Antonio Marras porta a Milano una Sardegna ruvida e romantica, nata da un matrimonio

Una storia di nozze, di Alghero e di abiti vissuti: la Sardegna di Marras arriva a Milano senza perdere la sua parte più ruvida.

Foto di Matteo Calzaretta

Matteo Calzaretta

Giornalista

Giornalista pubblicista, collabora con alcune tra le principali testate nazionali di lifestyle e spettacoli.

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C’è una sposa, c’è uno sposo, c’è una tavola apparecchiata e soprattutto c’è una festa che sembra essersi presa tutto lo spazio possibile. Antonio Marras piace sempre, e questa volta parte dalle nozze di Antiogu e Ippolita per costruire una collezione che non ha nulla della cartolina sarda. La sua Sardegna è sporca, romantica, ironica, piena di contrasti, e la porta in passerella con la collezione SS27.

Pizzo, denim e camouflage

Collage di quattro uscite in passerella affiancate: giacca camouflage con inserti in pizzo, gilet camouflage con shorts, completo chiaro ricamato con bermuda e camicia-giacca in pelle bicolore
Antonio Marras
Verde militare, pizzo e miele nella stessa fila: i mondi che il matrimonio mette a tavola insieme

Il matrimonio è solo un pretesto per mettere insieme mondi che di solito non si incontrano: pizzo e denim, seta e pelle, chiffon e popeline, ricami e camouflage. Gli abiti sembrano avere già una storia addosso, stropicciati, decorati, stratificati, attraversati da fiori, cristalli, patch e motivi che arrivano da fotografie di famiglia, vecchi corredi e armadi contemporanei.

La palette segue la stessa logica. Miele, sabbia, nude e rosa cipria lasciano spazio al verde militare, al fango e al nero. Non c’è un confine netto tra l’abito da cerimonia e quello di tutti i giorni: Marras li fa convivere, li sporca, li sovrappone. Ed è proprio da questa imperfezione che nasce il carattere.

Anche i gioielli entrano nella storia. Giovanni Raspini firma 53 pezzi unici in bronzo, pietre dure, madreperla e resine, con richiami alla tradizione sarda: non semplici accessori, ma altri frammenti di un immaginario che Marras continua a reinventare.

Terra sarda senza filtri

Collage di quattro uscite in passerella affiancate: completo in velluto bordeaux, completo grigio con plissettatura, giacca in lino grigio con ricami floreali e toppa a quadri, completo nei toni del miele con grandi fiori ricamati
Antonio Marras
Dal fango al bordeaux, la scala dei toni scuri che chiude la festa

Il risultato è una moda che non prova a rendere la Sardegna più elegante. Fa qualcosa di più interessante: la lascia essere Sardegna. Così com’è, con il caos della festa, la poesia dei ricordi e quella dose di imperfezione che rende ogni matrimonio, ogni famiglia e ogni storia impossibile da replicare.