Tea in agricoltura, cosa cambia con il nuovo regolamento europeo sulle Ngt

Il Parlamento europeo approva il regolamento sulle nuove tecniche genomiche: qual è la differenza fra le Tea e gli Ogm tradizionali

Foto di Mauro Di Gregorio

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento sulle Tecniche di evoluzione assistita (Tea), conosciute anche come Nuove tecniche genomiche (Ngt).

La riforma aggiorna regole ferme dal 2001 e introduce una distinzione tra le nuove tecniche genomiche e gli Ogm tradizionali, con l’obiettivo di favorire la ricerca e lo sviluppo di varietà più resistenti ai cambiamenti climatici, alle malattie e alla siccità.

Come cambia la normativa europea

Le nuove disposizioni stabiliscono che le piante ottenute attraverso le Tea vengano suddivise in due categorie.

La prima, denominata Ngt 1, comprende le piante che presentano modifiche genetiche limitate, fino a un massimo di venti interventi, ottenibili anche con metodi di selezione convenzionale. Queste varietà saranno equiparate alle colture tradizionali.

Il Parlamento europeo ha inoltre chiesto che le piante geneticamente modificate per resistere agli erbicidi o produrre sostanze insetticide non possano essere inserite nella categoria Ngt 1, segnando una differenza rispetto agli Ogm di prima generazione.

La seconda categoria, Ngt 2, riguarda invece le modifiche genetiche più ampie o complesse e continuerà a essere soggetta alla normativa già prevista per gli organismi geneticamente modificati.

Tea e Ogm

Per usare le parole affidate ai social da Arianna Giuliodori, direttore Coldiretti a Bruxelles,

le Tea sono delle tecniche genomiche che vanno ad accelerare dei processi naturali. Permettendo di effettuare una selezione di quei tratti importanti che offriranno agli agricoltori la possibilità di resistere meglio ai cambiamenti climatici, per esempio alla siccità o all’arrivo di agenti patogeni, fitopatie sconosciute fino ad oggi. Sono soluzioni che permetteranno di continuare a produrre di più, di rendere più efficiente la nostra produzione, di avere meno perdite di prodotto e continuare a batterci sui mercati. Tuttavia, senza mai perdere la distintività del nostro Made in Italy e la biodiversità.

Gli Ogm, invece, vanno ad inserire materiale transgenico all’interno di specie non compatibili tra loro.

Il nodo dei brevetti

Il testo approvato introduce garanzie per evitare un’eccessiva concentrazione del mercato delle sementi e prevede un codice di condotta per le imprese sementiere. L’obiettivo è assicurare un accesso equo ai brevetti, mantenendo il diritto degli agricoltori a conservare e reimpiantare le sementi e favorendo allo stesso tempo gli investimenti nella ricerca.

Perché le Tea vengono considerate diverse dagli Ogm

Le associazioni agricole sostengono che le Tea non possano essere assimilate agli Ogm tradizionali perché non prevedono l’introduzione di Dna proveniente da altre specie.

Il responsabile mercati e politiche internazionali di Coldiretti, Luigi Scordamaglia, citato dal Sole 24 Ore afferma che

non ha senso che qualcuno ancora si accanisca ad assimilare le tea agli Ogm tradizionali, che sono ottenuti inserendo geni di altre specie anche molto distanti. Le Tea sono semplicemente un’accelerazione del patrimonio genetico della specie senza commistioni, con interventi mirati che inducono mutazioni positive che avverrebbero naturalmente all’interno della pianta, per conferire maggiore resistenza alla siccità e all’aumento delle temperature. Coldiretti ha fatto da capofila al fronte contro gli Ogm, ma qui non c’è nessuna forzatura, anzi si tutela la biodiversità.

Le critiche del biologico

Di parere opposto è FederBio, che giudica la riforma una deregolamentazione delle nuove tecniche genomiche. La presidente Maria Grazia Mammuccini sostiene che

si tratta di una scelta che mette in pericolo il diritto degli agricoltori e dei cittadini europei a produrre e consumare alimenti liberi da Ogm, vecchi e nuovi, compromettendo la trasparenza del mercato e la libertà di scelta dei consumatori.

Secondo l’associazione, l’equiparazione di gran parte delle varietà ottenute con le Tea alle colture convenzionali potrebbe rendere più difficile garantire la separazione tra produzioni biologiche e nuove varietà ottenute con tecniche genomiche.

La posizione del Governo italiano

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha accolto con favore l’approvazione del regolamento europeo.

Secondo il ministro si tratta di un

passo in avanti per sostenere l’innovazione, la ricerca e la competitività della nostra agricoltura.

L’Italia aveva già autorizzato la sperimentazione delle Tea attraverso ricerca pubblica e università, con progetti dedicati a vite, riso e cereali capaci di affrontare meglio siccità, fitopatie e altri effetti dei cambiamenti climatici.