L’inverno 2026-2027 sarà più mite. Secondo gli esperti le temperature saranno più alte rispetto alla media stagionale e per questo il calendario dell’accensione dei riscaldamenti sta subendo diverse modifiche. Per quanto riguarda quello ufficiale, deciso per le sei zone nelle quali l’Italia è suddivisa dal decreto del 1993, Comuni e Regioni possono applicare delle modifiche. È quello che sta accadendo soprattutto al Nord, la prima zona che dovrà accendere i riscaldamenti secondo il calendario nazionale.
Non ci sono però soltanto le condizioni meteo più miti a dettare le disposizioni, ma anche gli obiettivi di sostenibilità ambientale e soprattutto la riduzione dell’inquinamento atmosferico in città, con particolare attenzione alla diminuzione delle polveri sottili PM10 responsabili dell’insorgere di malattie gravi. È così che Monza, Bergamo, Pavia e diverse altre città hanno deciso di intervenire sul calendario dell’accensione dei riscaldamenti con slittamenti, anticipazioni o conferme.
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Quando si possono accendere i termosifoni
Per l’inverno 2026-2027 l’accensione dei termosifoni è, come negli anni precedenti, stabilita in base a un calendario nazionale. Non c’è una risposta univoca per tutti: dipende dall’area nella quale il proprio Comune è stato inserito dopo la suddivisione delle zone climatiche. Ci sono Comuni che possono accendere i riscaldamenti prima, quelli che dovranno attendere ancora diverso tempo e poi ci sono Comuni che non hanno limiti stagionali.
La prima data per molti Comuni sarà il 15 ottobre. Si tratta dei Comuni che appartengono alla zona climatica E, la maggior parte dei quali si trova in un’ampia area del Nord Italia. Le località di questa zona climatica accendono il riscaldamento il 15 ottobre e lo spengono il 15 aprile, con un tetto massimo di 14 ore al giorno.
Quando si accendono i riscaldamenti in Italia
Nell’inverno 2026-2027, le date previste per l’accensione dei riscaldamenti saranno:
- Zona climatica A: accensione dal 1° dicembre al 15 marzo, per un massimo di 6 ore al giorno;
- Zona climatica B: accensione dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore al giorno;
- Zona climatica C: accensione dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno;
- Zona climatica D: accensione dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno;
- Zona climatica E: accensione dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno;
- Zona climatica F: non sono previsti limiti nazionali per il periodo di accensione né per le ore giornaliere.
Per tutte le zone, tranne per la F che non ha limitazioni, le ore di riscaldamento attivo stabilite potranno essere distribuite tra le 5 del mattino e le 23, in qualsiasi modo. Non dovranno quindi essere consecutive, ma è ogni singolo edificio a decidere come utilizzare le ore a disposizione.
Accensione 15 ottobre: quali città
La prima data del calendario delle zone climatiche per l’accensione dei riscaldamenti è il 15 ottobre. Possono iniziare a riscaldare le abitazioni, quindi, i Comuni nella zona climatica E, quella più a Nord.
Rientrano tra questi città come:
- Milano;
- Torino;
- Bologna;
- Venezia;
- Verona;
- Brescia;
- Bergamo;
- Trieste.
Ma quest’anno ci sono diverse novità. Non tutte le città nella zona E hanno deciso di rispettare il calendario.
Modifiche al calendario delle accensioni
Entrando nel dettaglio di alcune città, scopriamo che Monza ha disposto uno slittamento di una settimana rispetto all’accensione del 15 ottobre. Quindi l’accensione ufficiale sarà il 22 ottobre. La decisione è stata presa dal sindaco Paolo Pilotto, che ha stabilito anche i limiti previsti per le temperature interne: abitazioni ed edifici privati con tetto massimo a 19°, per le attività industriali e artigianali limite a 18°.
L’ordinanza esplicita chiaramente che la decisione è stata presa tenendo conto delle previsioni elaborate da ARPA Lombardia, che mostrano temperature medie superiori alla media stagionale, ma anche per contenere le emissioni inquinanti nell’aria e ridurre i consumi energetici in città.
Stesse motivazioni per Bologna, Modena e Reggio Emilia che hanno concordato un rinvio fino al 1° novembre. Bergamo, invece, ha deciso di posticipare l’avvio dell’accensione dei riscaldamenti di sette giorni, anche questo per allinearsi alle politiche di contenimento delle emissioni.
Como, Lecco e Pavia potrebbero confermare la data del 15 ottobre, ma si attendono le ordinanze specifiche. Mantova ha scelto di attendere, ma è propensa a far slittare la data in base al monitoraggio in tempo reale dei bollettini meteo.
Poi ci sono situazioni speciali, come a Cremona, dove si sta valutando l’accensione posticipata degli impianti, ma forse nelle scuole avverrà comunque prima; questo perché, a causa del nubifragio dello scorso 28 agosto, in molti casi non ci sono le finestre ma dei pannelli.