Pensioni e salario minimo: cosa succede in autunno

Sono al momento tre le proposte per superare l'attuale formula della pensione anticipata. E l'Inps è d'accordo sull'introduzione per legge del salario minimo.

La presentazione del XXI Rapporto annuale Inps, illustrato dal Presidente Pasquale Tridico, è stata l’occasione per fare il punto su pensioni, lavoro e salario minimo in vista dei prossimi mesi, laddove si preannuncia un autunno piuttosto caldo sul piano politico-parlamentare ma in cui non potranno essere elusi i temi sul tavolo.

Salario minimo

“Dopo l’approvazione della direttiva sul salario minimo in Europa – ha detto il Ministro del Lavoro Andrea Orlando – penso che vi siano le condizioni per una intesa con le parti sociali per arrivare ad un punto di caduta positivo che tenga conto della peculiarità italiana, facendo derivare il salario minimo, comparto per comparto, dai contratti comparativamente maggiormente rappresentativi e nello specifico dal Tec”.

In questo senso il governo ha anche la sponda dell’Inps, il cui presidente Tridico è favorevole all’introduzione di un salario minimo per legge. “L’obiettivo è alzare i salari – ha detto Tridico –, ci si arrivi con la contrattazione o ci si arrivi con una soglia minima legale è indifferente, l’importante che l’obiettivo sia rispettato. Guardando all’Unione europea vedo che laddove il salario minimo legalmente è stato introdotto non ha causato un aumento della disoccupazione né uno spiazzamento della contrattazione collettiva”.

Pensioni, riforma port Quota 102

Si guarda alla Riforma Pensioni 2023 con nuove proposte, che superino sì i limiti della Legge Fornero ma che consentano anche ai cittadini maggiori opzioni di scelta alternativa. L’Inps ha stimato i costi di tre proposte alternative, con valori differenti nel triennio 2023-25:

  • ricalcolo contributivo, per lavoratori con almeno 64 anni di età e 35 anni di contribuzione: costo 5,9 miliardi;
  • pensione con penalizzazione della quota retributiva, rapportata agli anni di anticipo dell’uscita: costo 6,7 miliardi;
  • anticipo della sola quota contributiva della pensione con 63 anni di età e 20 di contributi: costo 4 miliardi.

Sulle pensioni “è partita una fase di confronto con le parti sociali. A fine anno, con la scadenza di misure come Opzione donna e l’ ‘Ape sociale, si renderà necessario procedere al loro rinnovo perchè hanno ottenuto buoni risultati”. Ma “dovremo anche ampliare e dare criteri di strutturalità alla platea dei lavori gravosi, per l’accesso a meccanismi di anticipo rispetto all’attuale quadro normativo”, ha detto il Ministro Orlando precisando che “rimane aperto il cantiere per il superamento delle misure temporanee di flessibilità in uscita (le varie quote 100, 102, ecc.) e per la definizione di una misura generalizzata e strutturale di flessibilità “a regime”. Quest’ultimo fronte “interseca anche il tema della riduzione dell’orario di lavoro e della possibilità di un accompagnamento all’uscita dal mercato del lavoro che, senza anticipare l’età della quiescenza, possa operare invece sul versante della diminuzione delle ore come strumento di flessibilità e anche di ricambio generazionale”.

“Vi è anche il tema – ha aggiunto – della previdenza integrativa, il cui sistema dovrà in qualche misura essere ridefinito tenendo conto dell’attuale situazione sociale di instabilità dell’occupazione e di un livello salariale basso, anche attraverso il rilancio di un periodo di silenzio/assenso per l’adesione ai fondi”.