La riforma elettorale arriva alla Camera. Iniziano i lavori sul testo che sta già facendo discutere i leader. L’ipotesi di un’alleanza Meloni-Vannacci fatica a camminare su una strada dissestata. Da giorni il leader di Futuro Nazionale attacca sulla legge elettorale e sui suoi account social sono spuntati video contro il Governo e contro la stessa presidente del Consiglio.
Su Instagram dice che Fratelli d’Italia ha fatto un regalo a Carlo Calenda, esonerandolo dalla raccolta firme per la presentazione della lista elettorale. Tra le diverse questioni irrisolte ci sarebbe proprio la riforma delle preferenze. Vannacci punta a votazioni non segrete in Aula.
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Cosa prevede la legge elettorale?
Giorgia Meloni vuole portare a casa una legge che permetta di governare. Il motto è: “Chi vince governa, mai più inciuci e governi tecnici”. Lo ha detto la premier all’iniziativa “Il giorno de La Verità”, intervistata dal direttore del quotidiano Maurizio Belpietro.
Spiega Meloni:
La modifica della legge elettorale fa due cose: indicazione del premier e maggioranza per chi prende un voto in più. […] È un fatto di chiarezza verso i cittadini, di democrazia. Mettere la capacità decisionale in mano ai cittadini in una nazione nella quale sono diventati presidenti del consiglio persone che non si erano mai candidate neanche al consiglio comunale; ma soprattutto il tema della maggioranza e della stabilità.
La parola d’ordine è proprio “stabilità” e questa legge elettorale prende per questo il nome di Stabilicum. Il testo arriva blindato alla Camera, dopo le quattro modifiche concordate dalla maggioranza. Questo per evitare problemi in maggioranza, ma lo scontro potrebbe arrivare dall’esterno, da Roberto Vannacci.
Lo Stabilicum
Lo Stabilicum prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto di 220 eletti alla Camera e 113 al Senato) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi.
In caso di percentuale non raggiunta, si procede con un proporzionale puro. Inoltre il sistema prevede liste bloccate in collegi plurinominali.
Il premio di maggioranza sarà diviso in listini circoscrizionali e un candidato che figura nel listino deve essere presente anche in un collegio plurinominale della circoscrizione.
Infine è previsto l’obbligo dell’indicazione del nome che verrà proposto dalla lista o coalizione al presidente della Repubblica come candidato premier e la presentazione del programma.
Lo scontro con l’opposizione
Sui suoi social Roberto Vannacci attacca Giorgia Meloni. Secondo questo infatti il punto di vista di Futuro Nazionale è stato messo da parte, perché non possono presentare emendamenti, che sono:
- introduzione della preferenza;
- abbassamento dell’alternanza di genere;
- raccolta firme in digitale.
L’attacco verso Meloni fa riferimento direttamente alla preferenza, perché, come mostra Vannacci, era lei stessa una sostenitrice di queste.
Anche dalle opposizioni è scontro. Riccardo Magi, leader di +Europa, parlando in Aula ha citato Giorgio Almirante (Msi) e ha dichiarato:
Se volete cambiare la Costituzione avete una strada, attraverso la grande porta della riforma costituzionale.