Stipendi pubblici in aumento, per militari e dipendenti dei ministeri incrementi maggiori

Report Istat sugli stipendi: la PA cresce del 2,7%, superata dal settore privato. Ministeri al top, ma restano molti contratti scaduti

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Gli stipendi nella Pubblica Amministrazione tornano a crescere in modo visibile, ma non per tutti allo stesso modo. Secondo i dati Istat più recenti, gli aumenti più alti delle retribuzioni contrattuali hanno interessato i ministeri, le forze armate e i Vigili del Fuoco. È qui che si concentra la parte più significativa della crescita salariale, con percentuali ben superiori alla media nazionale.

Di quanto sono aumentati gli stipendi pubblici

Come risulta dal report Istat del 30 gennaio 2026, nel complesso, nel 2025, gli stipendi nella Pubblica Amministrazione sono cresciuti del 2,7%. È un aumento reale, ma più contenuto rispetto al settore privato e, soprattutto, inferiore agli incrementi registrati in alcuni comparti specifici del settore pubblico.

In particolare, a dicembre 2025 gli aumenti tendenziali più elevati si sono registrati proprio nei comparti centrali dello Stato: sono aumentati del 7,2% gli stipendi del personale dei ministeri. A seguire troviamo invece quelli delle forze armate, aumentati del 6,9%, e dei Vigili del Fuoco, del 6,8%.

Negli ultimi anni le politiche pubbliche hanno puntato sempre più sul rafforzamento degli apparati centrali dello Stato. Difesa, sicurezza interna, Protezione Civile e funzionamento dei ministeri sono diventati ambiti prioritari sia sul piano politico sia su quello finanziario.

Aumenti legati a rinnovi arretrati

Un altro elemento importante da capire è che molti degli aumenti del 2025 nella PA sono legati ai rinnovi contrattuali del triennio 2022-2024.

Questo significa che non si tratta sempre di nuovi aumenti strutturali, ma spesso di recuperi tardivi di stipendi rimasti fermi negli anni precedenti. In pratica, una parte della crescita salariale non rappresenta un vero miglioramento delle condizioni economiche, ma il recupero di ciò che era già dovuto e che arriva con ritardo.

Questo vale anche per le forze dell’ordine e per i ministeri, almeno in parte.

Perché gli stipendi nei ministeri sono più alti

La differenza è che per il comparto sicurezza il recupero è stato più rapido e gli importi sono stati più consistenti. Per i ministeri, invece, al recupero contrattuale del triennio 2022-2024, si sono aggiungi gli adeguamenti e riallineamenti retributivi interni (interventi per ridurre squilibri tra amministrazioni centrali e altri comparti della PA).

Il risultato è che, nei ministeri, l’aumento del 2025 è stato per una parte tecnico (già spettante e riconosciuto) e una parte “reale”, in quanto c’è stata una crescita effettiva delle retribuzioni.

Il confronto con il privato

Guardando al quadro generale, nel 2025 l’indice delle retribuzioni orarie è cresciuto in generale del 3,1% rispetto all’anno precedente. È lo stesso aumento registrato nel 2024 e rappresenta, per il secondo anno consecutivo, un parziale recupero rispetto all’inflazione, che si ferma al +1,7%.

Analizzando nello specifico il settore privato, si osserva una crescita più marcata, pari al 3,2% complessivo.

L’incremento maggiore riguarda l’agricoltura (5,0%) e l’industria (3,4%), mentre i servizi registrano un aumento minore (3,0%).

Contratti scaduti e ritardi strutturali

Alla fine del 2025, il quadro contrattuale resta comunque complesso. I contratti collettivi in vigore per la parte economica sono 48 e coprono circa il 57,8% dei lavoratori, ma nella Pubblica Amministrazione tutti i contratti risultano formalmente scaduti.

Quelli in attesa di rinnovo sono 27 e coinvolgono circa 5,5 milioni di dipendenti, di cui 2,8 milioni proprio nella PA. Il tempo medio di attesa per il rinnovo è sceso leggermente, da 19,7 mesi a 18,9 mesi, ma resta comunque molto alto.