Cessione del quinto: brutte notizie per i pensionati

L'Inps ha reso noti i nuovi tassi di interesse per i prestiti da estinguersi dietro cessione del quinto della pensione: brutte notizie per i contribuenti

Con un messaggio pubblicato il 4 gennaio 2023, l’Inps ha reso noti i nuovi tassi di interesse per i prestiti da estinguersi dietro cessione del quinto della pensione e dello stipendio: brutte notizie per i contribuenti, il 2023 sarà un anno contrassegnato da aumenti. Chiedere un prestito, quindi, costerà di più. Ma vediamo, nel dettaglio, quanto (e cosa cambia).

Pensioni e cessione del quinto: aumentano i tassi di interesse nel 2023

Non bastava l’aumento del costo della vita e un’inflazione galoppante (che, di fatto, contribuirà a far scendere il valore medio delle retribuzioni: di quanto, ve ne abbiamo parlato qui). Adesso anche estinguere un prestito dietro cessione del quinto della pensione costerà di più ai contribuenti.

I pensionati infatti, dopo l’ultima comunicazione Inps, dovranno tenere di nuovi tassi di interesse (maggiori nel 2023 rispetto al 2022). In particolare, per i prestiti da estinguersi dietro cessione del quinto dello stipendio e della pensione, il valore dei tassi da applicarsi nel periodo che va dal 1° gennaio 2023 al 31 marzo 2023 sono i seguenti:

  • 12,66% per le classi di importo fino a 15mila euro;
  • 8,69% per le classi di importo oltre i 15mila euro.

Si tratta, come già anticipato sopra, di percentuali in aumento rispetto allo scorso anno, quando le cifre di riferimento per il quarto trimestre 2022 – stabilite da un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze – erano pari a 11,42% fino a 15mila euro e 7,57% oltre i 15mila euro.

Cessione del quinto: i nuovi tassi di soglia per età del pensionato

Nel suo messaggio, l’Inps ha reso noti anche i nuovi tassi di soglia per età del pensionato, tenendo conto della relativa classe di importo del prestito (qui, a proposito, come funziona la cessione del quinto della pensione e come richiederla con la nuova procedura)

Pertanto, i parametri di riferimento nel 2023 saranno i seguenti:

  • fino a 59 anni, 9,28% per prestiti entro i 15mila euro e 7,21% per prestiti oltre soglia;
  • dai 60 ai 64 anni, 10,8% per prestiti entro i 15mila euro e 8,01% per prestiti oltre soglia;
  • dai 65 ai 69 anni, 10,88% per prestiti entro i 15mila euro e 8,81% per prestiti oltre soglia;
  • dai 70 ai 74 anni, 11,58% per prestiti entro i 15mila euro e 9,51% per prestiti oltre soglia;
  • dai 75 ai 79 anni, 12,38% per prestiti entro i 15mila euro e 10,31% per prestiti oltre soglia;
  • oltre i 79 anni, 19,82% per prestiti entro i 15mila euro e 14,86% per prestiti oltre soglia.

Come precisato dall’Istituto Previdenziale, l’età deve intendersi quella maturata a fine piano di ammortamento e le nuove disposizioni in materia di cessione del quinto si ritengono valide già a partire dal 1° gennaio 2023.

A tal proposito, infine, bisogna ricordare che la procedura dedicata alla gestione del prestito – denominata “Quote Quinto” – effettua un controllo “bloccante” sui nuovi tassi applicati. Vuol dire che tale funzione inibisce la notifica telematica – da parte delle banche/intermediari finanziari – dei piani di cessione del quinto della pensione qualora i tassi applicati risultino superiori a quelli convenzionali.

Se però nel 2022 i pensionati potevano contare su una tutela maggiore, adesso con i nuovi tassi di interesse (aumentati come abbiamo visto nel 2023) banche, istituti di credito e intermediari finanziari potranno applicare interessi maggiori in caso di concessione di prestiti tramite queste modalità.