“TikTok crea dipendenza”, Commissione europea dura: rischio multa milionaria

La Commissione europea ha annunciato che TikTok avrebbe violato il Digital Services Act: avrebbe utilizzato meccanismi che creano dipendenza, soprattutto tra i giovani

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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TikTok ha violato il Digital Services Act, sostiene la Commissione europea. L’esecutivo dell’Ue ha specificato che il social, di proprietà della società cinese ByteDance, avrebbe attuato meccanismi che indurrebbero nell’utente dipendenza. Un effetto che sarebbe stato più grave, secondo le valutazioni della Commissione, sui più giovani.

La notizia arriva in un momento in cui diversi Paesi, a cominciare dall’Australia fino a Francia e Spagna, stanno approvando leggi contro l’utilizzo dei social da parte dei ragazzi più giovani, proibendoli anche fino al compimento dei 12 anni.

La Commissione europea contro TikTok

Il comunicato della Commissione europea, firmato dalla vicepresidente Henna Virkkunen, è stato piuttosto duro, e fa esplicito riferimento allo sviluppo dei bambini e degli adolescenti:

La dipendenza dalle reti sociali può avere effetti dannosi sullo sviluppo mentale di bambini e adolescenti. Il Digital Services Act rende le piattaforme responsabili degli effetti che possono avere sui loro utenti. In Europa, applichiamo la nostra legislazione per proteggere i nostri bambini e i nostri cittadini online.

La Commissione lamenta soprattutto il fatto che TikTok non abbia “valutato adeguatamente in che modo queste caratteristiche di dipendenza potessero danneggiare il benessere fisico e mentale dei suoi utenti”. Anche le misure prese dal social per mitigare questi effetti non sarebbero, sempre secondo l’esecutivo Ue, efficaci.

Cosa rischia TikTok

Le lamentele dell’Ue sono rivolte soprattutto alla difficoltà di introdurre il controllo parentale, la possibilità per i genitori di gestire l’accesso dei figli all’app, all’interno del software. Per Bruxelles, anche i meccanismi di gestione del tempo che gli utenti passano utilizzando l’applicazione.

TikTok ora potrà attuare i propri diritti di difesa, e fare ricorso contro l’analisi della Commissione. Il rischio, per la società cinese ByteDance che gestisce il social, è subire una multa che può arrivare anche fino 6% del proprio fatturato mondiale.

Cifra potenzialmente molto alta, che però si è recentemente ridotta, dopo che l’azienda cinese ha ceduto le sue operazioni statunitensi a un gruppo di imprenditori locali, come imposto dalla Casa Bianca, pena il ban di TikTok da uno dei suoi mercati più redditizi.

I divieti dei social per i ragazzi

La notizia del giudizio della Commissione europea su TikTok arriva in un momento in cui diversi Paesi stanno iniziando a regolamentare l’utilizzo dei social network da parte dei minori, in particolare dei ragazzi più giovani. Il primo governo ad agire in questo senso è stato quello australiano, che ha approvato una legge che vieta ai minori di 16 anni di avere un profilo sulle piattaforme online.

Un modello che si sta facendo rapidamente largo nei Paesi europei. La prima ad agire è stata la Francia, dove il presidente Emmanuel Macron ha chiesto di accelerare l’iter del testo di una norma leggermente più permissiva di quella australiana, al momento in discussione in Parlamento e attuata in via provvisoria, che vieta l’accesso alle piattaforme.

Il Regno Unito sta invece da tempo progettando una legge simile. L’ultimo ad aggiungersi è stato il governo spagnolo che, ha annunciato il primo ministro Sanchez, seguirà l’esempio dell’Australia e vieterà i social ai minori di 16 anni.