I Bonus in scadenza a fine 2022: tutti gli sconti da non farsi scappare

Tra scadenze e proroghe, la normativa delle agevolazioni statali potrebbe subire degli scossoni. Si va dal Superbonus e Bonus facciate ai contributi per la famiglia

La Manovra potrebbe cambiare le carte in tavola dei vari bonus percepiti dagli italiani. La Legge di Bilancio che il Governo Meloni varerà presto promette infatti di modificare la normativa dei contributi statali, a partire da quelli che riguardano l’edilizia e la casa (qui tutte le misure approvate in Manovra). Alcuni possono essere utilizzati entro il 2022, mentre per altri è prevista una proroga (qui abbiamo spiegato come cambiano CIGS, NASPI e GOL).

Bonus casa: a che punto siamo

La precedente Manovra aveva disposto una proroga di più anni per le più importanti agevolazioni sulla casa. Tre di queste sono state rinnovate fino al 31 dicembre 2024:

  • il Bonus ristrutturazioni, che prevede il 50% di detrazione su una spesa massima di 96mila euro per la ristrutturazione di appartamenti in condominio o singole unità abitative;
  • il Bonus verde, che prevede il 36% di detrazione fino a 5.000 euro;
  • l’Ecobonus, che consiste in un credito d’imposta tra il 50% e il 65% per ristrutturazioni che portino a una riduzione del consumo energetico.

Superbonus

Diverso è il discorso per il Superbonus 110%, la cui parabola ci ha già abituati a cambi di rotta, colpi di scena e ipotesi di modifica. Attualmente per i condomini c’è tempo fino a tutto il 2023 per sfruttare il contributo, mentre gli interventi sulle villette unifamiliari scadono a dicembre per chi ha effettuato almeno il 30% dei lavori entro il 30 settembre. Sulla rimodulazione del Superbonus circolano varie ipotesi, che però devono ancora definirsi e concretizzarsi (il Superbonus porta davvero lavoro e benessere? Come cambia il PIL).

Bonus facciate e Bonus acqua

Vediamo ora la situazione della detrazione fiscale del 60% delle spese sostenute per interventi di manutenzione e restauro o recupero delle facciate esterne degli edifici. La misura scade il 31 dicembre 2022, mentre ci sarà tempo ancora un anno, dunque fino al 31 dicembre 2023, per godere del Bonus acqua potabile. Si tratta di un credito d’imposta del 50% per oneri di acquisto e installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica per l’acqua di rubinetto.

Bonus mobili

Il bonus mobili del 50% sarà invece valido per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2024 e potrà essere richiesto solo da chi ha iniziato una ristrutturazione a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei materiale. C’è però una novità non proprio positiva: dal 2023 il tetto di spesa sarà dimezzato a 5.000 euro.

Bonus tv

Il 31 dicembre 2022 scadrà anche il Bonus tv e decoder, l’agevolazione per l’acquisto di tv e decoder idonei alla ricezione di programmi televisivi con i nuovi standard trasmissivi (Dvbt-2/Hevc). A partire da ottobre, l’importo massimo è stabilito in 50 euro (ne avevamo parlato qui).

Bonus casa under 36

Tra i bonus casa non bisogna dimenticare l’agevolazione dedicata ai giovani sotto i 36 anni. Anche in questo caso c’è tempo fino al 31 dicembre 2022 per evitare di versare le imposte. Oltre al limite anagrafico, i requisiti per accedere all’agevolazione sono un ISEE non superiore a 40mila euro e l’acquisto di una prima casa.

Bonus asilo e Bonu bebè

In scadenza ci sono anche i bonus dedicati all’infanzia (ecco cosa ha promesso la Meloni in merito), che vanno richiesti entro fine 2022. Si parte dal Bonus asilo nido, un contributo per le rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e di forme di assistenza domiciliare. La misura è stata pensata a vantaggio di bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche. C’è poi il Bonus bebè, l’assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo nel 2021. La misura riguarda anche il 2020, fino al compimento del primo anno d’età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare per adozioni e affidamenti preadottivi.

Assegno unico

Il macroinsieme famiglia comprende anche l’assegno unico per i figli (qui le tabelle con nuovi importi e aumenti). A differenza dei precedenti, quest’ultimo è stato confermato anche per il 2023 e il riconoscimento della prestazione sarà automatico, a patto però che non mutino i requisiti. Possono richiedere l’agevolazione tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, a prescindere dal lavoro e dall’ISEE.