Il 20 gennaio 2026 è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Radiotelevisioni private 2026-2028, con importanti novità sia sul piano economico sia su quello normativo per gli impiegati amministrativi e tecnici delle emittenti locali. Il contratto, applicabile alle imprese minori aderenti al sistema associativo Aeranti-Corallo, introduce aumenti strutturali dei minimi tabellari, un’indennità una tantum e un rafforzamento della previdenza complementare.
Aumenti in tre tranche fino al 2028
Il nuovo contratto decorre dal 1° febbraio 2026, avrà scadenza normativa al 31 dicembre 2028 e introduce incrementi retributivi strutturali distribuiti in tre tranche: febbraio 2026, gennaio 2027 e gennaio 2028. Gli aumenti riguardano i minimi tabellari mensili e sono differenziati per il settore radiofonico.
Il Quadro B passa da un minimo di 1.561,33 euro dal 1° febbraio 2026 a 1.740,26 euro dal 1° gennaio 2028, con un incremento complessivo di 268,39 euro nell’arco del triennio. Per il livello 1, il minimo tabellare salirà da 1.387,84 euro a 1.546,89 euro entro il 2028, con un aumento totale di 238,57 euro. Il livello 2 arriverà a 1.417,99 euro nel 2028 (+218,69 euro complessivi), mentre il livello 3 toccherà 1.321,32 euro (+203,78 euro).
Anche i livelli inferiori registrano incrementi significativi, ovvero: fino a 1.263,79 euro (+194,91 euro) per il livello 4 e fino a 1.229,72 euro (+189,65 euro) per il livello 5.
Settore televisivo locale: incrementi più consistenti
Nel comparto televisivo locale, invece, i minimi risultano mediamente più elevati. Il Quadro A raggiungerà nel 2028 un minimo di 2.035,67 euro, con un incremento totale di 313,95 euro rispetto al valore iniziale del 2026. Il Quadro B salirà fino a 1.908,46 euro (+294,33 euro), mentre il livello 1 arriverà a 1.679,43 euro (+259,01 euro).
Per il livello 2, il minimo sarà pari a 1.539,49 euro nel 2028 (+237,43 euro); il livello 3 raggiungerà 1.437,70 euro (+221,73 euro). Chiudono la scala i livelli 4 e 5, rispettivamente con minimi pari a 1.335,91 euro (+206,03 euro) e 1.272,30 euro (+196,22 euro).
È bene ricordare che i minimi tabellari costituiscono la base su cui si calcolano numerosi istituti indiretti e differiti (ferie, tredicesima, eventuale quattordicesima, straordinari, ecc.), con effetti quindi non limitati alla sola paga base mensile.
L’indennità “Una Tantum”: tutela del potere d’acquisto
Oltre agli aumenti strutturali, il rinnovo prevede un’indennità una tantum a carattere risarcitorio, pensata per compensare il periodo di vacanza contrattuale e sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori. L’importo sarà erogato in tre tranche annuali tra il 2026 e il 2028, con valori differenziati per livello e settore. Nel settore televisivo, può arrivare fino a 240 euro annui per i Quadri A. Nel settore radiofonico, invece, l’importo massimo è pari a 215 euro annui per il Quadro B.
Questa indennità non incide sul TFR, non ha effetti su mensilità aggiuntive o altri istituti differiti e deve essere riproporzionata in caso di part-time o riparametrata per i lavoratori assunti in corso d’anno. Si tratta dunque di una misura con funzione compensativa immediata, ma senza effetti strutturali sul costo del lavoro nel lungo periodo.
Previdenza complementare: più contributi per chi versa il TFR
Il rinnovo rafforza anche il welfare contrattuale, intervenendo sulla previdenza complementare. Dal 1° gennaio 2026, per i lavoratori che destinano il TFR a un fondo pensione, il datore di lavoro dovrà versare una quota aggiuntiva pari allo 0,20% della paga base, salvo condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione aziendale di secondo livello.
Questa misura, seppur apparentemente contenuta, ha un impatto significativo nel lungo periodo. L’incremento contributivo favorisce l’accumulo di una pensione integrativa più consistente, incentiva l’adesione ai fondi pensione di categoria e rafforza la logica di welfare contrattuale.
Gli aspetti contrattuali: aggiornamenti normativi e revisione del testo
Sul piano normativo, le Parti hanno stabilito che il testo integrale aggiornato del CCNL sarà predisposto successivamente. In questa fase, l’accordo definisce i principi e le novità economiche, mentre il testo coordinato includerà:
- adeguamenti alla normativa intervenuta negli ultimi anni;
- revisioni in materia di congedi;
- aggiornamenti sulle tipologie contrattuali;
- coordinamento con gli istituti di legge più recenti.
Il nuovo testo diventerà vincolante solo dopo il deposito presso il CNEL, passaggio fondamentale per garantire certezza giuridica ai trattamenti economici e normativi. In questo modo le imprese potranno applicare il contratto con maggiore sicurezza interpretativa, e i consulenti del lavoro gestire correttamente l’adeguamento delle buste paga.