Internet of things: mercato, sviluppi, opportunità e applicazioni pratiche

L'Internet of Things è già oggi un fattore di sviluppo economico determinante, ma nel prossimo quinquennio la sua importanza è destinata a crescere in maniera esponenziale

Che l’Internet of Things sia stato già ribattezzato come la “Nuova Rivoluzione industriale” non deve essere visto affatto un caso. In neanche cinque anni, questa nuova tendenza tecnologica è stata in grado di cambiare radicalmente il modo in cui le persone lavorano, si divertono, viaggiano e, allo stesso tempo, le modalità di interazione tra cittadino ed enti governativi o amministrazioni locali. La rivoluzione, però, è appena all’inizio: da qui al 2020 l’impatto dell’IoT sulla nostra quotidianità potrebbe e dovrebbe essere ancora maggiore.

Stando alle analisi di mercato effettuate da alcuni esperti statunitensi, infatti, emergono dati piuttosto interessanti su quello che dovrebbe essere l’andamento dello sviluppo dell’Internet delle cose nel prossimo quinquennio. Il numero di dispositivi connessi alla Rete dovrebbe quadruplicare, passando dagli attuali 6 miliardi di oggetti in linea ai 24 miliardi previsti per il 2020. Merito di investimenti per 6.000 miliardi di dollari, che dovrebbero permettere di espandere le potenzialità della Rete e aumentare la velocità di connessione e la larghezza di banda di comunicazione. A trarre maggiore beneficio da questi investimenti saranno lo sviluppo di nuovi applicativi, la ricerca sull’evoluzione tecnologica dell’hardware e l’integrazione del sistema.

Tra i tanti settori che si avvantaggeranno dell’Internet of things, tre in particolare sembrano essere in grado di sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla ‘connettività ubiqua’: l’automotive, la domotica e la sanità. Stando alle stime degli esperti statunitensi, entro il 2020 saranno in circolazione oltre 200 milioni di automobili connesse, mentre 650 milioni di dispositivi IoT permetteranno di monitorare lo stato di salute dei pazienti e valutarne le condizioni anche quando sono a casa senza necessità di ricoverarli. Ciò si traduce in un enorme risparmio per la sanità pubblica e cure migliori (più umane) per pazienti e lungodegenti.

Come accennato, anche governi e amministrazioni locali guardano con molto interesse all’Internet of things. In particolare, le organizzazioni governative potrebbero trarre vantaggio dall’automoazione dei processi e dal telecontrollo permesso dall’Internet delle cose per incrementare la produttività dei dipendenti grazie al telelavoro, per abbattere i costi derivanti dalla burocrazia e migliorare la qualità di vita dei cittadini grazie a nuovi modelli di comunicazione e interazione.

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