Fondi pensione UE a costi ridotti: tassazione, regole, vantaggi dei PEPP

Bruxelles lancia i PEPP ((Pan-European Personal Pension Product)

Da qui ai prossimi 50 anni la proporzione tra pensionati e lavoratori raddoppierà. Per fronteggiare questa nuova sfida demografica, con i singoli paesi, in sofferenza e chiamati a fare i conti con le difficoltà economiche sempre più pressanti, e le rendite pensionistiche che fanno (e, presumibilmente, faranno sempre più) fatica a garantire uno stile di vita decoroso, la Commissione Ue ha pensato di lanciare dei fondi pensione europei uguali per tutti i paesi. Obiettivo? Incentivare i lavoratori a creare degli schemi pensionistici individuali. Una proposta volta a creare un mercato unico previdenziale, con trattamento fiscale omogeneo in tutta l’Unione europea. Un’Europa sempre più senza frontiere, insomma, perché questi nuovi prodotti, a differenza degli schemi attuali, saranno portabili all’estero.

VANTAGGI E TUTELE – I PEPP sono un classico prodotto di previdenza complementare, studiato però a misura di cittadino europeo (può essere facilmente trasferito da un paese all’altro, comporta il vantaggio di un mercato di riferimento su scala continentale, ha un elevato livello di protezione). Il risparmiatore gode di una serie di tutele, per cui nel caso di default gli viene assicurato almeno il recupero del capitale iniziale. I PEPP possono rappresentare una soluzione anche per disoccupati, imprenditori o autonomi senza un piano di previdenza. Ed è un’opzione di investimento sicura per i giovani, che se entrano presto avranno poi una pensione integrativa più alta. Viene anche favorita la portabilità con un’opzione quinquennale esercitando la quale si cambia gestore a prezzo contenuto.

TASSAZIONE – La proposta di regolamento PEPP è accompagnata da una raccomandazione della Commissione sul trattamento fiscale dei prodotti pensionistici individuali, che incoraggia gli Stati membri a riservare ai PEPP lo stesso trattamento fiscale concesso ai prodotti nazionali analoghi esistenti, anche se il PEPP non soddisfa pienamente i criteri nazionali per gli sgravi fiscali. Sono inoltre invitati a scambiare le migliori pratiche concernenti la tassazione dei loro attuali prodotti pensionistici individuali, con l’obiettivo di favorire la convergenza dei regimi fiscali.

REGOLE – Sono previsti requisiti di informazione e norme di distribuzione rigorose, anche online. Per offrire il PEPP, i fornitori dovranno essere autorizzati dall’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA). I fornitori offrono i PEPP in diversi Stati membri, hanno un canale di distribuzione elettronica in grado di raggiungere tutta l’UE, prevedono diverse opzioni per i pagamenti alla fine della durata di vita dei prodotti. E beneficiano di una sorta di passaporto UE per agevolare la distribuzione transfrontaliera.

OBIETTIVI – I PEPP vanno incontro a due fondamentali esigenze su cui lavora la commissione UE: la creazione di un mercato unico dei capitali e lo stimola alla previdenza complementare. Al momento solo il 27 % degli Europei fra i 25 e i 59 anni sono iscritti ad un piano pensionistico, una percentuale che ben rappresenta le potenzialità del mercato. Secondo le analisi della Commissione, il mercato della previdenza complementare in Europa oggi vale 700 miliardi, e le previsioni vedono una crescita esponenziale che, nel 2030, porterà gli asset a 3mila 500 miliardi, di cui 2mila 100 relativo ai PEPP.

Leggi anche:
Pensione troppo bassa? Ecco come fare ricorso all’Inps
Calcola quale sarà la tua età pensionabile
Boom di pensioni in Italia: almeno un assegno a famiglia
In pensione più tardi ma con più soldi: nuovi assegni oltre i 1000 euro
Pensione: i requisiti per andarci nel 2019-2020

Fondi pensione UE a costi ridotti: tassazione, regole, vantaggi dei&nb...