Per il 15 e 16 settembre 2026 è stato stabilito lo sciopero nazionale dei medici di medicina generale aderenti al Sindacato medici italiani (Smi). La mobilitazione è stata proclamata contro l’accordo stralcio sulle Case della Comunità del 23 giugno 2026.
Lo sciopero non coinvolge tutti i medici di famiglia: la Fimmg, il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria, ha infatti annunciato che non parteciperà alla protesta. Dunque la situazione potrà cambiare da studio a studio e da Regione a Regione. I medici aderenti alla protesta sospendono l’attività ordinaria durante la giornata lavorativa, nella fascia che va dalle 8:00 alle 20:00.
Indice
Cosa resta garantito durante lo sciopero dei medici di base
Tra le prestazioni garantite figurano le visite domiciliari urgenti, tenendo conto delle condizioni cliniche del paziente e della sua possibilità di spostarsi.
Restano inoltre assicurate:
- assistenza domiciliare integrata;
- assistenza domiciliare programmata ai malati terminali;
- le ulteriori prestazioni considerate indispensabili dagli accordi regionali.
E per le necessità non urgenti esistono altri servizi territoriali ai quali rivolgersi:
- guardia medica;
- case della comunità.
Cure non urgenti
Per chi non sa a quale servizio rivolgersi durante lo sciopero dei medici di base c’è anche il 116117, il numero europeo per le cure non urgenti. Il servizio è gratuito e attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, sia da telefono fisso sia da cellulare.
L’operatore raccoglie la richiesta del cittadino, valuta il bisogno assistenziale e indica il percorso più appropriato. Quando necessario, può mettere la persona in contatto con la continuità assistenziale oppure indirizzarla verso il servizio territoriale disponibile.
Quando chiamare il 112
Ed è sempre possibile chiamare il 112, il riferimento per le vere situazioni di emergenza, in caso di rischio per la vita o di altre situazioni che richiedono cure immediate.
Perché i medici scioperano
Alla base della protesta dei medici di base aderenti allo Smi ci sono soprattutto il no al debito orario nelle Case della Comunità e il dissenso sul Ruolo Unico nella medicina generale.
Il sindacato chiede invece il doppio canale con accesso volontario alla dipendenza, la scuola di specializzazione universitaria in Medicina Generale, la reintroduzione dell’Area della Medicina dei Servizi, il potenziamento degli organici del 118 e maggiori tutele, comprese quelle per infortunio e maternità.
Così lo Smi ha spiegato in una nota:
In assenza d’impegni precisi della Parte Pubblica i medici sono stati costretti allo sciopero. La Segreteria Nazionale del Sindacato Medici Italiani rivolge un appello a tutti i medici, iscritti Smi e non, per un’azione unitaria di difesa della professione. Continueremo nell’impegno per la difesa della dignità dei medici e per il diritto alla salute dei cittadini.
La protesta prevede anche iniziative in diverse città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Pescara e Palermo.
La petizione sulla riforma della medicina generale
Nel comunicato lo Smi esprime inoltre
grande soddisfazione per la notizia che la petizione n.1451, promossa dal Segretario Generale Pina Onotri, in merito alla richiesta di provvedimenti legislativi e risorse dedicate alla riforma della medicina generale, abbia raggiunto in 40 giorni più di 9300 firme. La petizione è stata assegnata alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio, nella seduta dei lavori della Camera dei Deputati del 9 settembre 2026; adesso bisogna impegnarsi affinché venga discussa.