Decreto commissari, dal Ponte sullo Stretto al Mose: cosa cambia dopo l’ok del Senato

Dal Ponte sullo Stretto al Mose di Venezia, fino alle risorse per i viadotti danneggiati dal maltempo in Molise. Il governo stila un prontuario per la nuova gestione delle infrastrutture strategiche. Cosa cambia

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

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Il Senato ha approvato il decreto commissari, il provvedimento che punta ad accelerare la realizzazione delle grandi opere e a rafforzare il sistema dei funzionari straordinari per sbloccare cantieri e infrastrutture strategiche. Il testo, già modificato rispetto alla versione iniziale del governo, passa ora alla Camera per la conversione definitiva entro il 10 maggio.

Al centro del decreto ci sono opere simbolo come il Ponte sullo Stretto, il Mose, viadotti strategici e infrastrutture viarie considerate prioritarie per la mobilità nazionale. Il provvedimento è passato con voto di fiducia con 95 sì, 58 no e un astenuto, appena in tempo per approdare alla Camera il 5 maggio.

Cosa prevede il decreto commissari

Il provvedimento interviene soprattutto su due fronti: la governance delle opere strategiche e il rafforzamento dei poteri commissariali. L’obiettivo della maggioranza è ridurre tempi burocratici e ostacoli amministrativi che spesso rallentano la realizzazione delle infrastrutture. In estrema sintesi, possiamo dire che il decreto:

  • amplia i poteri dei commissari straordinari;
  • centralizza alcune funzioni operative;
  • semplifica iter autorizzativi e procedure tecniche;
  • interviene su concessioni e opere urgenti.

La logica è quella di concentrare responsabilità in singole figure, limando passaggi amministrativi troppo lunghi. Un’azione necessaria alla luce della moltiplicazione delle opere straordinarie messe in cantiere nel corso degli anni. Tra le misure citate figurano i già citati Ponte sullo Stretto e Mose, ma anche il Gran Sasso, le autostrade A24-A25, il ponte sul fiume Trigno e il viadotto Sente. L’elenco include molte altre opere considerate strategiche.

Cosa è stato deciso sul Ponte sullo Stretto

Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina, il testo rafforza il ruolo del ministero delle Infrastrutture nel coordinamento del piano economico-finanziario e nella gestione dei rapporti con Bruxelles e con gli organismi tecnici. Niente super commissario, dunque, ma un cabina di regia istituzionale, al contrario di ciò che prevedevano le prime bozze del provvedimento. Il motivo principale del cambio di rotta è la necessità di aggiustamento dopo i rilievi della Corte dei Conti.

L’obiettivo dichiarato è accelerare il percorso di autorizzazione e l’avvio effettivo dei lavori. In tal senso il decreto consolida l’impianto normativo già avviato negli anni precedenti, ponendo l’accento sulle varie tappe che porteranno all’opera definitiva. Uno dei nodi più delicati resta l’interlocuzione con la Commissione europea, la quale potrebbe bloccare l’iter per questioni ambientali o di concorrenza. La road map, a grandi linee, dovrebbe essere dunque la seguente:

  • aggiornamento del piano economico-finanziario;
  • nuovi passaggi istruttori;
  • acquisizione dei pareri tecnici;
  • nuova delibera Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile.

Cosa è stato deciso sul Mose di Venezia

Tra le novità più rilevanti del decreto c’è anche il rafforzamento della governance del Mose. Sono stati ridefiniti alcuni passaggi operativi legati alla gestione commissariale dell’infrastruttura, soprattutto sul fronte della manutenzione e delle attività di completamento. In questo caso lo scopo è garantire continuità amministrativa e una gestione più lineare di un’opera che resta strategica per la difesa di Venezia dall’acqua alta.

La questione più spinosa non riguarda più solo la realizzazione, ma soprattutto la stabilità gestionale e finanziaria. A tal proposito è stata decisa l’acquisizione del sistema al patrimonio indisponibile dello Stato, affidandolo in uso all’Autorità per la Laguna di Venezia. Quest’ultima viene inserita giuridicamente tra le stazioni appaltanti qualificate, ottenendo la gestione diretta di gare e lavori senza passaggi intermedi.

Cosa è stato deciso sui viadotti in Molise

Nel testo licenziato dal Senato trovano spazio anche finanziamenti per infrastrutture territoriali considerate strategiche. Tra queste figurano anche il ponte sul Trigno, lungo la statale 16 Adriatica tra San Salvo (Chieti) e Montenero di Bisaccia (Campobasso), e il viadotto Sente danneggiati dall’ondata di maltempo che ha colpito il Molise a marzo. In particolare sono stati stanziati:

  • 20,5 milioni di euro per il ponte sul Trigno;
  • 7 milioni di euro per il viadotto Sente-Longo.

Si tratta di interventi destinati alla messa in sicurezza e al ripristino della piena funzionalità di collegamenti cruciali per la mobilità locale e interregionale. Nel dettaglio, le risorse per il ponte sul Trigno saranno suddivise in due annualità.