Il Salone Nautico di Genova chiude in crescita e punta dritto al lusso galleggiante

Oltre 138mila visitatori, più di mille imbarcazioni e un mercato sempre più internazionale: Genova chiude un'edizione che unisce nautica, design e business

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Matteo Calzaretta

Giornalista

Giornalista pubblicista, collabora con alcune tra le principali testate nazionali di lifestyle e spettacoli.

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I numeri parlano chiaro: 138.273 visitatori, in crescita dell’11,3%, oltre 1.000 imbarcazioni e 225 novità presentate. Il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova chiude con dati che raccontano un settore tutt’altro che fermo. In acqua sono state effettuate più di 4.600 prove in mare, mentre gli espositori sono arrivati da 45 Paesi. Non solo pubblico, quindi: il Salone si conferma sempre più una piattaforma dove prodotto, mercato e relazioni internazionali si incontrano.

Dietro le cifre c’è il quadro di un comparto che resta tra i fiori all’occhiello del made in Italy. La cantieristica di lusso italiana guida da anni le classifiche mondiali degli ordini di superyacht, e un evento come quello genovese funziona da cartina di tornasole: misura la salute del settore, ne anticipa le tendenze e ne mette in vetrina la capacità industriale. La crescita a doppia cifra dei visitatori, in un momento non semplice per i consumi, dice che l’interesse attorno al mare e alle sue imbarcazioni non accenna a diminuire.

Il dato forse più interessante riguarda però il business. Gli incontri con buyer internazionali hanno raggiunto quota 580, con operatori da 35 Paesi. Un segnale importante per una nautica italiana che continua a guardare soprattutto ai mercati esteri e trova nei grandi eventi internazionali uno spazio per presentare nuovi modelli, tecnologie e progetti. Il Salone, in questo senso, non è una semplice esposizione: è un luogo di trattative, contratti e nuove collaborazioni che continueranno a produrre effetti per tutto l’anno.

Il Salone come luogo d’incontro

Veduta dall'alto delle banchine del Salone Nautico di Genova, con barche a vela e catamarani ormeggiati uno accanto all'altro, alberi e bandiere colorate degli espositori e il mare aperto sullo sfondo.
IPA Agency
Oltre mille imbarcazioni in acqua e più di 4.600 prove in mare: il Salone misura la salute del settore sul campo.

Il Salone non è più soltanto il posto dove si va a vedere quale yacht comprare: è diventato un punto d’incontro tra nautica, design, tecnologia, hospitality e lifestyle. Un’evoluzione evidente anche nella presenza dei superyacht e nella crescita degli spazi dedicati all’innovazione e alla blue economy, con un’attenzione sempre maggiore alla sostenibilità, alla propulsione ibrida ed elettrica e ai materiali di nuova generazione.

A Genova il lusso galleggiante convive con la piccola e media nautica, gli accessori, la componentistica e le startup. Un mix che rende la manifestazione meno verticale e più vicina a un pubblico che non arriva per forza con l’idea di acquistare una barca, ma vuole entrare nell’universo che le gira intorno. È lo stesso universo in cui le grandi maison del lusso sono entrate da tempo, firmando gli interni degli yacht come fossero case galleggianti d’autore.

Anche la comunicazione ha fatto la sua parte: 1.287 giornalisti accreditati, oltre 6.200 articoli pubblicati e quasi 11,7 milioni di visualizzazioni sulle pagine social della manifestazione. Numeri che trasformano il Salone in un vero amplificatore per l’intero comparto e per la città che lo ospita.

Genova guarda avanti

Il prossimo obiettivo è consolidare questa crescita. Il progetto del Waterfront di Levante, ancora in evoluzione, promette nuovi spazi e infrastrutture capaci di aumentare ulteriormente il peso internazionale della manifestazione, ridisegnando al tempo stesso un pezzo importante del fronte mare cittadino. E il dialogo con il mondo del design e del Salone del Mobile apre un’altra possibile frontiera: avvicinare sempre di più la nautica al luxury lifestyle, in un intreccio tra mare, abitare e stile che somiglia già alla rotta dei prossimi anni.