Nella giornata di oggi 25 febbraio Ryanair ha annunciato un investimento molto importante per alcuni aeroporti minori dell’Emilia Romagna. Si tratta di Parma, Rimini e Forlì, che saranno al centro di 20 nuove rotte che le collegheranno con varie città sia italiane sia soprattutto europee.
La decisione è arrivata dopo che la Regione ha deciso di abolire la council tax per gli aeroporti con meno di 700mila passeggeri all’anno. La compagnia aerea irlandese da diverso tempo fa pressione sui governi locali e nazionali per ridurre le tasse sul turismo che danneggiano molto il business delle low cost.
Indice
I nuovi voli da Parma, Rimini e Forlì
L’investimento di Ryanair in Emilia Romagna si tradurrà principalmente in 20 nuove rotte, che saranno divise nei tre aeroporti coinvolti. A Forlì saranno tre:
- due nuove rotte per Cagliari;
- una nuova rotta per Londra Stansted.
Parma sarà il secondo aeroporto più coinvolto con 5 nuove rotte:
- tre rotte per Tirana, la capitale dell’Albania;
- una nuova rotta per Reggio Calabria;
- una nuova rotta per Londra Stansted.
È però Rimini a essere in assoluto il centro di questo investimento. Per l’aeroporto della città della Riviera Romagnola, le nuove rotte saranno ben 12, divise tra:
- Breslavia;
- Manchester;
- Colonia;
- Catania.
L’amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson ha dichiarato:
Con 20 rotte, incluse 9 entusiasmanti nuove destinazioni, questo operativo supporterà oltre 370 posti di lavoro locali e prevederà almeno 250.000 posti aggiuntivi e un minimo di oltre 660.000 passeggeri all’anno (+50%), incrementando la connettività e il turismo in entrata tutto l’anno a Forlì, Parma e Rimini e nell’intera regione Emilia Romagna
Perché Ryanair ha deciso di investire in Emilia Romagna
È stato lo stesso Ad di Ryanair a spiegare la ragione che ha spinto la società a investire in questo momento in Emilia Romagna:
In qualità di compagnia aerea numero uno in Europa e Italia, Ryanair è felice di annunciare questo operativo da record per l’estate 2026 a Forlì, Parma e Rimini. Un risultato diretto della decisione proattiva della Regione di abolire l’addizionale municipale negli aeroporti più piccoli dell’Emilia-Romagna.
L’Emilia Romagna ha infatti deciso che negli aeroporti con meno di 700mila passeggeri annui non si pagherà l’addizionale comunale sui voli, anche chiamata council tax. Non è un caso che Ryanair non abbia incrementato in nessun modo i suoi voli su Bologna con questo annuncio. Nel capoluogo, infatti, la tassa è rimasta in vigore.
Ryanair e le tasse sugli aeroporti
Ryanair si batte da anni contro la council tax e, in generale, contro ogni tassazione che pesi sugli aeroporti e, di conseguenza, sulle compagnie aeree. Lo fa anche in maniera molto diretta. In Spagna ha minacciato di ridurre il 41% i posti offerti a causa di tasse simili. Un atteggiamento già tenuto in Germania, dove i posti sui voli sono diminuiti di 800mila unità su 24 rotte, e in Francia, dove la riduzione è stata di 750mila posti su 25 rotte.
Per Ryanair, come per molte altre società low cost, si tratta di una riduzione delle spese. Per offrire prezzi così bassi e rimanere in positivo, l’azienda deve assicurarsi di tagliare ogni possibile spesa. Le tasse aeroportuali, in questo, non differiscono dalle altre voci d’uscita.