Pensioni, si avvicina l’ultima scadenza per Ape Sociale: chi ha diritto e come fare domanda

Il 30 novembre è il termine per richiedere l'anticipo pensionistico a 63 anni e 5 mesi per quei lavoratori che abbiano svolto un lavoro usurante. La presentazione della domanda è composta da due fasi.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Nato come misura sperimentale per accompagnare le categorie svantaggiate verso il pensionamento, lo strumento dell’Ape Sociale torna al centro dell’attenzione per i lavoratori che si avvicinano al requisito anagrafico. L’avvicinarsi dei termini per l’invio delle domande impone ai contribuenti un’attenta verifica delle scadenze e delle disponibilità finanziarie messe a disposizione dall’Inps.

Il meccanismo di accesso non prevede un’unica data limite, ma una struttura scandita da diverse finestre temporali d’invio.

Scadenza Ape Sociale: la data limite del 30 novembre

Il calendario stabilito dall’Ente di previdenza prevede per ciascun anno tre precise scadenze operative per la presentazione delle istanze di certificazione dei requisiti. Superate le prime due finestre annuali previste nei mesi di marzo e luglio, il termine ultimo per inoltrare la richiesta è fissato al 30 novembre.

Questa data rappresenta l’ultima chiamata dell’anno per chi ha maturato o maturerà entro la fine dell’anno i requisiti prescritti dalla norma. Le domande inoltrate in questa terza finestra vengono tuttavia prese in considerazione dall’Inps con la clausola della riserva. L’accoglimento effettivo dell’istanza resta difatti subordinato alla presenza di risorse residue nello stanziamento di bilancio annuale, dopo il soddisfacimento delle richieste presentate nelle prime due tranche dell’anno.

I requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso

L’accesso alla misura di anticipo pensionistico richiede il possesso di precisi paletti anagrafici e contributivi determinati dalla legislazione vigente. Il requisito anagrafico di base si attesta a 63 anni e 5 mesi d’età, accompagnato da un’anzianità contributiva che varia a seconda della categoria di tutela d’appartenenza:

  • trent’anni di contribuzione versata per i lavoratori in stato di disoccupazione, per i caregiver che assistono familiari con disabilità grave e per gli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%;
  • trentasei anni di versamenti effettivi per i lavoratori occupati in mansioni gravose o usuranti per un periodo determinato dagli accordi normativi;
  • trentadue anni di anzianità contributiva complessiva riservati in via esclusiva agli operai edili e ai ceramisti.

Per le lavoratrici madri è inoltre confermata la agevolazione contributiva che prevede uno sconto pari a un anno di contributi per ogni figlio, fino a un limite massimo di due anni.

Decorrenza dell’assegno e limiti di cumulabilità

Oltre alla maturazione dei requisiti e all’invio dell’istanza entro la scadenza, l’erogazione del sussidio da parte dell’Inps è soggetta a stringenti vincoli operativi. L’importo dell’assegno non può superare il tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili per dodici mensilità all’anno, senza l’applicazione della rivalutazione automatica all’inflazione.

La misura prevede l’incompatibilità totale con i redditi da lavoro dipendente o autonomo svolti durante il periodo di fruizione dell’anticipo. Fanno eccezione le prestazioni di lavoro autonomo occasionale entro il limite massimo di 5.000 euro lordi annui. L’eventuale superamento di questa soglia comporta la sospensione dell’erogazione dell’assegno e il recupero delle somme percepite.

Come presentare la domanda

La procedura per richiedere l’Ape Sociale si articola in due passaggi distinti, tutti e due gestiti dall’Inps.

Il primo e fondamentale step consiste nella domanda di certificazione del diritto. In questa fase l’Ente verifica il possesso dei requisiti anagrafici e contributivi sulla base della seguente documentazione allegata:

  • i verbali d’invalidità civili superiori al 74%, le certificazioni della Legge 104 e lo stato di famiglia per i caregiver;
  • i verbali di cessazione della Naspi per i disoccupati o le attestazioni del datore di lavoro sulle mansioni svolte per i lavoratori gravosi.

Una volta controllata la capienza dei fondi stanziati, l’Inps invia la lettera di accoglimento con l’indicazione della prima data utile di decorrenza.

Ottenuto il riconoscimento del diritto si passa alla seconda fase, ovvero l’inoltro della domanda vera e propria di liquidazione della prestazione economica. L’intera procedura deve essere gestita per via telematica autenticandosi al portale web dell’Ente previdenziale tramite Spid, Cie o Cns, oppure affidandosi all’assistenza gratuita offerta dai patronati.

Cosa succede dopo la scadenza e il futuro della misura

In assenza di un formale intervento all’interno della prossima Manovra, la disciplina dell’Ape Sociale raggiungerà la sua naturale scadenza. Coloro che riescono ad ottenere la certificazione dei requisiti entro il termine del 30 novembre mantengono il diritto alla prestazione anche se la decorrenza dell’assegno dovesse slittare all’anno successivo.

Resta aperto il tavolo del confronto politico sul rinnovo della misura per gli anni a venire. Eventuali proroghe o modifiche ai criteri di accesso dipenderanno dalle coperture finanziarie che il Governo deciderà di stanziare nella legge di bilancio d’autunno, ma per chi possiede già i requisiti la priorità resta il rispetto della scadenza imminente del 30 novembre.