Perché viene sospeso il Reddito di cittadinanza

Scopri per quale ragione il Reddito di cittadinanza può essere sospeso e come agire per rinnovarlo.

Ci sono dei casi in cui le famiglie che hanno diritto al Reddito di cittadinanza vedranno la sospensione del sussidio per differenti ragioni. La prima potrebbe essere che non hanno integrato la documentazione che serve per poter ottenere il sussidio (da consegnare in questo caso entro il 21 ottobre scorso).

Questa sospensione deriva appunto dalla mancata integrazione della domanda presentata a marzo, momento in cui non erano ancora previsti i nuovi e più stringenti requisiti che permettevano di accedere al Reddito. Alle famiglie è stato mandato un messaggio da parte dell’INPS, l’integrazione doveva essere presentata entro il 21 ottobre; chi non ha provveduto ha subìto la sospensione dell’erogazione dell’assegno mensile.

Sospensione Reddito di cittadinanza: come inviare l’integrazione richiesta

Come abbiamo detto, le regole per l’accesso al Reddito di cittadinanza oggi sono più stringenti, le famiglie che ne avevano diritto avevano chiaramente già presentato la richiesta che è stata accettata e, nel periodo transitorio previsto di sei mesi, hanno ricevuto comunque l’erogazione del sussidio. Entro il 21 ottobre, come dettato dall’INPS, dovevano però essere presentate le due integrazioni richieste:

  • una deve attestare che gli utenti che ricevono il Reddito non sono sottoposti a misure cautelari e non sono stati condannati in via definitiva negli ultimi 10 anni;
  • l’altra invece deve indicare che nessun componente del nucleo è diventato disoccupato per dimissioni volontarie.

Esiste anche una terza integrazione, valida solo per i cittadini extracomunitari: devono essere le autorità dello Stato di provenienza a rilasciarla, deve essere tradotta in italiano e vidimata dal consolato.

Chi non ha provveduto all’invio delle integrazioni entro il 21 ottobre avrà subìto senza dubbio la sospensione dell’erogazione del Reddito di cittadinanza; può inviare quanto dovuto anche adesso, non riceverà comunque l’assegno per il mese di ottobre. Per tornare a vedere i versamenti quindi basta provvedere immediatamente all’invio delle dichiarazioni descritte sopra, chi non rientra nei nuovi requisiti chiaramente non avrà più il diritto di ricevere l’assegno.

Reddito di cittadinanza sospeso dopo 18 mesi: come rifare la domanda

L’8 ottobre scorso l’INPS ha avvisato tutti coloro che hanno già usufruito dei primi 18 mesi di Reddito che è necessario rinnovare la domanda; è stato infatti sospeso momentaneamente il versamento dell’assegno per queste famiglie che lo ricevevano dal mese di aprile dello scorso anno. La sospensione dura un mese, l’INPS ha spiegato la procedura per rinnovare la richiesta.

La diciottesima mensilità è arrivata a settembre e il Reddito è considerato poi terminato; a partire dallo scorso mese di ottobre questi nuclei familiari possono presentare una nuova domanda per vedersi rinnovare l’erogazione del sussidio, ricevendo così gli assegni a partire dal mese successivo a quello della richiesta (sempre rispettando i requisiti) per altri 18 mesi. Sempre sulla stessa carta prepagata.

Come deve essere presentata la domanda di rinnovo?

Per rinnovare la domanda di Reddito “terminata” le modalità sono le stesse e differenti:

  • richiesta tramite Poste Italiane;
  • richiesta diretta al sito redditodicittadinanza.gov.it, per farla serve l’identità SPID;
  • presso i centri di assistenza fiscale o gli istituti di patronato;
  • accedendo al sito dell’INPS sempre con lo SPID, oppure con il PIN dispositivo per chi lo ha già visto che non può più essere richiesto con la Carta d’Identità Elettronica oppure ancora con la Carta Nazionale dei Servizi.

Ma quali sono i tempi in cui si può beneficiare del Reddito di cittadinanza?

In questo caso chiaramente è l’INPS che risponde e innanzitutto spiega che il Reddito appunto si può ricevere per 18 mesi. Ci sono però delle situazioni particolari da considerare, ad esempio se nel periodo di fruizione dell’assegno il nucleo subisce delle variazioni, il limite di 18 mesi si applica con nucleo modificato e bisogna presentare una nuova domanda. In caso di variazione per nuova nascita o per decesso invece non è necessario rinnovare la domanda.

Altra cosa importante da sapere è che una volta interrotta la fruizione del beneficio, si può fare richiesta per reperirlo per altri 18 mesi al massimo. Se invece il Reddito decade o viene revocato, allora si può fare una nuova domanda 18 mesi dopo aver ricevuto il provvedimento. Se però in famiglia ci sono delle persone disabili oppure dei minorenni, allora si può già rifare la richiesta dopo 6 mesi.

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