I punti di ritiro per gli acquisti fatti tramite e-commerce stanno diventando una presenza stabile nelle città italiane. Sempre più esercenti decidono di affiancare questo servizio all’attività tradizionale, intercettando i flussi crescenti degli acquisti online. C’è anche un guadagno diretto per questo tipo di servizio e dei benefici indiretti che spesso fanno la differenza.
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Cosa è un punto di ritiro
Un punto di ritiro è un esercizio commerciale o un armadietto elettronico dove si può spedire e ritirare pacchi in totale autonomia. In genere i cosiddetti locker sono disponibili 7 giorni su 7 e si trovano presso supermercati, centri commerciali o parcheggi. Con uno smartphone è possibile organizzare una spedizione o un ritiro. I punti di ritiro “fisici” sono invece degli esercizi commerciali, in genere edicole o cartolerie, che offrono il servizio di ritiro e spedizione assistito.
Le commissioni riconosciute agli esercenti
I compensi diretti sono contenuti. Le commissioni riconosciute dagli operatori logistici oscillano in genere tra i 20 e i 50 centesimi per pacco. In casi specifici, legati a servizi premium o a reti che privilegiano la qualità rispetto ai volumi, il compenso può arrivare fino a 1,50 euro per spedizione. Si tratta tuttavia di eccezioni.
Alessandro Rosa, presidente di Snag Lombardia, ha confermato a La Repubblica che per edicole e attività di prossimità i numeri sono piuttosto ridotti e con sistemi di pagamento che possono arrivare anche a 90 giorni. Infatti, le tempistiche di incasso rappresentano un elemento da considerare soprattutto per i negozi con margini già limitati.
I modelli a confronto, base fissa o costi variabili
Non tutti gli operatori adottano lo stesso schema. C’è chi propone un modello misto: una base fissa mensile più un corrispettivo variabile legato al numero di pacchi gestiti, chi invece, la maggior parte, offre compensi unitari limitati ma continuità nel flusso di pacchi.
Il guadagno principale, secondo gli esercenti, non è legato alle commissioni. L’obiettivo infatti è fare in modo che il punto di ritiro possa diventare un generatore di traffico, capace di intercettare clienti che altrimenti non entrerebbero nel punto vendita. L’aspettativa è che chi ritira un pacco acquisti anche altri prodotti. Studi condotti da InPost Italia sui supermercati dotati di locker mostrano che una quota rilevante di utenti, dopo il ritiro, effettua anche acquisti all’interno del punto vendita.
Il problema dei tempi di pagamento
Uno degli aspetti più critici resta la tempistica dei pagamenti. La maggior opera a 90 giorni e per chi gestisce volumi elevati o collabora con più reti questi ritardi possono creare problemi di liquidità.
Nonostante i margini ridotti, il modello continua a crescere. InPost ha gestito oltre un miliardo di pacchi nel 2024, con un aumento del 22% su base annua. Il riferimento resta la Polonia, dove nelle grandi città il 90% dei residenti ha un locker entro 500 metri e oltre metà dei pacchi viene consegnata fuori casa. In Italia, invece, circa l’85% delle consegne e‑commerce avviene ancora al domicilio.