Firmato Ccnl Funzioni centrali, aumenti fino a 221 euro per dipendenti PA: chi li riceve e quando

Aumenti in busta paga fino a 221 euro per 200.000 dipendenti PA: tutte le novità del Ccnl Funzioni centrali 2025–2027.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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A Roma, il 6 agosto 2026, i rappresentanti Aran e le organizzazioni sindacali hanno siglato in via definitiva il nuovo Ccnl per le Funzioni centrali per il triennio 2025–2027.

L’accordo interessa ben 200.000 lavoratrici e lavoratori del settore pubblico, i quali si vedranno riconosciuti aumenti in busta paga e nuovi aiuti. Oltre agli incrementi economici sul piano salariale, il testo introduce anche diverse novità normative e organizzative.

Di quanto aumentano gli stipendi grazie al nuovo Ccnl Funzioni centrali 2025 2027

Con il rinnovo del contratto collettivo, l’incremento medio complessivo per i lavoratori Pa delle Funzioni centrali raggiungerà i 162 euro mensili lordi, calcolati su 13 mensilità. Ovviamente, gli aumenti stipendiali a regime varieranno in relazione alle aree professionali. Pertanto, può è elevato è l’inquadramento maggiori saranno gli importi riconosciuti.

Nel dettaglio, sono previsti maggiorazioni pari a:

  • + 221 euro per le elevate professionalità;
  • + 161,80 euro per i funzionari;
  • + 133,20 euro per gli assistenti;
  • + 126,60 euro per gli operatori.

In ogni caso, si tratta sempre di importi mensili lordi, erogati su 13 mensilità.

Area Professionale Aumento mensile lordo a regime 
Elevate Professionalità € 221,00
Funzionari € 161,80
Assistenti € 133,20
Operatori € 126,60
Media complessiva comparto € 162,00

Quando scattano gli aumenti

Gli aumenti retributivi stabiliti dal Ccnl Funzioni centrali 2025 2027 sono articolati in tre scatti progressivi, con decorrenza fissata al 1° gennaio di ciascun anno del triennio. Pertanto:

  • la prima decorrenza scatta dal 1° gennaio 2025;
  • la seconda decorrenza dal 1° gennaio 2026;
  • la terza decorrenza (a regime), dal 1° gennaio 2027, data in cui si raggiunge l’incremento medio a regime di 162 euro mensili lordi.

Poiché il contratto è entrato in vigore il 7 agosto 2026 (ovvero il giorno successivo alla firma definitiva), l’applicazione economica segue queste modalità operative, l’accordo ha efficacia immediata e le amministrazioni sono tenute ad applicare le nuove tabelle senza necessità di ulteriori passaggi normativi, riconoscendo i relativi arretrati.

Quando arrivano gli arretrati

Gli importi relativi alle decorrenze già maturate (1° gennaio 2025 e 1° gennaio 2026) e l’adeguamento mensile dello stipendio vengono corrisposti nelle prime buste paga utili successive alla sottoscrizione, ovvero: agosto e settembre.

L’erogazione potrebbe slittare per via dei tempi tecnici occorrenti ai sistemi NoiPA e agli uffici di contabilità delle singole amministrazioni per l’elaborazione dei cedolini. Tuttavia, una volta accertata la corrispondenza degli arretrati, gli stessi verranno corrispondi in due mensilità.

L’ultimo incremento mensile lordo (ovvero la terza decorrenza a regime) sarà corrisposto invece a partire dal 1° gennaio 2027.

Nuove regole per l’organizzazione del lavoro

Oltre all’aspetto economico, il Ccnl aggiorna la regolamentazione dei rapporti di lavoro pubblici, intervendo in primis sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’Ai infatti viene ammessa, ma entro certi limiti. Ovvero:

  • le organizzazioni sindacali e i lavoratori devono essere informati sull’adozione di algoritmi e strumenti di Ai;
  • rimane centrale la decisione umana, infatti viene sancito il divieto assoluto di decisioni totalmente automatizzate che incidano sul rapporto di lavoro (quali valutazioni, sanzioni o assegnazioni di sede);
  • per garantire un uso consapevole e responsabile degli strumenti digitali devono essere disposti adeguati corsi di formazione.

Inoltre, l’accordo:

  • stabilisce che i processi di trasformazione digitale e l’introduzione di strumenti tecnologici avanzati devono essere oggetto di contrattazione collettiva;
  • sostiene la crescita verticale, la mobilità interna e la riqualificazione del personale dipendente promuovendo un modello integrato di certificazione delle competenze;
  • prevede la possibilità di estendere il numero massimo di giornate in smart working per specifiche categorie di lavoratori fragili o in condizioni particolari (ovvero dipendenti con esigenze di salute, genitori di figli piccoli o soggetti con impegni di assistenza verso familiari con disabilità grave ai sensi della legge 104/1992).