Le trattenute applicate sul cedolino della pensione di agosto riguardano circa 50mila pensionati. Secondo l’Inps, si tratta di una platea limitata, pari allo 0,3% del totale dei pensionati. Il chiarimento è arrivato dal direttore centrale Pensioni dell’Inps, Domenico De Fazio, intervenuto alla trasmissione UnoMattina su Rai 1. Le riduzioni riguardano pensionati che non hanno comunicato nei termini i redditi necessari per confermare alcune prestazioni collegate al reddito. La misura deriva dall’elaborazione dei provvedimenti di revoca da parte dell’Inps. Il recupero riguarda somme erogate in precedenza, in particolare quattordicesima e importo aggiuntivo di 154,94 euro, che ora risultano non dovute.
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Le parole di Domenico De Fazio sulle trattenute
Nel corso di UnoMattina, su Rai 1, Domenico De Fazio ha spiegato che le trattenute non coinvolgono tutti i pensionati, ma solo una parte circoscritta. “Le trattenute interessano circa 50 mila pensionati, pari allo 0,3% del totale dei pensionati Inps”, ha dichiarato il direttore centrale Pensioni dell’Istituto. De Fazio ha poi precisato che si tratta di persone che percepiscono, insieme alla pensione, prestazioni collegate al reddito. Tra queste rientrano la maggiorazione sociale, l’integrazione al trattamento minimo e la quattordicesima.
Queste prestazioni vengono erogate in via provvisoria sulla base di dati reddituali che devono poi essere verificati. Se il pensionato non comunica i redditi richiesti, o se dai controlli emergono importi non spettanti, l’Inps procede al recupero.
Perché scattano le trattenute sulla pensione di agosto 2026
Le trattenute partono dal rateo di agosto 2026 e sono legate al recupero di somme considerate indebite. Il riferimento è al messaggio Inps n. 2514/2026, che ha delineato le modalità di recupero per i pensionati interessati dai provvedimenti di revoca.
La verifica riguarda somme corrisposte nel 2021 e successivamente ricostituite nel 2022. In particolare, l’Inps recupera la quattordicesima e l’importo aggiuntivo di 154,94 euro quando non risultano confermati i requisiti reddituali. Non è previsto un versamento diretto da parte del pensionato. Il recupero avviene tramite trattenute rateizzate applicate direttamente sulla pensione.
Chi sono i pensionati coinvolti
I pensionati coinvolti sono quelli che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi entro la scadenza del 19 settembre 2025. In assenza dei dati necessari, l’Inps non ha potuto verificare la spettanza delle prestazioni collegate al reddito. Per questo ha proceduto alla revoca delle somme già riconosciute. I diretti interessati hanno ricevuto una comunicazione formale tramite raccomandata. Nella notifica vengono indicate le motivazioni del provvedimento e le modalità con cui saranno recuperate le somme. La trattenuta non riguarda quindi la generalità dei pensionati, ma chi percepisce prestazioni aggiuntive condizionate dal reddito e non ha completato gli adempimenti richiesti.
Quanto viene trattenuto dalla pensione
Il recupero non avviene in un’unica soluzione, ma viene suddiviso in più rate mensili per ridurre l’impatto sull’assegno pensionistico. La quattordicesima indebita viene recuperata in 24 rate mensili. L’importo aggiuntivo di 154,94 euro viene invece recuperato in 12 rate mensili. Le trattenute partono da agosto 2026. Per la quattordicesima, il recupero può proseguire fino a luglio 2028, in base al numero di rate previste. L’importo effettivo trattenuto può variare da pensionato a pensionato, perché dipende dalle somme riconosciute in passato e poi considerate non spettanti.