Pensioni, Quota 100: le opzioni per raggiungere i 38 anni di contributi

E' partita la "caccia" al ritrovamento dei contributi perduti per arrivare in fretta al raggiungimento dei 38 anni di versamenti contributivi richiesti da Quota 100

(Teleborsa) Il momento della pensione è sicuramente il più atteso dai lavoratori italiani che dopo anni di sacrifici non vedono l’ora di tagliare l’ambito traguardo e godere di un po’ di meritato riposo.

Negli ultimi mesi, si è fatto un gran parlare di Quota 100, la misura varata dal Governo gialloverde che permette di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, introducendo dunque importanti novità sul tema. E proprio “contributi” è la parolina magica. In attesa, infatti, della pubblicazione in Gazzetta del Decretone che regola Quota 100 e Reddito attende la pubblicazione in Gazzetta, i lavoratori iniziano a fare i conti, per cercare di aumentare la propria anzianità contributiva e dire così addio al mondo del lavoro.
Quota 100, è partita la  caccia ai contributi ‘smarriti’ – Al via dunque una vera e propria ‘caccia al ritrovamento dei contributi perduti’, proprio per arrivare in fretta al raggiungimento dei 38 anni di versamenti contributivi richiesti da Quota 100.
Diverse le opzioni sul piatto: alcune sono gratuite come per l’esempio l’accredito del servizio militare, altre, invece, passano  attraverso il pagamento di una quota, spesso rateizzata, che in ogni caso rappresenta un onere fiscalmente deducibile per il lavoratore. Una delle chances più interessanti è di sicuro il riscatto della laurea: Si potrà richiedere l’accreditamento da 4 a 6 anni, qualora il lavoratore non abbia contemporaneamente compiuto un’attività lavorativa nel periodo di durata legale del corso. Esclusi i master. 
Altra opzione, gratuita quindi particolarmente vantaggiosa, è quella costituita dal cumulo contributivo. Come già accaduto in precedenza con l’Ape Sociale chi avesse collezionato periodi contributivi in qualsiasi gestione assicurativa Inps (Ex Inpdap, Enpals, Artigiani e Commercianti), potrà sfruttare questa opportunità a condizione che i contributi non siano sovrapposti cronologicamente.
Per quanti in queste ore stanno pensando di andare in pensione vagliando la migliore tra le opzioni possibili,  va ricordato che  il decreto rinnova poi la cosiddetta “Opzione Donna” per le dipendenti con almeno 58 anni e le autonome con almeno 59, con 35 anni di contributi. Si applica una finestra mobile, la più lunga, di 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.
Occorre però fare una precisazione importante. Per le pensioni anticipate in regime di Opzione donna “è negata la facoltà di cumulo gratuito dei contributi versati in casse previdenziali diverse da Ago che ne liquida la prestazione tuttavia, è possibile cumulare quanto versato a mezzo di ricongiunzione onerosa” 
QUANDO PARTE QUOTA 100? – Infine,ricordiamo che Quota 100 partirà per i lavoratori privati il 1° aprile 2019, solo per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018. Per chi invece taglierà l’ambito traguardo nel corso dell’anno, o nei prossimi due, la finestra mobile si aprirà dopo tre mesi dalla data di raggiungimento dei requisiti.
Statali dal primo agosto – Diversa la situazione dei lavoratori che fanno parte della galassia del pubblico impiego: per chi raggiunge i requisiti alla data di entrata in vigore del decreto la prima data utile per la pensione è il 1° agosto 2019. Chi invece li maturerà dopo, la finestra di uscita si aprirà dopo 6 mesi.  

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