Il mercato immobiliare italiano si avvia verso il 2026 con segnali di progressivo assestamento dopo le forti oscillazioni degli ultimi anni. Le previsioni contenute nel report del Gruppo Tecnocasa delineano uno scenario di maggiore stabilità, caratterizzato da volumi di compravendita sostanzialmente in linea con l’anno precedente e da un’evoluzione dei prezzi più contenuta rispetto al passato recente.
Indice
Le compravendite residenziali previste per il 2026
Secondo le stime, nel 2026 il numero di transazioni immobiliari dovrebbe mantenersi su livelli simili a quelli del 2025. Dopo il rallentamento registrato a seguito dell’aumento dei tassi di interesse, il mercato sembra aver trovato un nuovo punto di equilibrio. La domanda resta presente, ma più selettiva, con un’attenzione crescente alla qualità dell’immobile, alla classe energetica e alla sostenibilità dei costi di gestione.
La componente degli acquisti per uso abitativo continua a rappresentare la quota principale del mercato, mentre resta più prudente l’atteggiamento degli investitori, soprattutto nelle aree dove i rendimenti da locazione mostrano segnali di stabilizzazione.
L’andamento dei prezzi delle abitazioni
Per quanto riguarda i prezzi, il report Tecnocasa prevede variazioni contenute a livello nazionale. Le grandi città dovrebbero registrare lievi aumenti, mentre nei capoluoghi di provincia e nei centri minori si prospetta una sostanziale stabilità. Le differenze territoriali restano marcate: le aree con una buona dotazione di servizi, collegamenti efficienti e una domanda abitativa strutturata continuano a mostrare una maggiore tenuta dei valori.
Gli immobili di nuova costruzione o recentemente riqualificati mantengono un vantaggio competitivo, grazie anche alla crescente attenzione per l’efficienza energetica. Al contrario, le abitazioni più datate, soprattutto se prive di interventi di ristrutturazione, incontrano maggiori difficoltà di collocamento sul mercato.
Il ruolo dei mutui e delle condizioni di credito
L’accesso al credito resta uno degli elementi chiave per l’evoluzione del mercato nel 2026. Dopo la fase di rialzo dei tassi, le famiglie mostrano un atteggiamento più cauto, con una maggiore propensione a valutare con attenzione la sostenibilità della rata nel lungo periodo. Le richieste di mutuo risultano più contenute rispetto agli anni di tassi particolarmente favorevoli, ma si osserva una graduale ripresa della fiducia.
Il report evidenzia come una parte significativa delle compravendite continui a essere sostenuta dal ricorso al mutuo, soprattutto tra gli acquirenti più giovani e tra le famiglie alla prima esperienza di acquisto.
Il mercato degli affitti tra domanda elevata e offerta limitata
Il segmento delle locazioni si conferma particolarmente dinamico. La domanda di affitti resta elevata, spinta da studenti, lavoratori fuori sede e nuclei familiari che rinviano l’acquisto della casa. Al contrario, l’offerta disponibile appare limitata, anche a causa della scelta di molti proprietari di orientarsi verso soluzioni alternative come gli affitti brevi.
I canoni saranno su livelli sostenuti, soprattutto nei grandi centri urbani e nelle aree universitarie. Il report segnala come l’aumento dei canoni sia più marcato rispetto alla variazione dei prezzi di vendita, accentuando le difficoltà di accesso alla casa per alcune fasce di popolazione.
Le differenze territoriali e il peso delle grandi città
Le grandi città continuano a svolgere un ruolo centrale nel mercato immobiliare. Milano, Roma e le principali aree metropolitane mostrano una maggiore capacità di attrarre domanda, sia per l’acquisto sia per la locazione. Nei centri minori, invece, il mercato appare più statico, con tempi di vendita più lunghi e una maggiore necessità di riallineamento dei prezzi alle aspettative della domanda.
Il report sottolinea come le dinamiche locali restino determinanti: infrastrutture, servizi, occupazione e qualità urbana incidono in modo diretto sull’andamento del mercato.