Cosa fare se ti hanno clonato la carta di credito

Scopri qui come agire in caso di clonazione della tua carta di credito e come avere il rimborso.

C’è un episodio molto spiacevole cui purtroppo molte persone possono andare incontro nella loro vita: la clonazione della carta di credito. Si tratta di un reato molto comune, che tanti criminali imparano a fare anche quando sono alle prime armi. È una rapina che non richiede un’aggressione fisica, e può essere fatta da remoto senza dover toccare la vittima. Che, però, si rende poi conto di essere stata depredata del proprio denaro. Cominciano a quel punto tutta una serie di problemi che portano molte persone a preoccuparsi in modo molto serio: quanti soldi possono prelevare i truffatori dal proprio conto, quanti danni economici possono creare? La risposta è: molti. Ma dato che la clonazione della carta è ormai una truffa molto comune, non bisogna preoccuparsi eccessivamente. Le banche sono infatti attrezzate per reagire immediatamente ed evitare che il cliente possa subire un danno importante. E sono pronte a reagire in queste situazioni, che ormai si verificano molto di frequente.

Nonostante i livelli di sicurezza del sistema bancario negli anni si siano molto raffinati, la clonazione della carta di credito continua a essere una truffa molto utilizzata dai criminali. Per quale motivo? Perché è difficile rintracciare la persona che ha copiato i dati della carta e l’ha usata per fare acquisti o sottrarre denaro, e perché si tratta di un reato che non prevede un comportamento violento nei confronti della vittima. E quindi, nel caso le forze dell’ordine dovessero ‘beccare’ i truffatori, la pena per loro sarebbe più lieve rispetto a se facessero una rapina di persone per sottrarre i soldi alla vittima.

Quali sono i modi per clonare una carta di credito

Uno dei modi più semplici e utilizzati dai truffatori per clonare il bancomat, prepagate e carte di credito, è lo skimming. La parola deriva da ‘skimmer’, ossia il dispositivo che viene usato per leggere i badge e copiare tutti i dati presenti sulla banda magnetica di una tessera. Può essere applicato o su uno sportello ATM, quello dove di solito si va per prelevare denaro, oppure sui Pos degli esercizi commerciali, dei ristoranti e degli alberghi. La prima opzione è quella più frequente, raramente capita che siano i negozianti a frodare i clienti che acquistano i loro prodotti. Negli anni gli skimmer si sono perfezionati sempre di più, diventando sempre più piccoli. In questo modo per la vittima è difficile rendersi conto di stare infilando la tessera in un ATM contraffatto, dove è stato inserito il piccolo macchinario. Ed è anche per questo che, la maggior parte delle volte, una persona si rende conto di essere stata truffata solo quando il credito del conto inizia a scendere.

Associata allo skimmer, c’è poi la telecamera, che viene montata in un posto comodo per il truffatore. Con questa, la persona che sta commettendo il reato di clonazione della carta è certa di poter leggere il PIN, che la vittima dovrà inserire per prelevare il denaro/effettuare l’acquisto.

Clonazione carta di credito, come evitarlo

Come detto, rendersi conto dello skimmer è difficile, ma non impossibile. Ecco qualche dritta per individuarlo. Nel caso in cui lo skimmer venga installato sullo sportello ATM, è più semplice accorgersi del raggiro. I truffatori infatti, per clonare la carta di credito, devono manomettere la struttura dello sportello: un’operazione niente affatto semplice e che non sempre riesce alla perfezione. Se vedete quindi che l’ATM ha qualcosa che non va e sembra che qualcuno abbia modificato la sua struttura, cambiate sportello. Magari è una precauzione eccessiva, però vi farà risparmiare un sacco di fastidi.

Nel caso in cui invece lo skimmer sia stato montato su un Pos, rendersi conto della truffa è molto più difficile. Il lettore è quasi impossibile da individuare perché è completamente nascosto all’interno della macchinetta, e difficilmente viene visto a occhio nudo. L’unico modo che avete per rendervi conto che qualcosa non va, è se la persona che ha il pos in mano lo nasconde e nel frattempo striscia la carta. Questo è il momento in cui vi si devono drizzare le antenne. Chiedete di effettuare sempre pagamenti inserendo il chip: in questo modo, infatti, clonare la carta è impossibile, lo si può fare solo strisciandola.

Cosa fare quando viene clonata la carta di credito

Cosa fare in caso di clonazione della carta di credito? Innanzitutto mantenere la calma: si tratta di una situazione spiacevole, ma non impossibile da risolvere. Nel caso vi doveste accorgere di ammanchi o movimenti non autorizzati dal conto corrente, chiamate immediatamente il numero della vostra banca per chiedere di bloccare la carta. Basta andare sul sito di riferimento e controllare qual è il numero da chiamare in questi casi (solitamente c’è una sezione dedicata che indica passo passo cosa fare in caso di clonazione della carta). Nel caso la clonazione avvenga in orari notturni, non disperate: esiste un apposito numero verde, attivo 24 ore su 24, da chiamare in queste spiacevoli situazioni.

Presta sempre attenzione ai movimenti del tuo bancomat. Chi clona le carte, infatti, lo fa perché sa muoversi molto bene in questi contesti. I prelievi che vengono effettuati sono in genere molto piccoli, fatti in modo da non dare nell’occhio. Sia perché così è più facile prelevare più denaro costantemente nel tempo, sia perché in genere le carte hanno dei limiti giornalieri di spesa. Quindi il truffatore preleverà da 20 a 50 euro, molto raramente ne prenderà 250 tutti in una volta. Se vedete movimenti strani, che siete sicuri di non aver fatto, è molto probabile che la vostra carta sia stata clonata a vostra insaputa. Spesso le banche inviano messaggi al cellulare dei propri clienti quando viene effettuata un’operazione. Attivate quest’opzione in modo da essere sempre al corrente di quello che accade nel vostro conto corrente e correre ai ripari il prima possibile.

Come fare per ottenere il rimborso della carta di credito

Nel caso ci si renda conto dell’avvenuta clonazione della carta di credito, bisogna immediatamente bloccarla e allo stesso tempo procedere con la contestazione dell’addebito per rientrare il prima possibile in possesso della somma indebitamente sottratta. Nella maggior parte dei casi il rimborso viene sempre corrisposto: se si dimostra che il denaro non è stato sottratto per un comportamento negligente del cliente ma per cause indipendenti dalla sua volontà, la banca provvede sempre a restituire i soldi alla vittima del raggiro.

La prima cosa da fare per ottenere il rimborso della carta di credito clonata è sporgere denuncia o alla Polizia o ai Carabinieri. Basta recarsi nel commissariato o nella caserma della propria zona per denunciare la frode. Non serve ovviamente presentarsi con un avvocato. Quando gli agenti o i militari rilasceranno il foglio che attesta l’avvenuta denuncia, questo va inoltrato alla propria banca, che deve sempre entrarne in possesso, pena l’impossibilità di chiedere il rimborso. Come detto in precedenza, è altresì necessario bloccare immediatamente la carta di credito. Questo si fa chiamando il numero messo a disposizione dalla banca e, se diverso, il numero verde attivo per le denunce 24 ore su 24 raggiungibile anche durante la notte.

Non è finita qui: entro sessanta giorni dalla data di emissione dell’estratto conto, il documento va inviato a Servizi Interbancari, con allegata una contestazione scritta, la fotocopia fronte retro della carta clonata tagliata in due e una copia della denuncia fatta alle forze dell’ordine.

Se si effettuano tutti questi passaggi, in genere i tempi di rimborso della carta di credito clonata corrispondono a quindici giorni a partire dalla presentazione della domanda di richiesta.

Quando non è possibile il rimborso della carta clonata

La banca ha il diritto di contestare il rimborso della carta di credito clonata al cliente quando la truffa sia stata conseguenza della sua negligenza. Un esempio, è lasciare la carta in bella vista nella macchina, o incustodita su un tavolo. Oppure, l’aver prestato la carta a una terza persona. Anche il presentare la denuncia dell’avvenuta clonazione troppo in ritardo, o il blocco tardivo, sono motivi di mancato rimborso da parte della banca. Rientra in questi casi anche l’aver risposto ad e-mail con link truffaldini in cui, cliccandoci sopra e inserendo i dati, viene sottratto denaro dal conto corrente. Quest’ultima è un tipo di truffa molto comune, nella quale purtroppo cadono molte persone. Se si risponde a queste e-mail (chiamate phishing), la banca non deve rimborsare il cliente. Spetta a quest’ultimo contestare la decisione del proprio istituto bancario. Può farlo rivolgendosi all’Arbitro bancario e finanziario, un giudice molto economico che solitamente prende le parti del cittadino, intimando la banca di risarcirlo.

Come visto, una persona che viene truffata non per sua negligenza ha sempre diritto al rimborso. Rimanere vittime di questi raggiri non è mai piacevole: anzi, spesso può causare una sensazione di ansia e malessere dato che a essere intaccati sono i risparmi messi duramente da parte. La maggior parte delle volte però, il cliente è sempre tutelato.

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