Si conferma lo sciopero per la giornata di domani, venerdì 15 maggio. Incroceranno le braccia i dipendenti di Atm Milano, sostenuti dal sindacato Al Cobas, causando possibili disagi in tutto l’hinterland milanese.
Autisti, macchinisti e impiegati in generale di Atm, però, non protesteranno per 24 ore, quindi l’impatto sulla quotidianità di altri lavoratori sarà meno acuto. Tuttavia, migliaia di pendolari subiranno comunque gli effetti collaterali dell’esercizio di un diritto di altri cittadini. Nonostante ci siano fasce di garanzia, il piano orario dei trasporti potrebbe subire ritardi e cancellazioni.
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Orari dello sciopero e fasce garantite
Inizialmente Al Cobas aveva indetto uno sciopero per tutta la giornata. Tuttavia, a causa di un evento pubblico previsto in piazza Duomo è stato fortemente ridotto, come quello di aprile: inizierà dalle ore 8:45 per terminare alle ore 15:00. Prima e dopo l’interruzione legata alla protesta, il trasporto pubblico riprenderà il normale servizio, salvo ritardi o cancellazioni accumulate.
I disagi restano concentrati nelle ore più delicate della giornata, coinvolgendo maggiormente chi non ha una scansione oraria da dipendente d’ufficio. Lavoratori su turni e studenti universitari potrebbero essere maggiormente colpiti dallo sciopero. Certo è che l’impatto sulla quotidianità dei cittadini e dei pendolari dipenderà dal tasso di adesione dei lavoratori di Atm.
Perché i macchinisti di Atm scioperano
Sul tavolo ci sono delle rivendicazioni economiche. Il sindacato ha chiesto un aumento salariale di 150 euro netti mensili per alcune fasce di lavoratori e la possibilità di trasformare i contratti a tempo parziale in full-time a quei dipendenti che ne facciano richiesta.
Secondo il sindacato, la pressione aziendale sul personale di servizio è aumentata a causa della carenza di organico e dell’utilizzo crescente degli straordinari, cosa che incide sia sulla qualità del lavoro sia sul servizio offerto ai cittadini. L’insufficienza di personale ha comportato un peggioramento dei turni in un lavoro già di per sé usurante e una difficoltà cronica da parte dei dipendenti a godere del diritto alle ferie e al riposo.
Ma al centro dello sciopero c’è anche il futuro del trasporto locale milanese. Uno dei punti principali della rivendicazione riguarda il progetto “Milano Next”. Secondo Al Cobas la liberalizzazione del trasporto pubblico locale sta portando a un abbassamento della sicurezza sul lavoro e della qualità del servizio. Per questo, la sigla sindacale richiede che la gestione di Atm torni a essere completamente pubblica, attraverso un riaffidamento diretto al Comune di Milano di servizi dati in appalto a cooperative private e un fermo alla progressiva cessione di parte di azienda a privati.
Come muoversi durante lo sciopero
La parola chiave sarà organizzazione. Si consiglia di anticipare gli spostamenti nelle prime ore del mattino o posticiparli dopo le 15. Certo è che nelle ore interessate dallo sciopero ci sarà un aumento del traffico privato. Chi si trova costretto a scegliere l’auto dovrà quindi mettere in conto tempi di percorrenza più lunghi del normale.
Per chi ha la fortuna di percorrere brevi tragitti, resta l’alternativa della mobilità leggera, personale o condivisa. Infatti, biciclette, monopattini elettrici e car sharing potrebbero registrare una domanda più alta del solito.
Chi deve raggiungere aeroporti, stazioni ferroviarie o appuntamenti fissati in orari rigidi dovrà partire con largo anticipo e comunque monitorare costantemente lo stato del servizio di Atm sul sito dell’azienda.