Dal 2029 l’età per andare in pensione in Italia potrebbe salire ulteriormente, arrivando a 67 anni e 6 mesi.
È quanto emerge dalle previsioni contenute nella Nota di aggiornamento (Rapporto 26) sulle Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, elaborato a dicembre 2025 dalla Ragioneria generale dello Stato. Il documento è tecnico, ma il feroce dibattito che ha innescato è tutto politico.
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Come funziona l’adeguamento alla speranza di vita
L’ipotesi dei 3 mesi aggiuntivi dal 2029 si sommerebbe ai 3 mesi già previsti tra il 2027 e il 2028, determinando un innalzamento complessivo di 6 mesi rispetto all’attuale soglia dei 67 anni.
Un aumento che, se confermato dai dati Istat a consuntivo, riguarderebbe non solo la pensione di vecchiaia ma anche la pensione anticipata, con effetti diretti su milioni di lavoratori.
Il meccanismo che regola l’innalzamento dell’età pensionabile è in vigore dal 2011 ed è uno degli assi portanti della riforma Fornero. Prevede che, con cadenza biennale, i requisiti anagrafici e contributivi vengano adeguati alla variazione della speranza di vita a 65 anni, calcolata dall’Istat.
Secondo le previsioni basate sullo scenario demografico mediano Istat (base 2024), la variazione della speranza di vita nel confronto tra i bienni 2026-2025 e 2024-2023 sarebbe pari a +3 mesi, da applicare dal 1° gennaio 2029. La stessa Nota precisa tuttavia che gli adeguamenti effettivi saranno determinati solo dopo l’accertamento dei dati reali, lasciando formalmente aperto lo spazio a un intervento politico.
Aumento dell’età pensionabile
L’ultima legge di Bilancio ha già messo mano al calendario degli aumenti. L’incremento di 3 mesi che sarebbe dovuto scattare integralmente dal 2027 è stato diluito:
- +1 mese nel 2027, portando l’età a 67 anni e 1 mese;
- +2 mesi nel 2028, con una soglia di 67 anni e 3 mesi.
Una scelta che ha consentito di ridurre l’impatto immediato sui lavoratori e, soprattutto, di contenere i costi per la finanza pubblica, stimati in diversi miliardi in caso di blocco totale dell’adeguamento. A parole i partiti di maggioranza, in particolare Lega e Fratelli d’Italia, continuano a dichiarare la volontà di superare la legge Fornero. Ma ogni intervento di revisione degli adeguamenti ha un costo, e le coperture mancano.
Stime sull’età di pensionamento dal 2029
Se le stime della Ragioneria venissero confermate, dal 2029 i requisiti salirebbero a:
- 67 anni e 6 mesi per la pensione di vecchiaia;
- 43 anni e 4 mesi di contributi per la pensione anticipata (un anno in meno per le donne).
Le proiezioni indicano inoltre un possibile ulteriore aumento di due mesi dal 2031, fino a 67 anni e 8 mesi, e incrementi più contenuti negli anni successivi. In un orizzonte di lunghissimo periodo, fino al 2084, l’adeguamento cumulato potrebbe arrivare a quasi cinque anni.
L’Italia, va ricordato, è uno dei Paesi più anziani al mondo:
- età media di 46,8 anni;
- un quarto della popolazione sopra i 65 anni;
- natalità ai minimi storici, con un tasso attorno al 3,4 per mille.
Stretta su pensioni anticipate e Tfr
Nel frattempo il Governo ha agito, tramite la Manovra, su questi fronti:
- mancato rinnovo di Opzione Donna e Quota 103;
- ristretto l’accesso per i lavoratori precoci;
- rivisti i criteri per alcune categorie di lavori usuranti.
Ed è cambiato anche il meccanismo di destinazione del Tfr per i neoassunti nelle aziende con più di 50 dipendenti: in assenza di una scelta esplicita entro 60 giorni, il trattamento di fine rapporto confluirà automaticamente nei fondi pensione complementari.