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Pensione anticipata, quali i nuovi requisiti dopo le ultime riforme?

Opzione Donna, Salvacondotto, Salvaguardia... Facciamo chiarezza sui requisiti richiesti per anticipare l'uscita dal lavoro dopo le ultime riforme

La pensione anticipata è il trattamento, istituito dalla Legge Fornero, che sostituisce la pensione di anzianità. I requisiti per ottenere la prestazione si basano sui contributi versati e non sull’età del lavoratore.
In particolare, per ottenere la pensione anticipata nel 2016 sono necessari:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

I requisiti resteranno tali sino al 31 dicembre 2018; nel biennio 2019-2020 aumenteranno di 4 mesi, successivamente di 3 mesi ogni due anni.

Per i contribuenti il cui calcolo del trattamento avviene interamente col metodo contributivo (in quanto non possiedono versamenti precedenti al 1996, o perché hanno optato per tale metodo di calcolo) è prevista un’ulteriore tipologia di pensione anticipata: la cosiddetta pensione anticipata contributiva. Per raggiungerla, è necessario possedere:

  • almeno 63 anni e 7 mesi di età;
  • almeno 20 anni di contributi effettivi;
  • un trattamento che sia pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale (quindi a circa 1268 euro).

Oltre alla pensione anticipata ordinaria e contributiva, esistono ulteriori possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro:

  • il Salvacondotto per i nati sino al 31 dicembre 1952: questi soggetti possono pensionarsi, nel 2016, a 64 anni e 7 mesi di età, se possiedono, al 31 dicembre 2012, almeno 35 anni di contributi, se uomini, o 20 anni di contributi, se donne; la possibilità è preclusa ai dipendenti pubblici ed a chi risulta disoccupato al 28 dicembre 2011;
  • l’Opzione Donna: si tratta dell’opportunità, aperta alle sole donne, di pensionarsi con 57 anni e 3 mesi di età (58 e 3 mesi se lavoratrici autonome) ed il possesso di 35 anni di contributi, previa attesa di una finestra di 12 mesi (18 mesi per le autonome) e calcolando il trattamento col sistema contributivo; per fruire dell’Opzione, è necessario aver maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2015 (dovrebbero, a breve, essere comunque disposte delle proroghe);
  • la Salvaguardia: si tratta della possibilità, riservata ad alcune categorie di lavoratori, cosiddetti esodati, di pensionarsi con i requisiti antecedenti alla Riforma Fornero;
  • l’anticipo per chi svolge lavori usuranti o notturni: in questo caso, i requisiti per la quiescenza variano a seconda della categoria del lavoratore; si parte, comunque, da un minimo di 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi (il calcolo dei requisiti è effettuato con le vecchie quote).

Sopravvivono, inoltre, numerose normative “settoriali”, che consentono a ristrette categorie di lavoratori di pensionarsi prima. Alcune leggi anticipano la pensione consentendo il computo agevolato delle giornate di lavoro: è il caso dei lavoratori agricoli e di quelli dello spettacolo.

Altre leggi sono invece volte a tutelare i lavoratori in condizioni di svantaggio, come gli invalidi.
Infine, non dimentichiamo il nuovo anticipo della pensione APE, che dovrebbe entrare in vigore a breve e consentirà di uscire dal lavoro 3 anni prima.

A cura di Noemi Secci
Esperta in materia di pensioni, fisco e diritto del lavoro

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