato introdotto, prevedeva un numero illimitato di passaggi, favorendo però a lungo andare un fenomeno fraudolento sempre maggiore che il Governo Draghi ha cercato di limitare concedendo una sola cessione.

Nel corso del 2022 la normativa ha subito diverse modifiche, fino ad arrivare all’ultima versione con l’approvazione del Dl Aiuti quater che sulla cessione del credito per i bonus edilizi consente cinque passaggi, così ripartiti:

  • una prima cessione libera
  • fino a 3 cessioni (rispetto alle 2 consentite precedentemente) a favore di banche, intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario e imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia;
  • un’ultima cessione dalle banche ai clienti con Partita Iva, che dopo aver acquistato il credito non potranno cederlo a loro volta.

I crediti non utilizzati relativi al superbonus, derivanti dalle comunicazioni delle prime cessioni o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre 2022, possono essere poi essere fruiti in 10 rate annuali di pari importo anziché in quattro. La quota di credito d’imposta non utilizzata nel­ l’anno non può essere usufruita negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.

In seguito ai lavori effettuati tramite il superbonus e dopo aver praticato lo sconto in fattura, per le imprese edili che si sono trovate in crisi di liquidità per non essere riuscite a cedere il credito, il Governo ha poi previsto la garanzia da parte della SACE (SpA controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che fornisce garanzie finanziarie per l’accesso al credito delle aziende) per le banche e istituti di credito che sono restii a concedere i finanziamenti (qui avevamo parlato del blocco di Poste sulla cessione del credito).

Superbonus 2023, come funziona la nuova cessione del credito: i dati

Al 31 dicembre 2022, secondo i dati dell’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, gli investimenti totali ammessi a detrazione per il superbonus sono arrivati a 62,49 miliardi di euro, per un totale di detrazioni previste a fine lavori, a carico dello Stato, di 68,74 miliardi.

Sempre prendendo a riferimento la fine dello scorso anno, le asseverazioni (cioè le certificazioni della conformità degli interventi alla normativa) sono arrivate a 359.440.

Le asseverazioni ovvero le certificazioni della conformità degli interventi sono arrivate alla cifra monstre di 359.440,mentre i lavori conclusi incidono sulle casse dello Stato per 46,63 miliardi, con detrazioni già maturate per 51,29 miliardi.