Dal 5 gennaio 2026, per la prima volta in tre anni, fare il pieno di diesel costa più che fare il pieno di benzina. Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio, si è registrato un aumento dei prezzi del gasolio e una riduzione di quelli della verde.
Secondo Staffetta Quotidiana su dati del Mimit, il prezzo medio del diesel self-service è a 1,666 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,650 euro al litro. L’ultima volta che si era verificata una situazione simile era il 9 febbraio 2023, quando il Paese usciva dalla fase più acuta della crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina.
Il taglio delle accise
Il governo ha allineato le accise sui due carburanti, eliminando il vantaggio storico di cui godeva il gasolio. L’aliquota sulla benzina è stata ridotta di 4,05 centesimi al litro, mentre quella sul diesel è stata aumentata dello stesso importo. Il risultato è che entrambe le imposte di fabbricazione si attestano ora a 67,26 centesimi al litro.
Questa operazione, come spiegato nelle premesse della Manovra, è stata adottata perché l’aliquota più bassa sul gasolio era considerata un “sussidio dannoso per l’ambiente“. Un trattamento di favore, ereditato dal passato, a un combustibile fossile storicamente associato a maggiori emissioni di inquinanti atmosferici come gli ossidi di azoto e il particolato.
Assoutenti: “Su riallineamento accise il Governo mobiliti Mister Prezzi”
Il Governo deve allertare Mister Prezzi affinché vigili sulla corretta applicazione del riallineamento delle accise. A chiederlo è Assoutenti. Ricorda il presidente Gabriele Melluso:
Gli analoghi interventi sulla tassazione scattati il 15 maggio scorso hanno dimostrato una applicazione non corretta delle disposizioni, con la benzina che ai distributori non ha registrato una riduzione di prezzo pari al taglio delle accise da 1,5 centesimi di euro al litro. Solo nel 2023, ultimo dato ufficiale disponibile, della spesa totale di 70,9 miliardi euro per i carburanti, ben 38,1 miliardi sono stati pagati dagli italiani a titolo di Iva e accise su benzina e gasolio.
L’altro taglio che fa respirare gli automobilisti
Oltre all’intervento sulle accise, dal primo gennaio ha inciso sui listini anche un altro fattore: l’aumento della quota obbligatoria di biocarburanti da miscelare. Secondo le rilevazioni della Staffetta Quotidiana, questo ha portato a un rincaro del costo di miscelazione tra 1,5 e 2 centesimi al litro.
Tuttavia, questo aumento è stato perfettamente compensato da un calo equivalente (1,5-2 centesimi) delle quotazioni internazionali del petrolio raffinato, avvenuto nello stesso periodo. La conseguenza è che la variazione non si è tradotta in un effetto netto sui prezzi alla pompa.
Aumenti solo in tre regioni
Il recente riordino delle accise, a differenza del precedente di maggio, ha applicato un aggiustamento dei prezzi dei carburanti, senza scatenare speculazioni generalizzate. Non è così in 3 regioni, Sicilia, Umbria e Toscana, dove il divario tra la discesa della benzina e l’incremento del gasolio è a discapito degli automobilisti. Lo afferma Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori.
Nella tabella è segnalato il divario tra la variazione dei prezzi medi della benzina e del gasolio in modalità self service. In Sicilia la discrepanza tra i due carburanti è pari a 0,5 cent, con la prima che si abbassa di appena 1,2 cent al litro e il secondo che aumenta di 1,7 cent. Medaglia d’argento per l’Umbria con un differenziale pari a 0,4 cent al litro. Sul gradino più basso del podio la Toscana con 0,1 cent al litro.
| N | REGIONE | Divario tra variazione prezzo gasolio e benzina (in cent al litro) |
Divario tra pieno di gasolio e benzina (in euro) |
|---|---|---|---|
| 1 | Sicilia | +0,5 | +0,25 |
| 2 | Umbria | +0,4 | +0,20 |
| 3 | Toscana | +0,1 | +0,05 |
| 4 | Marche | 0,0 | 0,00 |
| 4 | Puglia | 0,0 | 0,00 |
| 6 | Calabria | -0,1 | -0,05 |
| 6 | Molise | -0,1 | -0,05 |
| 6 | Valle d’Aosta | -0,1 | -0,05 |
| 9 | Emilia-Romagna | -0,2 | -0,10 |
| 9 | Lazio | -0,2 | -0,10 |
| 9 | Liguria | -0,2 | -0,10 |
| 9 | Lombardia | -0,2 | -0,10 |
| 9 | Piemonte | -0,2 | -0,10 |
| 9 | Veneto | -0,2 | -0,10 |
| 15 | Provincia autonoma di Bolzano | -0,3 | -0,15 |
| 15 | Campania | -0,3 | -0,15 |
| 15 | Friuli-Venezia Giulia | -0,3 | -0,15 |
| 15 | Sardegna | -0,3 | -0,15 |
| 15 | Provincia autonoma di Trento | -0,3 | -0,15 |
| 20 | Basilicata | -0,7 | -0,35 |
| 21 | Abruzzo | -3,3 | -1,65 |