Prosciutto e formaggi contaminati, scatta il ritiro: i lotti segnalati

Prosciutto e formaggi ritirati per rischio microbiologico: i prodotti segnalati dal ministero della Salute per Listeria e Escherichia Coli sono diversi

Foto di QuiFinanza

QuiFinanza

Redazione

QuiFinanza, il canale verticale di Italiaonline dedicato al mondo dell’economia e della finanza: il sito di riferimento e di approfondimento per risparmiatori, professionisti e PMI.

Prosciutto e formaggi ritirati dai supermercati per rischio microbiologico: diversi i prodotti segnalati dal ministero della Salute per possibile presenza di Listeria Monocytogenes e Escherichia Coli.

Prosciutto e porchetta ritirati dai supermercati: i lotti segnalati dal ministero della Salute

Martedì 18 ottobre il ministero della Salute ha pubblicato un documento di richiamo per rischio microbiologico riguardante una specifica marca di prosciutto. Qualche giorno prima, sempre per rischio microbiologico, era stato pubblicato un altro documento per la segnalazione e il ritiro di alcuni lotti di porchetta venduta nei supermercati.

Il richiamo del 18 ottobre riguarda il prosciutto cotto Alta Qualità Sapor di Cascina, venduto nella confezione da 150 grammi nei Penny Market, data di scadenza 20-10-2022. Il lotto di produzione segnalato è il 223467, Marchio di identificazione dello stabilimento/del produttore IT679L CE, Nome del produttore Motta S.r.l. con sede dello stabilimento a Barlassina (MB). Il motivo del ritiro è la “non conformità microbiologica” per “possibile presenza di Listeria Monocytogenes”.

Sempre per possibile rischio microbiologico, giovedì 13 ottobre, il ministero ha segnalato diverse confezioni della Porchetta di Ariccia IGP, del marchio Selezioni alta qualità Iperal, venduta nei supermercati Iperal Spa. I lotti interessati dal richiamo sono:

  • V232134;
  • V232703;
  • V233395;
  • V234224;
  • V234230;
  • V2335970;
  • V236049.

Il produttore è il Prosciuttificio San Michele srl, con sede a Lesignano de’ Bagni. Le confezioni sono quelle da 90 gr e hanno come data di scadenza il 30/10/2022.

Sia nel caso del prosciutto che nel caso della porchetta i rivenditori sono tenuti ad avvisare i clienti con i mezzi che hanno a disposizione (per esempio affiggendo dei cartelli all’interno del supermercato stesso). I consumatori che hanno acquistato uno dei prodotti interessati dal ritiro, invece, sono tenuti a non consumarlo e a restituire le confezioni al punto vendita (qui chi può e come chiedere il rimborso).

Tra i prodotti ritirati e segnalati anche diversi lotti di formaggi

Non solo prosciutto, tra i prodotti segnalati dal ministero della Salute ci sono anche diversi lotti di formaggi. Nello specifico, sono stati interessati dal richiamo:

  • la fontina DOP Pascoli Italiani di 250 grammi venduta da Eurospin Italia SpA, data di scadenza 11-11-2022, lotto di produzione C252105286, Marchio di identificazione dello stabilimento/del produttore IT 02 2 CE, nome del produttore Cooperativa Produttori Latte e Fontina soc. coop. a r.l con sede a La Croix-Noire – Rue Croix-Noire, 19 – 11020 Saint Christophe (Aosta);
  • il Gorgonzola Dolce DOP di Pascoli Italiani venduto nella sua confezione da 300 grammi nei supermercati Eurospin Italia SpA, data di scadenza 08-11-2022, lotto di produzione 218246252, Marchio di identificazione dello stabilimento/del produttore IT 03 39 CE, nome del produttore Gelmini Carlo Srl con sede in Via Papa Giovanni XXIII, 15 – 20080 Besate (Milano).

Nel caso della fontina, il motivo del richiamo è la “possibile presenza di Escherichia Coli produttori di shiga tossina (STEC)”, mentre per il gorgonzola il ritiro è stato motivato da una “possibile presenza di Listeria monocytogenes”.

Listeria, shiga tossina (STEC) e Escherichia Coli: quali i rischi per l’uomo

Di quali sono i sintomi che causa la listeriosi e chi sono le persone a rischio in caso di somministrazione di cibo contaminato ve ne abbiamo già parlato qui.

Per quanto riguarda invece gli E. coli, questi sono un gruppo eterogeneo di batteri che normalmente vivono nell’intestino di esseri umani e animali. Sebbene la maggior parte dei ceppi di questi batteri siano innocui, alcuni producono tossine che possono far ammalare l’uomo e causare disagi. Tra queste tossine l’E. coli produce anche la tossina Shiga (STEC). Chiunque può contrarre l’infezione da STEC, ma i bambini piccoli e gli anziani sono più suscettibili a sviluppare infezioni gravi, ma non è da escludere lo sviluppo di una forma di malattia grave anche nei giovani e negli adulti sani.

In alcune persone, in particolare nei bambini di età inferiore ai cinque anni, l’infezione può portare allo sviluppo della sindrome emolitico uremica (SEU). Fortunatamente, la maggior parte delle persone guarisce completamente entro poche settimane, anche se per alcune può essere fatale.

Le persone vengono infettate da STEC quando mangiano qualsiasi prodotto contaminato dai batteri. I batteri vivono nell’intestino di bovini sani e durante il processo di macellazione può verificarsi contaminazione della loro carne. L’infezione si verifica più tipicamente mangiando cibo contaminato, in particolare carne cruda o poco cotta. L’infezione può verificarsi anche dopo aver mangiato qualsiasi prodotto contaminato da STEC, inclusi lattuga, germogli di erba medica, salame e latte crudo (non pastorizzato), succo o sidro. Le persone infette possono diffondere E. coli ad altre persone se non si lavano le mani dopo aver usato il bagno.

I sintomi delle infezioni da STEC possono variare, ma il più delle volte includono:

  • dissenteria;
  • crampi allo stomaco;
  • vomito.

I primi disturbi compaiono in genere 3-4 giorni dopo aver mangiato (o aver avuto un contatto diretto con) un prodotto contaminato, ma possono variare da 1 a 10 giorni.