Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è uscito dal Consiglio dei ministri di venerdì 3 aprile con un messaggio chiaro: l’Italia si prepara a chiedere all’Unione Europea la clausola di deroga sui vincoli di bilancio. Se il conflitto in Iran non si fermerà, questa scelta sarà “inevitabile”.
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Possibile sforamento del 3%
Nella sala stampa di Palazzo Chigi, Giorgetti non ha ammorbidito i toni. Alla domanda su un possibile sforamento del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil, il titolare del Tesoro ha risposto senza esitazioni:
È chiaro che la riflessione a livello europeo, se la situazione non cambia, sarà inevitabile. Ho espresso questa mia valutazione già all’inizio del conflitto, l’ho ribadita all’Eurogruppo a inizio settimana. Lo farò in qualsiasi consesso internazionale a cui parteciperò, perché questa è la realtà.
Una posizione che il ministro ha già portato ai tavoli europei e che intende continuare a sostenere con forza. Il riferimento è alla clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica, che consente agli Stati membri di uscire temporaneamente dai parametri di bilancio in presenza di circostanze eccezionali. Per Giorgetti, il conflitto in Iran rientra pienamente tra queste.
A confermare la preoccupazione è anche quanto emerso dal G7 finanziario tenutosi in settimana:
Il quadro che è stato rappresentato è oggettivamente preoccupante per le ricadute economiche. Tutti correlano alla durata del conflitto le misure da assumere. Il tema della durata produrrà ahimè conseguenze sia sulla politica monetaria sia sulla politica fiscale dei diversi Paesi. Chi più chi meno, credo che tutto il globo ne sia colpito.
Il decreto tampone sulle accise
Parallelamente all’allarme sui conti pubblici, Giorgetti ha illustrato il decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Lo sconto di 24,4 centesimi al litro su benzina e diesel, in scadenza il 7 aprile, viene prorogato fino al primo maggio, con un costo complessivo di circa 500 milioni di euro. La copertura arriva per 200 milioni dall’extragettito Iva e per 300 milioni dai proventi delle aste Ets, il mercato europeo delle quote di CO₂, “avendo premura di non toccare quelle destinate originariamente al sollievo degli energivori”, ha precisato il ministro.
Giorgetti ha definito il provvedimento un “decreto tampone”:
Tampona la situazione fino al primo di maggio. Poi gli eventi internazionali di carattere geopolitico che non dipendono da noi ci suggeriranno eventuali altri tipi di intervento rispetto a una situazione che è oggettivamente molto complicata sotto ogni aspetto, anche economico.
Agricoltura, export e Transizione 5.0
Oltre alla proroga per cittadini e imprese, il decreto introduce tre misure aggiuntive. Alle aziende agricole viene esteso il credito d’imposta del 20% sul gasolio acquistato nel mese di marzo, una misura finora riservata al settore della pesca. “C’è un intervento anche sul Simest per le imprese che lavorano sull’export”, ha aggiunto il ministro, riferendosi alla società del gruppo CDP dedicata all’internazionalizzazione.
Infine, il decreto recepisce l’accordo con le associazioni di categoria su Transizione 5.0, confermando gli 1,3 miliardi stanziati in manovra per il programma.
L’appuntamento è il DFP di aprile
Sul fronte delle decisioni strutturali, Giorgetti ha indicato un passaggio chiave: il Documento di finanza pubblica che il governo dovrà presentare a Bruxelles entro la fine di aprile. Sarà in quel documento che si definirà come l’Italia intende affrontare un 2026 segnato da forti tensioni geopolitiche ed economiche.