Ccnl Funzioni locali, arrivano gli aumenti: chi riceverà fino a 152 euro in più al mese

In arrivo a ottobre 2026 il rinnovo del Ccnl Funzioni locali: aumenti fino a 152 euro per i dipendenti e una nuova indennità di vacanza contrattuale

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Con il rinnovo del Ccnl Funzioni locali 2025 2027, in arrivo a ottobre 2026, le buste paga dei dipendenti pubblici si preparano a crescere. L’accordo prevede aumenti medi mensili fino a 152 euro per migliaia di lavoratori delle pubblica amministrazione, ma anche nuove regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Dopo la pre-intesa, sottoscritta a luglio, il testo si trova ora al vaglio del Mef e dovrebbe approdare entro la fine del mese al Consiglio dei ministri. Successivamente sarà necessario il passaggio alla Corte dei conti, che dispone di 15 giorni per le verifiche di competenza.

Ccnl Funzioni locali, chi riceverà l’aumento

Il rinnovo del contratto interessa complessivamente circa 403.617 dipendenti del comparto Funzioni locali. Si tratta del personale non dirigente che lavora, tra gli altri, presso:

  • Comuni;
  • Regioni;
  • Province;
  • Città metropolitane.

Il comparto comprende inoltre diverse altre amministrazioni territoriali e organismi, tra cui Comunità montane, Unioni di Comuni e Camere di commercio.

Di quanto aumentano le buste paga

Per i dipendenti comunali è previsto un aumento medio complessivo a regime di 152 euro lordi al mese per 13 mensilità. Per il personale degli altri enti del comparto, invece, l’incremento medio complessivo è pari a 141 euro lordi mensili per 13 mensilità.

Trattandosi di medie lorde, non significa che ogni dipendente comunale vedrà automaticamente 152 euro in più nella propria busta paga. L’effettivo incremento, infatti, dipenderà dall’inquadramento, dalla posizione economica e dalle diverse componenti della retribuzione interessate dal rinnovo.

Inoltre, per il personale dei Comuni la legge di bilancio 2026 ha istituito presso il ministero dell’Interno un fondo destinato alla progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale comunale. La dotazione prevista è di 50 milioni di euro per il 2027 e di 100 milioni di euro all’anno dal 2028. Questi fondi saranno utilizzati per l’incremento del trattamento accessorio, anche nella componente fissa e ricorrente, del personale non dirigente.

Quando arrivano gli aumenti

Il finanziamento del nuovo Ccnl prevede tre incrementi progressivi, con decorrenza dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio. Le risorse stanziate per il rinnovo non saranno concentrate in un’unica tranche.

Trattandosi di un accordo che riguarda il triennio 2025 2027, quindi, i lavoratori appartenenti alle Funzioni locali avranno diritto:

  • agli aumenti 2027 a partire dal prossimo 1° gennaio;
  • ai relativi arretrati subito dopo l’approvazione definitiva del contratto. Questi verranno erogati in un’unica soluzione e riguardano le somme maturate a partire dal 1° gennaio 2025 e stimate in media intorno a 1.136 euro.

Introdotta l’indennità di vacanza contrattuale

Per il periodo di vacanza contrattuale (l’arco di tempo in cui un contratto collettivo è scaduto e quello successivo non è stato ancora firmato) il Ccnl ha previsto una nuova indennità.

Il meccanismo prevede che, a partire dall’anno successivo alla scadenza del contratto, ai dipendenti delle Funzioni locali venga riconosciuta un’anticipazione economica pari al 30% del tasso di inflazione Ipca calcolato sugli stipendi tabellari. Questa percentuale sale automaticamente al 50% se sono trascorsi sei mesi senza che il contratto sia stato rinnovato.

Nuove regole per l’utilizzo dell’Ai

Nel contratto Funzioni locali c’è poi un intero titolo dedicato all’intelligenza artificiale (contenuto negli articoli 14, 15 e 16 del contratto). In particolare, viene stabilito il principio secondo cui la responsabilità finale di qualsiasi decisione non può essere delegata agli algoritmi, restando sempre in capo al dirigente o al dipendente titolare del potere decisionale.

In questo ambito, gli enti locali sono tenuti a:

  • garantire percorsi di formazione specialistica al personale per accompagnare la transizione digitale e lo sviluppo di nuove competenze;
  • informare preventivamente le organizzazioni sindacali sull’utilizzo di software basati sull’intelligenza artificiale.

Le regole impongono anche di prevenire effetti discriminatori derivanti dall’automazione, affidando agli Organismi paritetici per l’innovazione il compito di monitorare gli impatti organizzativi.